253.

Pio VIII
Francesco Saverio Castiglioni

Nato a Cingoli (Macerata) il 20.XI.1761

Eletto papa il 31.III
e consacrato il 5.IV.1829
Morto il 30.XI.1830

Papa di transizione Dopo la morte di Leone XII ci fu una "sede vacante" di 50 giorni; dal solito raggruppamento dei due partiti di "zelanti" e "cortigiani" non si veniva a capo nella scelta di una personalità di spicco e in pratica si finì per eleggere un papa di transizione, anche se ben visto dall'Austria; il cardinale Francesco Saverio Castiglioni. Era malato e non ci contava proprio di raggiungere il trono pontificio: "grasso, grasso, con le gote cascanti, ringraziava il popolo plaudente, piangendo, suppongo, di consolazione", commenta il D'Azeglio, che lo vide il giorno dopo la sua elezione, avvenuta il 31 marzo 1829, in processione dal Quirinale a S. Pietro.
Anche il Belli lo ricorda in quell'occasione in un suo sonetto quanto mai sarcastico nel descrivere quella figura così poco edificante, per come appariva dimessa e cascante:

Che ffior de Papa creeno! Accidenti!
Co rispetto de lui pare er cacamme.
Bella galanteria da tate e mamme
Pe f(à bobo a li fiji impertinenti!

Ha un erpeto pe tutto, nun tié denti, 
È guercio, je stracineno le gamme, 
Spènnola da una parte, e buggiaramme 
Si arriva a ffà la pacchia a li parenti.

Guarda 11 che ffigura da vienicce
A ffà da Crist'in terra! Cazzo matto 
Imbottito de carne de sarcicce!

Disse bene la serva de l'orefice
Quanno lo vedde in chiesa: "Uhm! cianno fatto 
Un gran brutto strucchione de Pontefice".


Stemma di Pio VIII

Vita Il Castiglioni era nato a Cingoli, presso Macerata, il 20 novembre 1761 da un'illustre famiglia; si era laureato in teologia a Bologna nel 1785 ed era stato consacrato sacerdote nello stesso anno, ma a Roma si era fatto apprezzare come giurista. Pio VII e il Consalvi lo avevano consultato in merito ai concordati napoleonici. Vescovo di Montalto delle Marche dal 1800, nel 1808 fu confinato (a Mantova, Pavia e Milano) per non aver voluto prestare giuramento di fedeltà alla Repubblica italiana e a Napoleone. Una volta tornato aveva ripreso la carriera ecclesiastica, quanto mai rapida; nel 1816 era cardinale e vescovo di Cesena. Poi si trasferiva come penitenziere maggiore e vescovo alla diocesi di Frascati; soffriva di gotta, specialmente alle gambe, e di erpete, come si legge nei versi del Belli, ma aveva anche un enorme foruncolo al collo che l'obbligava a tenere la testa piegata da un lato. E in questo stato di relitto umano fu consacrato papa il 5 aprile in S. Pietro; assunse il nome di Pio VIII.

Pontificato
L'inizio del pontificato fu caratterizzato dal ristabilimento della gerarchia ecclesiastica nei Paesi Bassi (1829) e dal conflitto con la Prussia per la questione dei matrimoni misti in Renania. Pio VIII era cosciente dei propri limiti e affidò tutti gli affari politici al cardinale Giuseppe Albani, austriacante, che nominò segretario di Stato; l'Austria pensava di poter manovrare lui e il malato pontefice come voleva, ma non fu così. L'unica occasione che si presentò ai due per appoggiare il Metternich fu la "monarchia di luglio"; i legittimisti a Parigi speravano che Pio VIII invocasse un intervento armato austriaco. E invece trionfò il non-intervento.
Il papa riconobbe re il "carissimo figlio in Cristo Luigi Filippo" e gli raccomandò di proteggere la religione e il clero: la politica del re borghese avrebbe del resto dato i suoi frutti in un Belgio cattolico separato dall'Olanda protestante. In fondo il papa malato non aveva sbagliato. Non sarebbe stato certo all'altezza per le ripercussioni rivoluzionarie di quella monarchia in Italia, ma la morte l'avrebbe presto liberato da certi problemi, lasciando li in eredità al suo successore.

Era fin troppo tranquillo per impegnarsi a fondo in un quadro politico così complesso. E non volle che a creargliene di altro tipo fossero magari i parenti; sicché non li volle a Roma e scrisse ai fratelli di non illudersi su concessioni e favori: "Nessun posto, nessuna pompa, nessuna elevazione! Manteniamoci umili e compatiteci del peso che il Signore ci ha addossato. Nessuno di voi, né della casa, si muova dal suo posto".

Pio VIII favorì i gesuiti ed emanò il decreto di canonizzazione del fondatore dei redentoristi sant'Alfonso Maria de' Liguori (elevato alla gloria degli altari con solenne cerimonia nove anni dopo da Gregorio XVI); condannò inoltre l'indifferenza in materia religiosa e i movimenti settari di orientamento liberale.
Sotto il suo pontificato negli Stati Uniti, da pochi anni assurti all'indipendenza, si venne formando una considerevole comunità cattolica; nella prima diocesi di quel nuovo Stato, Baltimora, si ebbe il primo concilio dell'America del Nord. Sul fronte orientale Pio VIII ottenne dalla Sublime Porta diritti civili e libertà religiosa per gli Armeni, che si videro assegnato anche un primate per la loro Chiesa.

Nulla di più ci riserva la biografia di questo papa che forse nel suo intimo attendeva la morte come una liberazione dalle sofferenze fisiche. "Nacque, pianse, morì"; così sintetizza un epigramma questo pontificato, a significare la pochezza della persona di Pio VIII. Lo conferma più esplicitamente un epitaffio abbastanza simile, aggiungendo: "E grazie a Dio nessuno se n'è accorto".

Morì a Roma il 30 novembre 1830 e fu sepolto in S. Pietro.

Encicliche di Pio VIII