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RIONE REGOLA IN BREVE
Rione Regola è un rione soprattutto Rinascimentale con pochissimi resti di
Roma Antica. Tuttavia la lunga strada che attraversa l'intero rione da NO a SE
segue un'antica strada Romana e il rettifilo che porta a Ponte Sisto fa lo stesso.
Divenne un'area densamente popolata durante il Medio Evo per la sua prossimità
al fiume che a quel temp era l'unica risorsa d'acqua. La maggior parte delle strade
conserva tuttor il nome degli artigiani che avevano le loro botteghe qui. Regola era
una sorta di distretto industriale di Roma:
Via dei Cappellari, Chiodaroli, Pettinari, Baullari, Giubbonari,
Vaccinari, Calderari, indicano alcune delle attività che erano praticate
in Regola.
La ricostruzione da parte di Sisto IV nel 1475 di Pons Aurelius, chiamato in seguito Ponte Sisto e l'apertura alcuni anni dopo da parte
di Giulio II, nipote di Sisto IV, di un rettifilo che collegava Ponte Sisto Ponte S. Angelo, cambiò in parte la natura del
Rione Regola. Via Giulia, così chiamata dal nome del papa, la più importante strada
di Roma Rinascimentale e Paolo III Farnese costruì a cavallo della strada il suo palazzo col suo giardino.
Regola non ha grandi chiese, essendo la maggior parte di esse appartenenti ad una gilda.
Ingresso a Palazzetto Spada, vicino a Palazzo Spada, ingresso di una casa vicino a
S. Paolo
alla Regola,
rilievo di Pietro Bracci vicino a Palazzo Farnese
Oltre ai monumenti elencati sotto, Regola ha molte altre memorie del Rinascimento,
del Barocco e del Tardobarocco, come mostrano le immagini sopra.
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ELEMENTI DI
INTERESSE
(i numeri neri fra
parentesi quadre nel testo si riferiscono alla pianta sulla destra)
Nell'antica Roma l'area di Regola apparteneva alla Regio IX,
corrispondente all'estremità meridionale del Campus Martis (Campo di
Marte, cfr. Rione IV Campo Marzio per i
dettagli).
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piazza Farnese, con Palazzo Farnese
sullo sfondo
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Il cuore di questo rione lungo e stretto è piazza
Farnese [1],
decorata da due fountane gemelle, dove su uno dei lati sorge Palazzo Farnese
(XVI secolo), considerato uno dei palazzi rinascimentali più belli,
costruito per il cardinale Alessandro Farnese (poi divenuto papa
Paolo III) da architetti di fama, tra i quali anche Michelangelo.
Col tempo, la proprietà dell'edificio passò dai Farnese ai Borboni, famiglia
reale del Regno di Napoli, e infine al governo francese. È attualmente la
sede dell'Ambasciata di Francia in Roma, che versa allo stato italiano un
gettone simbolico per l'usufrutto del palazzo.
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Per coincidenza, il giglio o
fiordaliso era l'mblema tanto della casata dei Farnese che della famiglia reale
di Francia, e tale fiore effettivamente compare numerose volte sul palazzo così
come pure sulle fontane.
Dietro la piazza, quasi parallela al corso del Tevere, corre via Giulia [2], la prima strada lunga e
diritta ad attraversare il vecchio impianto di stradine medioevali, aperta agli
inizi del Rinascimento seguendo la traiettoria di una preesistente antica via
romana. La metà settentrionale della via, appartenente a Ponte (Rione V),
ha diversi edifici storici. Quasi in fondo alla sua estremità meridionale, che
appartiene a Regola, contro il muro si trova la fontana dei primi del '500 nota
come Mascherone di via Giulia [3], realizzata riutilizzando antichi marmi
romani, sormontata dal giglio dei Farnese.
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Nello stesso punto la strada attraversata da un
arco [4], un
camminamento che si estende dal retro di Palazzo Farnese al fabbricato sul
lato opposto della strada, nel quale questa ricca e potente famiglia
conservava una collezione di statue. L'arco avrebbe dovuto essere il primo
tratto di un passaggio privato che scavalcava il Tevere, così da mettere in
comunicazione il palazzo di famiglia con la loro altra residenza, Villa
Farnesina, sulla riva opposta del fiume (cfr. Trastevere, Rione 13).
Ma il loro ponte privato non fu mai portato a compimento, e il passaggio
sopra l'arco di via Giulia rimase inutilizzato.
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l'arco dei Farnese
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Sotto l'arco è la piccola chiesa di S.Maria dell'Orazione e Morte, aperta
solo di domenica pomeriggio per il breve tempo di una funzione religiosa.
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Fino al XIX secolo, le mansioni dell'ordine
religioso responsabile della sua custodia erano di andare in campagna a
raccogliere i molti cadaveri dei contadini e dei poveri, lasciati nei campi,
e dare loro una sepoltura nell'annesso cimitero. Le decorazioni dell'edificio
si rifanno fin troppo chiaramente alla macabra attività dell'ordine,
mostrando teschi sul portale e allegorie della Morte sulle due cassette per
le offerte, in marmo. Nella cripta, il cimitero è decorato con ossa umane
disposte a formare motivi geometrici.
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la cassetta delle offerte e la sommità
del
portale di S.Maria dell'Orazione e Morte
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Una volta si estendeva fino
al vicino Tevere, ma dovette essere accorciato nei primi anni del
XX secolo, quando vennero installati i muraglioni lungo le rive del fiume
a prevenzione dalle frequenti inondazioni.
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Palazzo Ricci
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Nella minuta piazza de' Ricci [5], alle spalle di via Giulia,
si vede un palazzo del XVI secolo ben mantenuto, originariamente di
proprietà della famiglia Ricci, la cui facciata è ornata da affreschi.
Palazzo Ricci è noto per essere il luogo dove, fra gli altri inquilini, abitò
la malfamata figlia di papa Paolo III (1534-49), Costanza Farnese, la
quale era persino tacciata di intrattenere una relazione incestuosa con suo
padre.
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La parte a sud del rione è un tessuto di brevi e stretti vicoli che collegano
fra di loro piccole piazze.
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In una di queste, piazza della Quercia, si erge un
edificio inaspettatamente grande e decorato, Palazzo Spada [6] (1540), un'altra residenza di
famiglia, che ospita un'importante raccolta di pitture. Nel suo cortile si
trova la cosiddetta galleria prospettica di Borromini, un passaggio di
lunghezza effettiva di circa 9 metri, che all'occhio umano appare
quattro volte più lungo per effetto della prospettiva, grazie alla quale una
persona situata all'estremità opposta dà l'impressione di essere gigantesca.
Questo semplice ma brillantissimo effetto ottico dimostra quanto gli
architetti barocchi sapessero fondere bene l'originalità con l'abilità sul
piano tecnico e scientifico.
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Palazzo Spada
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largo dei Librari
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Più che in qualsiasi altro quartiere, molte strade,
vicoli e piazze di Regola debbono il loro nome alle botteghe o laboratori che
una volta vi si trovavano, un costume che viene comprovato anche dall'antico
nome del rione e dal suo stemma: via dei Giubbonari, via dei Chiavari, via
dei Baullari, largo dei Librari, via dei Pettinari, vicolo dei Catinari, via
dei Balestrari, via dei Cappellari, e qualcun'altra ancora.
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I MONUMENTI UNO PER UNO
1777 Pianta di Rione Regola
Legenda dei numeri in pianta:
1) Cortile principale di Palazzo Farnese
2) Secondo cortile di Palazzo Farnese
8) S. Caterina della Ruota
16) S. Niccolò degli Incoronati
23) Collegio Ecclesiastico a Ponte Sisto
24) S. Trinità dei Pellegrini
26) S. Martino ai Pelamantelli
30) Santi Vincenzo ed Anastasio alla Regola
31) S. Maria in Monticelli
33) Palazzetto Cenci
34) Palazzo Cenci
37) Palazzo Santacroce
38) S. Salvatore in Campo
Principali monumenti di Rione Regola
La X rossa segnala i principali cambiamenti avvenuti dopo il 1777:
a) linea che congiunge diverse X lungo il fiume: intorno al
1880 furono costruiti i "murazzi" lungo il Tevere: questo comportò il ridisegno del
fronte del fiume e richiese l'abbattimento di alcune chiese minori
e l'accorciamento del Collegio Ecclesiastico a Ponte Sisto;
b) linea congiungente due X: l'apertura di una grande strada (Via Arenula)
tagliò Regola in due parti, isolando così la parte di Regola vicina a Rione Sant'Angelo;
c) in alto nella pianta: un tentativo parzialmente abortito di aprire una strada moderna
attraverso Via Giulia interruppe la serie di costruzioni Rinascimentali lungo la strada;
d) X vicina alla chiesa colorata di rosso:
una buona parte dell'Ospizio dei
Pellegrini fu demolita e sostituita da edifici moderni.
Hanno lo stesso colore i monumenti che sono descritti nella stessa pagina.
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