L'AGONIA DELLO STATO PONTIFICIO

In questa pagina:
Papa Leone XII
Papa Pio VIII e Papa Gregorio XVI
Papa Pio IX
Un anno di Rivoluzione (1848)
Dieci anni travagliati
L'Unità italiana
In attesa della fine inevitabile
Epilogo
Iconografia

Papa Leone XII
Al conclave che seguì alla morte di Pio VII (20 Agosto 1823) i cardinali erano divisi in due partiti: quelli che volevano seguire la politica relativamente moderata del papa appena defunto e del suo Segretario di Stato, Cardinal Consalvi, e quelli che cercavano l'applicazione senza compromessi dei precetti religiosi anche negli affari di Stato: questi ultimi erano detti gli zelanti (da zelo, a sua volta da Zeloti, i membri di una antica setta ebraica che mirava ad instaurare una teocrazia e a resistere ai Romani e all'ellenizzazione del loro paese). Gli zelanti alla fine fecero convergere i loro voti sul Cardinal Annibale della Genga, uno dei loro candidati; il quale apparteneva ad una nobile famiglia di provincia e scelse di chiamarsi Leone XII.

Il non lungo regno di Leone XII (1823-1829) segnò il declino definitivo del significato politico del potere temporale sebbene fossero da lui compiuti tutti gli sforzi per un ultimo tentativo per renderlo popolare con la riforma dei codici e in particolare della procedura penale (bolla «Reformatio Tribunalium», detta «della Giustizia a buon mercato»; 5 ottobre 1824) - poi con ricche donazioni alla Biblioteca Vaticana e con la formazione del primo significativo nucleo del Museo Etrusco; né va dimenticato il suo sforzo per la riforma degli studi universitari (bolla «Quod Divina Sapientia»; 28 agosto 1824) e non può essere sottovalutato che fu Leone XII a dar ordine che le opere di Galileo venissero tolte dall'Indice.
Tuttavia, il clima di sospetto che la nascita dei moti liberali introduceva nel governo, alcune misure dirette a riportare dignità nei luoghi di culto - e che furono ad arte mal propagandate - e i controlli imposti ai pellegrini, accorsi da ogni parte del mondo per il Giubileo del 1825 (per quell'anno furono proibiti spettacoli teatrali e festeggiamenti), scavarono un incolmabile fossato tra il Governo e la Curia da un lato e il popolo della città e dello stato dall'altro.
Il Cardinal Della Somaglia, che aveva sostituito il Cardinal Consalvi, riorganizzando le chiese parrocchiali di Roma, diede ai parroci il compito di denunciare alla polizia coloro che non adempivano regolarmente ai loro doveri religiosi; fu reintrodotto l'obbligo per gli Ebrei di partecipare ad assemblee dove venivano istruiti sui benefici della conversione; fu limitata la vendita del vino e sospeso un programma di vaccinazione contro il vaiolo sulla base che esso alterava il naturale equilibrio tra vita e morte.
Il papa non era solo in questi tentativi di controllare tutti gli aspetti della vita della popolazione romana. Gli eccessi della Rivoluzione Francese avevano indotto molti filosofi europei (in particolare Joseph de Maistre) a credere che solo un'alleanza tra il Trono (le monarchie europee) e l'Altare (la Chiesa Cattolica) avrebbe potuto garantire un ordinato governo della società: secondo loro lo spargimento di sangue della Rivoluzione del 1789 era il risultato finale delle teorie sviluppate dai filosofi illuministi.
Il Principe Klemens von Metternich, Primo Ministro dell'Imperatore Austriaco, promosse un'alleanza (la Santa Alleanza) con Russia e Prussia con lo scopo di prevenire qualsiasi nuovo accenno di rivoluzione in Europa; i membri dell'alleanza stabilirono il diritto di intervenire militarmente a sostegno degli altri monarchi europei che stavano fronteggiando delle sommosse. In Francia Re Charles X tentò di restaurare la pompa dell'Ancien Régime e di avviare un rigido controllo della stampa.
Papa Leone XII tentò di sradicare le società segrete che reclamavano diritti costituzionali: la più famosa di esse era la Carboneria, il cui nome faceva riferimento al gergo usato dai suoi adepti, basato sulle "vendite" di carbone: nel 1825 due membri della Carboneria furono decapitati Piazza del Popolo e in quello stesso anno nelle province più a nord dello Stato Pontificio più di 550 presunti appartenenti alle società segrete furono condannati a molti anni di prigione e alcuni di essi all'ergastolo.

Tra le decisioni che Papa Leone XII dovette prendere vi fu quella di ricostruire S. Paolo fuori le mura: la navata e la facciata della basilica erano andate distrutte in un incendio nel Luglio 1824. Giuseppe Valadier l'architetto Romano più in vista del momento, suggerì di trasformare il transetto (solo parzialmente danneggiato, nelle nave e di ricostruire una nuova facciata verso nord (verso Roma). La proposta fu rigettata in quanto non in linea col progetto del papa di valorizzazione del ruolo della città. La ricostruzione dell'intera basilica avrebbe richiesto 30 anni a causa delle magre finanze dello Stato Pontificio.
Lo scarto tra lo stile di vita richiesto ai Romani e quello reale fu descritto da Giuseppe Gioacchino Belli in 2279 sonetti. Egli era un membro devoto e conformista dell'amministrazione pontificia, tuttavia i suoi sonetti celebrano l'innata saggezza della plebe di Roma e condannano l'ipocrisia imposta dal clero. In un sonetto egli fa capire che La Verità non può essere fermata perché è come ..

La Verità

La Verità è ccom'è la cacarella,
che cquanno te viè ll'impito e tte scappa
hai tempo, fijja, de serrà la chiappa
e storcete e ttremà ppe ritenella.

E accussì, ssi la la bbocca nun z'attappa,
la Santa Verità sbrodolarella
t'esce fora da sè dda le bbudella,
fussi tu ppuro un frate de la Trappa.

Perchè ss'ha da stà zzitti, o ddì una miffa
oggni cuarvorta sò le cose vere?
No: a ttemp'e lloco d'aggriffà ss'aggriffa.

Le bbocche nostre iddio le vo' ssincere,
e ll'ommini je metteno l'abbiffa?
No: ssempre verità: ssempre er dovere.


Pinelli, l'incisore


Incisioni di Bartolomeo Pinelli: (a sinistra) dama forestiera catturata dai briganti; (a destra) lite tra donne a Piazza Barberini.

Gli stranieri del XVIII secolo venivano a Roma per vedere i suoi antichi monumenti; nel XIX essi venivano anche in cerca di divertimento e di un modo di vivere meno formale. E se Giuseppe Vasi (1710-82) dipingeva accuratamente i monumenti di Roma e Giovan Battista Piranesi (1720-78) aggiungeva loro un tocco di mistero Bartolomeo Pinelli (1781-1835) andò incontro alle attese dei viaggiatori del suo tempo ritraendo briganti e scene di combattimento e altri aspetti della vita quotidiana per le strade di Roma.


Papa Pio VIII e Papa Gregorio XVI

Quando, alla morte di Leone XII, fu eletto Pio VIII (Francesco Saverio Castiglioni) fu chiaro che il processo degenerativo dello stato, fatto di sclerosi istituzionale e di parassitismo economico, era destinato ad accentuarsi: Pio VIII parve aggravare tutti i difetti del precedente pontificato senza riuscire nemmeno a eguagliarne i tentativi riformatori.
Il suo breve pontificato (Marzo 1829 - Novembre 1830) non registrò alcun evento, se non il suo riconoscimento di Louis-Philippe d'Orléans come Re dei Francesi (non di Francia): nel Luglio del 1830 una rivolta aveva costretto il Re Charles X ad  abdicare in favore del nipotino di dieci anni: la Camera dei Deputati aveva ignorato la decisione e proclamato Louis-Philippe (un cugino del re) monarca costituzionale dei Francesi. In quell'occasione Metternich, Primo Ministro austriaco, fu contrariato dalla decisione del papa di riconoscere Louis-Philippe come legittimo sovrano: l'atto papale gli aveva tolto il pretesto per l'azione militare.

Il conclave che seguì alla morte di Pio VIII durò più di 50 giorni durante i quali fu scoperta una congiura organizzata da Louis-Napoléon Bonaparte, nipote dell'ex Imperatore. I cardinali decisero che non potevano dilazionare ulteriormente l'elezione del nuovo papa e raggiunsero un accordo sul Cardinal Mauro Cappellari, che scelse di chiamarsi Gregorio XVI.
L'appena eletto papa ebbe da fronteggiare rivolte a Bologna e in altre città: l'Austria mandò delle truppe per ristabilire l'ordine. Le Grandi Potenze credevano che le rivolte fossero in parte dovute alle misere condizioni economiche dello Stato Pontificio, che sembrava non ricavare profitto dall'aumento di produttività generato dalla Rivoluzione Industriale; esse mandarono a Papa Gregorio XVI a memorandum che reclamava riforme economiche. Papa Gregorio non accettò il consiglio e alcuni anni dopo affermò che le ferrovie erano un'invenzione del Diavolo; si oppose anche all'illuminazione a gas.
Proprio lo sviluppo delle ferrovie dimostrò a molti Italiani che lo sviluppo del paese era ostacolato dalla sua divisione in staterelli separati: Francesco IV, Duca di Modena, si oppose al passaggio della ferrovia attraverso il suo Ducato, cosa che avrebbe permesso di collegare Milan con Bologna; se anche in Piemonte, Lombardo-Veneto e Toscana i governi locali promossero lo sviluppo di una rete ferroviaria, ma questo processo non poteva raggiungere tutta l'Italia.
Le società segrete che reclamavano riforme costituzionali allargarono i loro obiettivi includendovi quello dell'unità del paese; la Giovine Italia, una di queste società, fondata nel 1831 da Giuseppe Mazzini, aveva l'obiettivo di instaurare una stato repubblicano in Italia; nel 1843 un tentativo di rivolta a Bologna fallì, ma dimostrò che le idee repubblicane si stavano diffondendo nello Stato Pontificio.


S. Paolo fuori le mura: (sopra) soffitto del transetto con lo stemma di Papa Gregorio XVI tra quelli di Leone XII (a sinistra) e di Pio VIII (a destra); (sotto) portico d'entrata completato nel 1840.

Nonostante il clima generale, il flusso dei viaggiatori italiani e stranieri continuò ad intensificarsi per tutto il secolo, a dispetto dl fatto che il viaggio fino a Roma non fosse davvero agevole, nemmeno dopo l'apertura dei grandi varchi alpini tracciati al tempo delle campagne napoleoniche. Se giungervi era difficile anche per i più facoltosi, la vita in città nel XIX secolo rimase brillante; famosi vi furono i balli e ricevimenti di don Alessandro Torlonia, dove erano invitati i migliori clienti stranieri di passaggio e si radunavano anche gli alti prelati, sicché non era raro incontrarvi il cardinale Mai e il Mezzofanti. La vita sociale tuttavia seguiva il ciclo delle stagioni; giacché s'era diffusa l'idea che soggiornare entro le mura non fosse salubre nei mesi estivi; fior di trattati si scrissero fin verso la metà del secolo per spiegare l'origine e la gravità delle «infezioni miasmatiche» che affliggevano l'abitato, frutto anche, come si riconosceva, delle pessime condizioni igieniche che favorirono il diffondersi della terribile epidemia di colera del 1837.

Roma rimaneva, soprattutto al confronto con Napoli, una città relativamente piccola, anche se con un tasso di natalità elevato:

nel 1826

139.847 abitanti

nel 1835

152.457 abitanti

nel 1838
alla fine del colera

148.903 abitanti

La città per di più amministrava, quasi parassitariamente, uno stato di mediocri risorse, molte delle quali erano rivolte a dispendiosi progetti di restauro. Tra i più rilevanti vi furono quelli curati da una dinastia di architetti romani, i Camporese, per quasi un secolo e fino a poco prima della «breccia» di Porta Pia: Giuseppe Camporese (1763-1820) scavò il Foro di Traiano, diresse i lavori per lo sperone del Colosseo (sotto Pio VII), raddrizzò le tre colonne del tempio di Vespasiano, scavò la platea dell'anfiteatro Flavio; il figlio Pietro (1807-1863) ne proseguì l'opera realizzando l'edificio detto «del ferro di Cavallo» a via di Ripetta, ricostruendo il teatro Argentina, il fianco dell'ospedale di san Giacomo, progettando e spesso realizzando edifici tra i più interessanti del secolo.
Il pontificato del  gioviale  Gregorio XVI si collocò quasi esattamente tra i moti del '30 e quelli del '48, costituendo forse l'unico sereno periodo dell'800; tuttavia sua è l'enciclica «Mirari Vos» (1832), che è una ferma condanna delle idee liberali. Il controllo sulla stampa era e rimase severo: uscivano a Roma solo pochi fogli e senza rilievo, il più importante dei quali era il «Diario di Roma», che appariva il giovedì e il sabato, col settimanale «Notizie del giorno»; ciononostante, la vita culturale della città non era indegna se ad animarla erano, nella prima metà del secolo, personalità quali l'abate Carlo Fea, l'abate Francesco Cancellieri, Antonio Nibby, senza dimenticare diplomatici come il Niebuhr o il barone de Hubner e dottissimi cardinali di curia. Quando Papa Gregorio morì, nel giugno del 1846, le energie nuove a lungo represse stavano per esplodere: la statua che sormontava il suo catafalco, poco prima della cerimonia funebre in San Pietro, rovinò a terra e sembrò il segno dell'urgente cambiamento che meno di due anni dopo sarebbe in effetti intervenuto.
Nel frattempo Papa Gregorio aveva seguito in parte il consiglio di Giuseppe Valadier e cominciato la ricostruzione di S. Paolo fuori le Mura dal transetto (i lavori furono affidati a Pasquale Belli): nel 1840 quella parte della basilica fu riaperta: un portico dava accesso al suo interno: il soffitto fu decorato con gli stemmi del papa e dei suoi predecessori.
La ricostruzione della basilica assorbì quasi tutte le risorse disponibili e nei 15 anni del suo pontificato Gregorio XVI promosse poche altre iniziative: a Tivoli fu deviato il corso dell'Aniene per evitare le piene; S. Rocco ebbe una nuova facciata; Spedale S. Gallicano fu ingrandito e l'Ufficio Centrale delle Poste nel Palazzo del Viceregente fu abbellito con un nuovo portico. Durante il suo pontificato i Torlonia divennero la famiglia più ricca di Roma e celebrarono il loro status ingrandendo e abbellendo la loro villa.

A Luigi Canina si deve la sistemazione di Villa Borghese; e non si possono dimenticare archeologi come il Nibby e antiquari come i Muñoz. 

Papa Pio IX

Il risultato del conclave che seguì alla morte di papa Gregorio XVI, avvenuta il 1° Giugno 1846, giunse per molti a sorpresa: il conclave durò solo due giorni e parecchi cardinali stranieri dovevano ancora arrivare a Roma: tra di essi l'Arcivescovo di Milano che aveva il compito di mettere avanti i desideri e i veti dell'Austria. La scelta dei cardinali cadde su Giovanni Maria Mastai Ferretti, che pochi pensavano avrebbe potuto essere eletto, data la giovane età (aveva solo 48 anni) e la scarsa esperienza, sia su questioni teologiche che negli affari dello Stato. Fu eletto principalmente perché aveva lavorato bene come Vescovo di Imola, città vicino a Bologna, dove era riuscito a tenere sotto controllo i suoi turbolenti abitanti senza l'uso della forza. Scelse di chiamarsi Pio IX.
Uno dei suoi primi atti fu la concessione di un'amnistia: era una decisione abituale ad ogni nuova elezione di papa, tuttavia fu vista come un segnale di atteggiamento liberale: la sera stessa una folla si riunì fuori del Palazzo del Quirinale per festeggiare il papa: queste celebrazioni spontanee continuarono nei giorni seguenti e Papa Pio IX sentì che non poteva smorzare gli entusiasmi dei suoi sottomessi: annunciò l'intenzione di costruire una ferrovia che collegasse Roma con Frascati e Civitavecchia, di introdurre l'illuminazione a gas, il telegrafo e un sistema di omnibus a Roma e di abbandonare il modo tradizionale di contare le ore. Inoltre tollerò la proliferazione dei giornali e alla fine autorizzò una qualche forma di libera stampa. Nell'Ottobre del 1847 egli garantì alla Città di Roma un'amministrazione municipale laica con il potere di imporre tasse municipali e l'istituzione di una Consulta di Stato senza poteri legislativi.
Pio IX presto divenne molto popolare in tutta Italia e perfino sostenitori della Repubblica come Mazzini e Garibaldi si dichiararono pronti ad accettare una confederazione di Stati Italiani sotto la presidenza del Papa. Le sue riforme, modeste, furono tuttavia «strappate dalla piazza, più che elargite spontaneamente dall'alto, attuate con lentezza e fra mille ripensamenti» (Martina).  


(a sinistra) Piazza del Popolo: inscrizione celebrante due patrioti italiani che furono decapitati nel 1825; (al centro e a destra) Via della Lungaretta vicino S. Grisogono: iscrizione e statua celebranti Giuditta Tavani Arquati e altri patrioti uccisi dalla polizia papale nel 1867.

Rome is full of monuments and inscriptions celebrating the popes: there are however also some which tell a different story: the Monumento a Giordano Bruno in Campo de' Fiori is the best known one. The small monument to Giuditta Tavani Arquati who was killed in her home in Trastevere with her twelve-year old boy is accompanied by a strongly phrased inscription against the papal power.

Un Anno di Rivoluzione

Nel Febbraio 1848, in seguito a una crisi economica, una rivoluzione rovesciò Re Louis-Philippe; l'Assemblea Nazionale Francese proclamò la Seconda Repubblica: quando la notizia raggiunse Vienna, la Dieta della Bassa Austria (la regione intorno a Vienna) invocò le dimissioni di Metternich: l'Imperatore Ferdinando accettò di dimissionare il suo Primo Ministro: la decisione fu vista in molte parti dell'Impero come un segnale di rivolta: un nuovo governo Ungherese annunciò che il paese voleva staccarsi dall'Impero e i Polacchi di Galizia fecero altrettanto. In Italia il Milanese in rivolta costrinse i presidi a lasciare la città; i Veneziani fecero lo stesso e proclamarono la restaurazione della Repubblica. Le truppe Austriache, guidate dal Feldmaresciallo Conte von Radetsky, si ritirarono a Verona e in altre tre fortezze vicine (nel quadrilatero) bloccando le comunicazioni tra la Lombardia e Venezia.
In Piemonte (o Regno di Sardegna, com'era usualmente chiamato) Re Carlo Alberto aveva concesso una costituzione; Re Ferdinando delle Due Sicilie lo aveva imitato in Febbraio: anche Pio IX, il 14 marzo '48, arrivò a concedere la Costituzione, trasportato dall'eccitazione patriottica del momento. Il 23 Marzo il Piemonte dichiarò guerra all'Austria; in Toscana il Granduca Leopoldo II, nonostante la sua famiglia fosse legata agli Absburgo, permise ai volontari di raggiungere il piemontese; pure Re Ferdinando II di Napoli mandò delle truppe e Papa Pio IX permise ai volontari di raggiungere le province settentrionali dello Stato Pontificio.
L'Austria reagì assai negativamente alla notizia che il Papa stava in qualche modo sostenendo i suoi nemici: le pressioni diplomatiche furono tali da condurre Pio X a dichiarare solennemente alla fine di Aprile che egli era contrario alla guerra. Non riuscì a chiarire l'equivoco e divenne il «Papa traditore». Per calmare le proteste causate dal suo voltafaccia Pio IX chiamò al governo Mamiani. In seguito dovette chiamare Pellegrino Rossi Ferdinand II built on the la dichiarazione del papa e ritirò le sue truppe. L'Esercito piemontese e i volontari riuscirono a cacciare gli Austriaci da una delle fortezze ma non dalle altre. After having received reinforcements, Radetsky uscì da Verona e alla fine di Luglio sconfisse i Piemontesi; un tentativo di Carlo Albero di resistere a Milano non ebbe successo: dovette chiedere la cessazione delle ostilità e ritirale le sue truppe dalla Lombardia; only Venice continued to resist. Because of his victories in the Italian campaign Radetsky was celebrated da Johann Strauss Sr. che gli dedicò la celebre marcia.
Ferdinando II sospese la costituzione e represse una rivolta in Sicilia; la sua flotta bombardò Messina per ore dopo che che i ribelli avevano issato bandiera bianca, causando numerosi morti,guadagnandosi per ciò il soprannome di  Re Bomba per la sua ferocia. 

In Toscana e a Roma i sostenitori di una nuova guerra contro l'Austria andarono aumentando al punto che nel Novembre, Pellegrino Rosso cadde vittima di un attentato e il Papa, ormai caduto in disgrazia, fu costretto a cercare rifugio nella fortezza napoletana di Gaeta. Qui fu in seguito raggiunto dal Granduca Leopoldo II.

Il 9 Febbraio 1849 un'assemblea dichiarò la fine del potere temporale del papa e proclamò la Repubblica Romana y con a capo il triumvirato Mazzini, Armellini e Saffi. Garibaldi giunse a Roma con una legione di volontari.
In Marzo Re Carlo Alberto ruppe la tregua, ma fu di nuovo sconfitto da Radetsky e costretto ad abdicare. In Aprile il Granduca Leopoldo II fu invitato a ritornare a Firenze, ma lo fece solo dopo che le truppe Austriache ebbero preso il controllo della città. Un tentativo napoletano di occupare Roma e restaurare l'autorità papale fu respinto da Garibaldi; nel frattempo un esercito Francese mandato da Luigi Napoleone Bonaparte, Presidente della Repubblica Francese, approdò a at Civitavecchia e mosse verso Roma: la difesa della città fu affidata principalmente a Garibaldi e ai suoi volontari; essi tentarono di resistere ai Francesi per un mese, ma alla fine il governo Repubblicano decise arrendersi (vedi qui una pagina sui luoghi di Roma legati a Garibaldi con estratti da un libro di G. M. Trevelyan sul ruolo di Garibaldi). Dopo sette mesi di governo repubblicano, Pio IX ritornava sul suo trono: Roma da ora vivrà in una sorta di regime di protettorato francese che impedirà l'annessione all'Italia.
Alla fine di Agosto Venezia cadde in mano agli Austriaci segnando la fine di una serie di eventi che in seguito vennero considerati come la I Guerra d'Indipendenza Italiana.


(left) 1849 Map of Italy: the date indicano l'anno in cui i territori furono conquistati dal Piemonte/Italy or their rulers were ousted; (a destra) una vignetta satirica che raffigura il Re delle Due Sicilie (ritratto come Pulcinella) che insegna a Pio IX how to bombard his own subjects.


Most of the fight between the French and Garibaldi's volunteers took place between Villa del Bel Respiro and the walls of Rome: heavy shelling led to the destruction of Villa Corsini and Villa del Vascello; Porta S. Pancrazio and the nearby walls were rebuilt by Pope Pius IX after his return to Rome in 1850: he also rebuilt Ponte Mammolo, another casualty of the war.

Dieci Anni Travagliati

Apparently by 1850 order was restored everywhere in Italy: however rulers had no longer the support of their subjects and relied on foreign troops to retain power (in Rome 5,000 French troops controlled the city). The only exception was King Victor Emmanuel II who replaced his father Charles Albert in 1849: the young king refused to withdraw the constitutional rights granted in 1848. In 1852 he appointed Prime Minister Camillo Benso, Count of Cavour and the two promoted the economic development of Piedmont as well as its military strength.
In Rome Pope Pius IX was mainly involved in the spiritual aspect of his role: in 1854 he solemnly proclaimed as a dogma the Immaculate Conception of the Virgin Mary: the decision was also meant to show the authority of the pope in theological matters because the issue was very controversial.
Relations with Piedmont became very tense when religious properties were confiscated and some orders forbidden: the pope reacted by excommunicating the king and his Prime Minister without however obtaining any result.
Count Cavour and the king were aware that the unity of Italy could not be achieved without the help of the great European powers; in 1855 they agreed to take part in the Crimean War at the request of France and Great Britain, although their country had no interest in the conflict; Piedmont was represented at the peace conference at the end of the war, and there it addressed the issue of il Risorgimento d'Italia (Italian Unity) to the European powers. As a consequence public opinion in France and Great Britain had a very favourable attitude towards Piedmont and regarded the Papal State and the Kingdom of the Two Sicilies as bastions of Reaction, the political movement which opposed liberalism, and puppets in the hands of Austria. In 1858 Cavour managed to convince Louis Napoleon Bonaparte (by now Emperor Napoleon III) to sign an agreement stating that France would come to the aid of Piedmont in case of Austrian attack.


(a sinistra) iscrizione del 1863 celebrante l'apertura di una strada che conduce al
Fabbrica del Tabacco; (a destra) colonna eretta da Papa Pio IX di fronte a S. Francesco a Ripa.

Nel 1856 Papa Pius IX celebrò il nuovo dogma facendo erigere la Colonna dell'Immacolata in Piazza di Spagna (see the yearly ceremony which takes place at the foot of the column on December 8). The pope also placed a statua dell'Immacolata a Ponte Milvio. Pope Pius IX took also some initiatives to promote the economic development of Rome such as a new tobacco factory (1859-63) and a restauro dell'arsenale; but these attempts had little impact, because the wealthiest families of Rome did not invest in manufacturing companies, as the aristocracy of northern Italy did during the same period.
The complete restoration of S. Paolo fuori le Mura absorbed most of the available resources: the pope asked the Catholic sovereigns to contribute to the decoration of the basilica: the greatest donors however were the Muslim Khedive of Egypt (who sent alabaster columns) and the Orthodox Czar of Russia (who sent lapis lazuli and malachite). The restoration of churches completed during the pontificate of Pope Pius IX were characterized by walls painted in order to imitate marble: "a shame" is what Ferdinand Gregorovius (the German historian) wrote in his diary when he saw the renovated interior of S.Maria sopra Minerva; he was also very critical about the cappella del 1857 dedicata a Torquato Tasso in S. Onofrio.


S. Paolo fuori le mura: interior completed in 1854.

L'immagine usata come sfondo di questa pagina mostra lo stemma di Papa Pio IX sul soffitto della navata di S. Paolo fuori le mura.

Unitàn Italiana

Cavour fu soprannominato il Tessitore for having prepared a spider's web where he eventually caught his prey. In April 1859 Austria issued an ultimatum asking Piedmont to stop some manoeuvres near the border and to de-militarize the region; Piedmont refused claiming its sovereign rights in the area: Austria declared war on the assumption that its 250,000 army in the field would rapidly force Piedmont to surrender. Heavy rains and the flooding of rice fields by the Piedmontese slowed the advance of the Austrians giving time for the French to reach Piedmont (in what was the first transfer by rail of a large army).
In the second phase of the war the Austrians were defeated at Magenta and had to abandon Milan; Franz Joseph II, the Austrian Emperor, took command of his army which retreated to Verona and the other fortresses. At the end of June the Austrians marched out of their fortresses hoping to catch the enemy by surprise: in the battles of Solferino and S. Martino the French and the Piedmontese won a victory which led to the rapid end of the war. The battles caused such bloodshed that public opinion in France questioned the appropriateness of the war: the suffering of wounded soldiers led Jean-Henri Dunant who witnessed the battle to describe them in a book; he then began a campaign which eventually resulted in the establishment of the International Red Cross and the signing of the first Geneva Convention on the treatment of prisoners of war and civilians.
The two emperors met behind King Victor Emmanuel's back and signed an armistice; during the course of the war revolts in Florence, Parma and Modena overthrew the local rulers; when the Austrians withdrew their troops, Bologna, Perugia and other towns of the Papal State set up local governments and sought annexation to Piedmont; according to the terms of the armistice between the two emperors, Austria ceded Lombardy, but the rulers of the smaller states and the authority of the pope were to be restored: the Piedmontese did not feel bound by this aspect of the agreement and sent troops and representatives to help the local governments retain control of their territories. A member of the Boncompagni family was among the representatives sent by King Victor Emmanuel II to Florence: this showed that even some of the families who were closest to the pope such as the Boncompagni, were in favour of national unity. In June mercenary troops sent by Pope Pius IX occupied Perugia, but the sack of the town caused a scandal.
In August a plebiscite declared the union of Tuscany and Piedmont. Attempts by the pope to get support for restoring his rule in Bologna and the other towns of Romagna failed and at the end of the year 1959 Emperor Napoleon III asked the pope to recognize the annexation of these territories to Piedmont. The pope reacted negatively. In March 1860 Piedmont ceded to France Nice and Savoy obtaining in return the recognition of the annexations of Lombardy, Tuscany and Emilia-Romagna (Parma, Modena, Bologna).
In April 1860 the political situation seemed settled: Austria and the Pope did not recognize the enlarged kingdom of Victor Emmanuel II, but they could do little to change the situation. On May 5 an event took place which led to new dramatic developments: Garibaldi and a thousand (i Mille) volunteers (also called camicie rosse red shirts, after the red shirt they wore) left Genoa and sailed for Sicily where they landed on May 11, profiting from the protection of two British ships. In four months Garibaldi conquered almost the whole Kingdom of the Two Sicilies, as numerous units of the king's army disbanded spontaneously or even joined Garibaldi's ranks. On September 7 he made his entrance into Naples. France was worried that Garibaldi could move towards Rome and therefore willy-nilly agreed to the Piedmontese crossing the Papal State to control Garibaldi's moves; the papal troops were defeated and the Piedmontese army occupied the Marches and Umbria.
In March 1861 King Victor Emmanuel II was proclaimed King of Italy: Rome and what was left of the Papal State were entirely surrounded by the newly proclaimed kingdom.


Spirito Santo dei Napoletani: particolare della facciata che mostra lo stemma di Pio IX (a sinistra) e quello del Re delle Due Sicilie (a destra).

Nel February 1861 Francesco II, ultimo Re delle Due Sicilie lasciò la fortezza di Gaeta, where he had tried to organize a last resistance, and came to Rome; it was now the turn of Pope Pius IX to reciprocate the help that Francis' father had given him in 1848. The king and his family were hosted in Palazzo del Quirinale, the pope's residence, but later on they relocated to Palazzo Farnese, which belonged to them.
From Rome Francis tried to promote an insurgency in some provinces of his former kingdom; for the supporters of the Italian unity the insurgents were just brigands: in some circumstances these bands of insurgents/brigands crossed the border and sacked towns of the Papal State. Francis II sold to Emperor Napoleon III the Orti Farnesiani to finance his efforts to regain the kingdom. He vainly sought the help of Britain, Prussia and Bavaria, although his case attracted the sympathies of all the legitimists of Europe (Royalists in France, Jacobites in England and Scotland, Carlists in Spain) who challenged the legitimacy of the actual rulers of their countries. The insurgency gradually died down and in 1867 Francis acknowledged the failure of his cause by dissolving the government in exile he had established in Rome.

Aspettando la Fine Inevitabile

During 1862 most of the European powers recognized the Kingdom of Italy and the annexation of Rome seemed just a matter of time; a petition signed by many Romans, including members of the Ludovisi and Fiano-Ruspoli families, asked King Victor Emmanuel II to occupy Rome: France however opposed such a move and when Garibaldi made an attempt to promote a march to Rome, the Italian government intervened and arrested the national hero.
In 1864 Italy agreed to transfer the capital from Turin to Florence in what seemed a renouncement to Rome.
In that same year Pope Pius IX issued a document (Syllabus Errorum) where in 80 short statements he condemned most of the philosophical theories of the XIXth century, from liberalism to socialism. While the temporal power of the pope was coming to an end, his spiritual authority increased, at least among those who supported traditional values, and this was not limited to Catholic devotees.
In 1866 Italy in alliance with Prussia declared war on Austria (Third War of Independence): the Italian army fared badly, both on land and at sea, but the victory of the Prussians at Sadowa forced Austria to ask for peace: as a result Veneto was annexed to the Kingdom of Italy. This development led Garibaldi to make in 1867 another attempt to solve the "Roman Question" by force. His volunteers reached Monterotondo, but a plot for a revolt in Trastevere was discovered by the papal police and the conjurors killed or arrested before they could act; at
Mentana the papal troops checked the advance of Garibaldi; many of his red shirts were taken prisoners and eventually paraded through the streets of Rome. Again the Italian government arrested Garibaldi.
In 1869 Pope Pius IX called an ecumenical Council to obtain formal endorsement on a new dogma which proclaimed the Papal Infallibility (limited to theological matters): it was more than 300 years since the ultimo concilio; notwithstanding the reservations of many participants the dogma was endorsed on July 18, 1870, but shortly afterwards the sessions of the council were interrupted, because on the day following the approval of the dogma Emperor Napoleon III declared war on Prussia; his army was soon defeated at Sedan and he was captured; on September 4, the Third Republic of France was declared. At this point Italy felt free to act and on September 20, Italian troops entered Rome through a breach in the walls near Porta Pia.


Disegni di cerimonie nell'ultimo anno dello Stato Pontificio.


1861 - Il 27 marzo il Parlamento Italiano dichiara Roma «Capitale del nuovo Stato»

Papa Pio IX enfatizzò gli aspetti spettacolari delle cerimonie alle quali partecipò, quasi a compensare la perdita di gran parte del suo stato: nel giugno 1861 egli partecipò alle celebrazioni in onore di San Filippo Neri arrivando con una nuova lussuosa carrozza preceduta da a cross bearer su di una mula bianca in an almost medieval attire; anche le apparizioni del papa alla loggia di S. Pietro furono grandiose; esse furono caratterizzate dall'uso dei flabelli (feather fans) che altri papi prima di lui avevano ormai giudicato fuori tempo.

22 ottobre 1867 - Un'esplosione nelle fogne della caserma Serristori, presso il Vaticano, uccide ventitre zuavi francesi e quattro inermi popolani romani. I responsabili Monti e Tognetti, vengono condannati a morte.

 

1867 - In autunno Garibaldi marciava su Roma: ma veniva messo in fuga dai franco-pontifici con l'umiliante disfatta di Mentana. Per celebrare la vittoria a Mentana venne commissionata una statua ed anche il restauro di S. Paolo alle Tre Fontane fu dedicato a quell'evento; il papa commissionò una gigantesca statua di San Pietro da svelarsi il giorno della chiusura del Concilio (finì nei Giardini Vaticani); molte altre chiese furono restaurate durante il suo pontificato, sebbene i risultati furono spesso criticati: S. Niccolò in Carcere, S. Lorenzo in Lucina, S. Agnese, S. Maria della Querce, S. Lorenzo in Damaso e S. Bernardo alle Terme; la colonna di fronte a S. Lorenzo, il piccolo monumento a S. Bartolomeo all'Isola, una facciata più imponente del lato esterno Porta Pia furono dovute alle iniziative del papa, il quale fondò anche Collegio Pontificio Nordamericano. Una decisione importante per il futuro sviluppo di Roma fu quella (1863) della costruzione della Stazione Centrale (Stazione Termini) sul luogo di Villa Peretti, e la conseguente apertura di via Nazionale che serviva a collegare il nuovo asse ferroviario con la città.


1866 Muri di sostegno della terrazza della Piazza del Quirinale.


Epilogo

Papa Pio IX rifiutò il consiglio di alcuni cardinali che gli suggerivano di lasciare Roma; egli preferì ritirarsi in Vaticano: in Novembre gli Italiani aprirono le porte del Palazzo del Quirinale che divenne la residenza del re, il quale prese possesso del palazzo il 28 Dicembre e lo stesso giorno firmò il decreto col quale accettava il risultato del plebiscito che chiedeva l'annessione di Roma all'Italia: 13000 anni dopo la Guerra Greco-Gotica che aveva spaccata l'Italia, l'unità politica del paese era ricostituita. 

1870 - Con la caduta di Napoleone III  (a Sedan) cadeva la protezione francese sulla città: il 20 settembre le truppe italiane entrarono in Roma attraverso la breccia di Porta Pia. Il 3 Febbraio 1871 Roma, che contava ormai 200.000 abitanti, divenne capitale d'Italia  e il Governo, la Corte e i corpi diplomatici si stabilirono a Roma agli inizi di Luglio.
1872 - Ferdinand Gregorovius pubblica la sua Storia della Città di Roma nel Medio Evo (8 voll.), a tutt'oggi considerata un testo fondamentale.



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Iconografia
Papa Pio IX di F. Podesti (1846) - Collezione privata.
Papa Pio IX annunciante la concessione della costituzione in Piazza del Quirinale di I. Caffi (1809-66) - Treviso.
L'ingresso di Re Vittorio Emanuele II a Napoli di I. Caffi (1809-66) - Torino.
Truppe italiane combattono a Villafranca nel 1866 di G. Fattori (1876) - Firenze.
La bandiera italianain Piazza S. Marcoa Venice di I. Caffi - London.
Opere di Silvestro Lega (1826-95) che comprendono un ritratto di Garibaldi e una scena di guerra.