S. Caterina alla Ruota (Libro VI) (Pianta C2) (VII giorno) (Rione Regola)

In questa pagina:
 Tavola di Giuseppe Vasi
 Com'è oggi
 Cappella Spada in S. Girolamo della Carità
 S. Caterina alla Ruota
 S. Tommaso di Canterbury
 Palazzo Mastrozzi
 S. Maria in Monserrato
 S. Giovanni in Ayno
 Palazzo Ricci
 Casa di Pietro Paolo della Zecca

La Tavola (No. 111)

Nel suo resoconto dettagliato delle chiese parrocchiali Vasi raggruppa in una tavola due chiese minori vicino a Palazzo Farnese.
La vista è presa dal punto segnato in verde nella piantina del 1748, sotto.
Nella descrizione relativa alla tavola Vasi faceva riferimento a: 1) S. Girolamo della Carità; 2) S. Caterina della Ruota; 3) Palazzo Mastrozzi; 4) Palazzo Cieco.
La piantina riporta anche: 5) S. Tommaso di Canterbury; 6) S. Maria di Monserrato; 7) S. Giovanni in Ayno; 8) Palazzo Ricci; 9) Casa di Pietro Paolo della Zecca.


Oggi

La veduta può coprire solo la chiesa di S. Girolamo della Carità (con la bella facciata di Domenico Castelli) e Palazzo Mastrozzi. S. Caterina alla Ruota è sulla piazzetta che si può indovinare sulla sinistra.

Cappella Spada in S. Girolamo della Carità

La cappella della famiglia Spada fu interamente ridisegnata da Virgilio Spada, un caro amico del Borromini, la cui influenza sul progetto finale è dibattuta. Di fronte all'altare due angeli di Antonio Giorgetti (allievo del Bernini) reggono un lungo festone marmoreo: si può accedere alla cappella spingendo le ali lignee mobili di uno degli angeli (per saperne di più sugli angeli barocchi clicca qui). L'alquanto insolita statua di Bernardino Lorenzo Spada ritratto mentre dorme è di Ercole Ferrata. La chiesa ha anche una bella cappella (Cappella Antamoro), che è l'unica opera rimasta dell'anno che Filippo Juvarra trascorse a Roma.

S. Caterina alla Ruota

La chiesetta ospita un monumento a Giuseppe Vasi costruito dal figlio Mariano. C'è un riferimento a Palermo (Panormo) (era nato a Corleone, vicino a Palermo), viene descritto come architetto, scultore, pittore e quindi viene menzionata la sua opera di incisore. Vasi fu seppellito a S. Gregorio ai Quattro Capi. Nello sfondo-pagina lo stemma di Vasi.
Il bel soffitto ligneo della chiesa fu portato qui dalla Capella di S. Francesco d'Assisi quando quest'ultima fu demolita nel 1883.

S. Tommaso di Canterbury

Di fronte a S. Caterina della Ruota c'è la chiesa di S. Tommaso (Thomas Becket) di Canterbury. Qui fu costruita una casa con una chiesa per i pellegrini Inglesi nel 1363. Le costruzioni furono modificate e ampliate diverse volte. Il campanile (ben visibile da Piazza Farnese) fu costruito nel 1685 e chiaramente mostra l'influenza del Borromini. Nel 1798 la chiesa fu occupata dalle truppe Francesi e trasformata in una stalla ed inseguito danneggiata da un incendio. Fu quasi interamente rifatta nel XIX secolo; l'ingresso alla chiesa da Piazza S. Caterina della Ruota è opera neo Romanica di Pietro Camporese e fu completata nel 1888 (clicca qui per una lista delle chiese nazionali a Roma). L'interno conserva un monumento del XVIII secolo a Sir Thomas Dereham, amico di James III Stuart. Il monumento fu disegnato nel 1739 da Ferdinando Fuga. Le due statue, che rappresentano la Religione e la Fedeltà, sono opera pregevole di Filippo della Valle.

Palazzo Mastrozzi

Le finestre di Palazzo Mastrozzi (edificio del XVII secolo) sono decorate in un modo interessante. Una fila ha una bela giovanetta sorridente, l'altra fila la Morte. Come molti altri edifici Romani più o meno famosi anche Palazzo Mastrozzi è stato recentemente ridipinto usando le tinte chiare che erano in voga nel XVIII secolo. Vasi menziona nella tavola anche un piccolo edificio del XVII secolo (Palazzo Cieco) con un bel portale.

S. Maria in Monserrato

S. Maria in Monserrato è un'altra delle chiese "nazionali" di Roma e precisamente è la chiesa dei Catalani e degli Aragonesi. E' dedicata a Monserrat, il santuario vicino a Barcelona che significa "monte segato" e pertanto Giovanni Battista Contini (allievo di Bernini) mostrò l'Infante Gesù che tiene una sega. La facciata fu iniziata da Francesco da Volterra nel 1593, Giovanni Battista Contini completò la parte inferiore nel 1675, mentre la parte superiore fu completata nel XIX secolo.
Un piccolo monumento contiene le ceneri mescolate dei due Papi Borgia (clicca qui per una lista delle chiese nazionali a Roma).

S. Giovanni in Ayno

La chiesetta fu sconsacrata nel XIX secolo e tutta la decorazione interna è andata perduta. Un'immagine sacra nell'edificio vicino alla chiesa è l'unico riferimento rimasto a S. Giovanni in Ayno.

Palazzo Ricci

Palazzo Ricci è un palazzo Rinascimentale costruito dal Fiorentino Nanni di Baccio Bigio, che conserva una decorazione pittorica molto comune nel XVI secolo. I dipinti sono stati recentemente restaurati e mostrano vari episodi della storia Romana. Palazzo Ricci è in una piazzetta vicino a S. Spirito dei Napolitani in Via Giulia.

Casa di Pietro Paolo della Zecca

Un altro edificio Rinascimentale dipinto è la casa di Pietro Paolo Francisci, detto della Zecca dal momento che egli fu incaricato della Zecca sotto Paolo II (1464-71). Fu dipinta con scene legate a Clelia, la leggendaria fanciulla Romana che fuggì dal campo dei nemici e ritornò a Roma attraversando il Tevere a nuoto vicino al punto la casa fu costruita. Mentre i dipinti sono andati perduti, l'edificio è tuttora interessante per il suo progetto là dove si congiungono Via del Pellegrino e Via di Monserrato. Pietro Paolo della Zecca ospitò in questa casa Eleonora del Portogallo che sposò nel1462 a Roma l'Imperatore Austriaco Federico III: in memoria di questo evento fu murato sul lato destro dell'edificio l'aquila bicipite degli Asburgo. Nel XIX secolo tuttavia l'aquila bipenne divenne il simbolo della dominazione austriaca in Italia e poco dopo il 1870, quando Roma divenne capitale d'Italia, il bassorilievo fu spostato nel cortile di S. Maria dell'Anima. Le lettere AEIOU sotto l'aquila significano Austriae Est Imperare Orbi Universo.

Brano dall'Itinerario di Giuseppe Vasi del 1761 relativo a questa pagina:


Chiesa di s. Caterina della Ruota
Molto antica e ricca dovette essere questa piccola chiesa, poichè del 1166. fu da Alessandro III. unita al Capitolo di s. Pietro. Dicevasi prima s. Maria in Caterina, e s. Maria e Caterina, e però in essa fu trasportata la statua di detta Santa, che era nell'antichissimo monastero, atterrato per la fabbrica dell'Anfiteatro Vaticano, e prese il titolo di s. Caterina della Ruota, a distinzione di quella di Siena. Sono in essa delle pitture a fresco del Muziani, e di altri.
Chiesa di s. Girolamo della Carità
A destra è questa venerabile chiesa eretta, come si crede, nella casa di s. Paola matrona Romana, perchè vi abitasse per qualche tempo il s. Dottore. Fu già collegiata, e poi vi stettero i frati Osservanti di s. Francesco fino all'anno 1519. allorchè Leone X. la concedè alla confraternita della Carità, la quale esercita varie opere di misericordia verso i poveri, specialmente co' poveri carcerati pagando loro le spese della carcerazione, e tenendo un Avvocato, ed un Curiale per le loro difese, anco civili. Mantiene per servigio della chiesa alcuni Preti dotti ed esemplari, fra' quali si annovera s. Filippo Neri, che vi abitò 33.anni, e si conserva ancora la sua stanza, in cui operò molti prodigj, e conversò con s. Carlo Borromeo, con s. Ignazio di Lojola, e con s. Felice Cappuccino, onde è ridotta ora in cappella ornata di marmi e di pitture. Fu rinnovata la chiesa l'anno 1660. col disegno di Domenico Castelli; il prospetto però fu fatto a spese di Fantino Renzi, il quale fece ancora l'altare maggiore con architettura del Cav. Rainaldi, ornato di marmi, di metalli, e di pietre dure, in cui è il famoso quadro di s. Girolamo dipinto dal Domenichino. La cappella a destra ornata tutta di marmi, metalli, e stucchi dorati, è disegno del Cav. Javarra, e la statua di s. Filippo Neri è scultura di Monsù le Gros. Le pitture nella cappella dall'altra parte sono di Durante Alberti; le sculture nella cappella accanto alla porta sono di Ercole Ferrata, il quadro di s. Pietro nella cappella incontro è del Muziani; il s. Carlo Borromeo nell'altra cappella è di un Torinese, e quello nell'oratorio annesso è del Romanelli. Indi passeremo alla vicina
Chiesa di s. Tommaso degli Inglesi
Fu questa da prima dedicata alla ss. Trinità, secondo che si legge, da Offa Re d'Inghilterra l'an. 630. e vi era unito uno spedale per i pellegrini di quella nazione: ma essendo dipoi cambiato da Gregorio XIII. in collegio di studenti della medesima nazione, il Card. di Nortfolche nel 1575. rifabricollo di nuovo, e si vedono nella sala i ritratti di alcuni, che nelle persecuzioni di Enrico VIII. e della Regina Elisabetta furono fatti morire. Quindi voltando a destra, evvi dopo pochi passi la
Chiesa di s. Maria di Monferrato, e di s. Giovanni in Aino
I nazionali di Aragona avevano fin dall'an. 1350. quì presso uno spedale; ma poi nel 1495. unendosi con quei di Catalogna, e di Valenza edificarono questa chiesa in onore della santissima Vergine sotto il titolo di Monteferrato, che si venera in Catalogna. Antonio da Sangallo ne fece il disegno, fuor che il prospetto, rimaso perciò non compito. Carlo V. affinchè restasse provvisto lo spedale, si assegnò 500. ducati annui nel Regno di Napoli, e però vi sta un convitto di Preti di quelle nazioni, che ufiziano la chiesa ancora.
Poco più oltre evvi la piccola chiesa parrocchiale di s. Gio. in Aino, ed appresso il palazzo Ricci colla facciata ornata di pitture in chiaro e scuro fatte dal celebre Polidoro, e Maturino da Caravaggio, ma ridotte in stato quasi invisibile.


Prossima tavola nel Libro VI: S. Maria in Monticelli

Prossima tappa nell'itinerario del VII giorno: Palazzo Sacchetti