S. Bartolomeo all'Isola (Libro V) (Pianta C3) (V giorno)

In questa pagina:
Tavola di Giuseppe Vasi
Com'è oggi
S. Bartolomeo all'Isola
Torre Caetani e Oratorio dei Sacconi Rossi
S. Gregorio

La Tavola (No. 92)

La stretta e minuscola Isola Tiberina in questa tavola esce dalle proporzioni. Al centro una vecchia iscrizione che era all'interno del monastero sulla sinistra.
La vista è presa dal punto segnato in verde nella piantina del 1748, sotto.
Nella descrizione relativa alla tavola Vasi faceva riferimento a: 1) Convento dei Padri Osservanti; 2) Parte del Ponte Cestio; 3) Parte del Ponte Fabrizio; 4) S. Gregorio a ponte quattro capi; 5) Parte di Roma.


Oggi

Gli edifici a destra della chiesa furono demoliti per fornire un passaggio più agevole al fiume. La colonna fu sostituita nel 1869 da Pio IX con un piccolo monumento ai Santi Giovanni, Francesco, Bartolomeo e Paolino.

S. Bartolomeo all'Isola

La chiesa risale all'anno 1000 ma, distrutta da un'alluvione, fu quasi interamente ricostruita nel 1625 da Martino Longhi.

Clicca QUI per la monografia sulla chiesa di San Bartolomeo all'Isola.

Torre Caetani e Oratorio dei Sacconi Rossi

Il monastero menzionato da Vasi includeva una torre medievale molto alta che era appartenuta ai Caetani. Secondo la tradiziona Papa Bonifacio VIII (1294-1303) era nato in questa torre. Il lato della torre che guarda il fiume mostra un bel capitello Romano. Il monastero ospitava un piccolo oratorio (la foto ne mostra l'ingresso) appartenente ad una confraternita che prendeva il nome dai Sacconi Rossi indossati dai suoi membri. Lo scopo della confraternita era strettamente legato alla collocazione dell'oratorio: i membri si riunivano per pregare per le anime degli annegati nel fiume.

S. Gregorio

La chiesetta di S. Gregorio era immediatamente fuori del Ghetto e riporta un'iscrizione sia in Ebraico sia in Latino che tentava di favorire le conversioni. Secondo Luisa Scalabroni (Giuseppe Vasi 1710-82 - Multigrafica ed. Roma 1981) Giuseppe Vasi fu seppellito in questa chiesa, sebbene suo figlio Mariano abbia messo il suo ritratto ed un'iscrizione che lo celebrava in S. Caterina della Ruota.



Brano dall'Itinerario di Giuseppe Vasi del 1761 relativo a questa pagina:


Chiesa e Convento di s. Bartolommeo all'isola
Da principio fu questa chiesa dedicata a s. Adelberto martire; ma poi nell'an. 983. essendovi dall'Imperatore Ottone III. trasportato, fra gli altri il corpo di s. Bartolommeo Ap., a questo fu dedicata. Risedeva quì nel palazzo contiguo il Vescovo di Porto, e come in sua Diocesi amministrava i Sagramenti, e però fu collegiata; ma poi nel 1513. essendo conceduta ai frati Osservanti di s. Francesco, questi convertirono il palazzo in convento. Nell'urna di porfido sotto l'altare magg. ornato con quattro colonne similmente di porfido si conserva il corpo del s. Apostolo, e nel pozzo incontro furono trovati i corpi di s. Paolino vescovo di Nola, di s. Essuperio, e di s. Marcellino confessori, con altri Santi. Nel piccolo chiostro si vede affissa al muro la lapide ritrovata nello scavare presso questa chiesa nel Pontificato di Gregorio XIII. la quale ha dato motivo ad alcuni dr dire, che s. Giustino martire abbia sbagliato quando asserisce, che in Roma fosse stata la statua di Simon Mago eretta da' Romani inter duos pontes: ma ciò è avvenuto perchè non avvertirono, che il sito chiamato dagli antichi inter duos pontes era quello, come dicemmo, che restava tra il ponte Sublicio e il Senatorio, e non questo fra li due ponti dell'isola. E’ certamente venerabile il sito intorno a questa chiesa; mentre quì presso si tiene da alcuni, che anticamente fossero le carceri pubbliche, vicine al fiume, ed in luogo più separato dalla Città, e perciò sicuro. Comecchè in esse erano poste le persone più vili, e di tal condizione essendo in quei tempi stimati i Cristiani da' Gentili, perciò furono santificate colla stentata, e penosa dimora, che vi fecero molti santi Martiri, ed in particolare s. Quirino, di cui trovasi fatta menzione negli atti de' ss. Mario, Marta e loro figliuoli Persiani, i quali venuti da paesi così lontani per venerare i sagri Limini, ed i luoghi santi di Roma, con una fervente carità, e viva fede andavano cercando e consolando i poveri Cristiani carcerati; e leggesi che vennero a questa prigione di Trastevere, e trovando in essa s. Quirino con molti altri fedeli, vollero fermarsi nella prigione per otto giorni, servendoli e lavando loro anche i piedi, con gettar quell'acqua per devozione sopra i corpi loro, e de' loro figliuoli. Questi dopo gli otto giorni, essendo andati a seppellire altri santi Martiri nella via Salara, quando ritornarono alla prigione, non vi ritrovarono s. Quirino; ed avendo inteso da un prete chiamato Pastore, che la notte era stato ucciso, e gettato nel Tevere, ma che il corpo era stato arrestato nell'istessa Isola, essi la notte seguente lo presero, e lo seppellirono nel cimiterio di Ponziano. Moltissimi altri simili fatti si leggono; ma per non prolungare più oltre il viaggio di questa giornata, a bella posta si tralasciano.
Chiesa di s. Gregorio della divina Pietà
Dirimpetto ai due portoni del Ghetto sta questa piccola chiesa, la quale essendo nel Pontificato di Benedetto XIII. riedificata, vi fu dipinto sopra la porta il s. Titolare genuflesso a piedi del ss. Crocifisso, e sotto vi furono posti alcuni versi della Scrittura, che rimproverano la perfidia ed ostinazione degli Ebrei. Fu conceduta questa chiesa alla Confraternita della divina Pietà, la quale ha per istituto di ajutare le povere famiglie civili.

Prossima tavola nel Libro V: Ponte Quattro Capi

Prossima tappa nell'itinerario del V giorno: Isola Tiberina