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S. Caterina alla Ruota
(Libro VI) (Pianta C2) (VII giorno) (Rione Regola)
In questa pagina:
![]() Nel suo resoconto dettagliato delle chiese parrocchiali Vasi raggruppa in una
tavola due chiese minori vicino a Palazzo Farnese.
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La veduta può coprire solo la chiesa di S. Girolamo della Carità (con la bella facciata di Domenico Castelli) e Palazzo Mastrozzi. S. Caterina alla Ruota è sulla piazzetta che si può indovinare sulla sinistra. Cappella Spada in S. Girolamo della Carità
La cappella della famiglia Spada fu interamente ridisegnata da Virgilio Spada, un caro amico del Borromini, la cui influenza sul progetto finale è dibattuta. Di fronte all'altare due angeli di Antonio Giorgetti (allievo del Bernini) reggono un lungo festone marmoreo: si può accedere alla cappella spingendo le ali lignee mobili di uno degli angeli (per saperne di più sugli angeli barocchi clicca qui). L'alquanto insolita statua di Bernardino Lorenzo Spada ritratto mentre dorme è di Ercole Ferrata. La chiesa ha anche una bella cappella (Cappella Antamoro), che è l'unica opera rimasta dell'anno che Filippo Juvarra trascorse a Roma.
La chiesetta ospita un monumento a Giuseppe Vasi costruito dal figlio
Mariano. C'è un riferimento a Palermo (Panormo) (era nato a
Corleone, vicino a Palermo), viene descritto come architetto, scultore,
pittore e quindi viene menzionata la sua opera di incisore.
Vasi fu seppellito a S. Gregorio ai Quattro
Capi.
Nello sfondo-pagina lo stemma di Vasi.
Di fronte a S. Caterina della Ruota c'è la chiesa di S. Tommaso (Thomas Becket) di Canterbury. Qui fu costruita una casa con una chiesa per i pellegrini Inglesi nel 1363. Le costruzioni furono modificate e ampliate diverse volte. Il campanile (ben visibile da Piazza Farnese) fu costruito nel 1685 e chiaramente mostra l'influenza del Borromini. Nel 1798 la chiesa fu occupata dalle truppe Francesi e trasformata in una stalla ed inseguito danneggiata da un incendio. Fu quasi interamente rifatta nel XIX secolo; l'ingresso alla chiesa da Piazza S. Caterina della Ruota è opera neo Romanica di Pietro Camporese e fu completata nel 1888 (clicca qui per una lista delle chiese nazionali a Roma). L'interno conserva un monumento del XVIII secolo a Sir Thomas Dereham, amico di James III Stuart. Il monumento fu disegnato nel 1739 da Ferdinando Fuga. Le due statue, che rappresentano la Religione e la Fedeltà, sono opera pregevole di Filippo della Valle.
Le finestre di Palazzo Mastrozzi (edificio del XVII secolo) sono decorate in un modo interessante. Una fila ha una bela giovanetta sorridente, l'altra fila la Morte. Come molti altri edifici Romani più o meno famosi anche Palazzo Mastrozzi è stato recentemente ridipinto usando le tinte chiare che erano in voga nel XVIII secolo. Vasi menziona nella tavola anche un piccolo edificio del XVII secolo (Palazzo Cieco) con un bel portale.
S. Maria in Monserrato è un'altra delle chiese "nazionali" di Roma e
precisamente è la chiesa dei Catalani e degli Aragonesi. E' dedicata a Monserrat,
il santuario vicino a Barcelona che significa "monte segato" e pertanto
Giovanni Battista Contini (allievo di Bernini) mostrò l'Infante
Gesù che tiene una sega. La facciata fu iniziata da Francesco da
Volterra nel 1593, Giovanni Battista Contini completò la parte inferiore nel
1675, mentre la parte superiore fu completata nel XIX secolo.
La chiesetta fu sconsacrata nel XIX secolo e tutta la decorazione interna è andata perduta. Un'immagine sacra nell'edificio vicino alla chiesa è l'unico riferimento rimasto a S. Giovanni in Ayno.
Palazzo Ricci è un palazzo Rinascimentale costruito dal Fiorentino Nanni di Baccio Bigio, che conserva una decorazione pittorica molto comune nel XVI secolo. I dipinti sono stati recentemente restaurati e mostrano vari episodi della storia Romana. Palazzo Ricci è in una piazzetta vicino a S. Spirito dei Napolitani in Via Giulia. Casa di Pietro Paolo della Zecca
Un altro edificio Rinascimentale dipinto è la casa di Pietro Paolo
Francisci, detto della Zecca dal momento che egli fu incaricato della Zecca sotto
Paolo II (1464-71). Fu dipinta con scene legate a Clelia, la leggendaria fanciulla Romana
che fuggì dal campo dei nemici e ritornò a Roma attraversando il Tevere a nuoto vicino
al punto la casa fu costruita. Mentre i dipinti sono andati perduti, l'edificio è
tuttora interessante per il suo progetto là dove si congiungono
Via del Pellegrino e Via di Monserrato. Pietro Paolo della
Zecca ospitò in questa casa Eleonora del Portogallo che sposò nel1462 a Roma
l'Imperatore Austriaco Federico III: in memoria di questo evento
fu murato sul lato destro dell'edificio l'aquila bicipite degli Asburgo.
Nel XIX secolo tuttavia l'aquila bipenne divenne il simbolo della dominazione austriaca in Italia
e poco dopo il 1870, quando Roma divenne capitale d'Italia, il bassorilievo fu spostato
nel cortile di S. Maria dell'Anima. Le lettere AEIOU
sotto l'aquila significano Austriae Est Imperare Orbi
Universo.
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