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Pio VIII
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Papa di transizione Dopo la morte di Leone XII ci fu una "sede vacante" di 50 giorni; dal solito raggruppamento dei due partiti di "zelanti" e "cortigiani" non si veniva a capo nella scelta di una personalità di spicco e in pratica si finì per eleggere un papa di transizione, anche se ben visto dall'Austria; il cardinale Francesco Saverio Castiglioni. Era malato e non ci contava proprio di raggiungere il trono pontificio: "grasso, grasso, con le gote cascanti, ringraziava il popolo plaudente, piangendo, suppongo, di consolazione", commenta il D'Azeglio, che lo vide il giorno dopo la sua elezione, avvenuta il 31 marzo 1829, in processione dal Quirinale a S. Pietro.
Che ffior de Papa creeno! Accidenti! Co rispetto de lui pare er cacamme. Bella galanteria da tate e mamme Pe f(à bobo a li fiji impertinenti! Ha un erpeto pe tutto, nun tié denti, È guercio, je stracineno le gamme, Spènnola da una parte, e buggiaramme Si arriva a ffà la pacchia a li parenti. Guarda 11 che ffigura da vienicce A ffà da Crist'in terra! Cazzo matto Imbottito de carne de sarcicce! Disse bene la serva de l'orefice Quanno lo vedde in chiesa: "Uhm! cianno fatto Un gran brutto strucchione de Pontefice".
Vita Il Castiglioni era nato a Cingoli, presso Macerata, il 20 novembre 1761 da un'illustre famiglia; si era laureato in teologia a Bologna nel 1785 ed era stato consacrato sacerdote nello stesso anno, ma a Roma si era fatto apprezzare come giurista. Pio VII e il Consalvi lo avevano consultato in merito ai concordati napoleonici. Vescovo di Montalto delle Marche dal 1800, nel 1808 fu confinato (a Mantova, Pavia e Milano) per non aver voluto prestare giuramento di fedeltà alla Repubblica italiana e a Napoleone. Una volta tornato aveva ripreso la carriera ecclesiastica, quanto mai rapida; nel 1816 era cardinale e vescovo di Cesena. Poi si trasferiva come penitenziere maggiore e vescovo alla diocesi di Frascati; soffriva di gotta, specialmente alle gambe, e di erpete, come si legge nei versi del Belli, ma aveva anche un enorme foruncolo al collo che l'obbligava a tenere la testa piegata da un lato. E in questo stato di relitto umano fu consacrato papa il 5 aprile in S. Pietro; assunse il nome di Pio VIII. Pontificato
Era fin troppo tranquillo per impegnarsi a fondo in un quadro politico così complesso. E non volle che a creargliene di altro tipo fossero magari i parenti; sicché non li volle a Roma e scrisse ai fratelli di non illudersi su concessioni e favori: "Nessun posto, nessuna pompa, nessuna elevazione! Manteniamoci umili e compatiteci del peso che il Signore ci ha addossato. Nessuno di voi, né della casa, si muova dal suo posto". Pio VIII favorì i gesuiti ed emanò il decreto di canonizzazione del
fondatore dei redentoristi sant'Alfonso Maria de' Liguori (elevato alla gloria
degli altari con solenne cerimonia nove anni dopo da Gregorio XVI); condannò
inoltre l'indifferenza in materia religiosa e i movimenti settari di
orientamento liberale.
Nulla di più ci riserva la biografia di questo papa che forse nel suo intimo attendeva la morte come una liberazione dalle sofferenze fisiche. "Nacque, pianse, morì"; così sintetizza un epigramma questo pontificato, a significare la pochezza della persona di Pio VIII. Lo conferma più esplicitamente un epitaffio abbastanza simile, aggiungendo: "E grazie a Dio nessuno se n'è accorto". Morì a Roma il 30 novembre 1830 e fu sepolto in S. Pietro.
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