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SS. Celso e Giuliano
(Libro VI) (IV e VII giorno) (Rione Regola) In questa pagina:
![]() Questa strada (nota comunemente come Via del Banco di S. Spirito)
sul lato opposto offre la splendida vista di Ponte Sant'Angelo e Castel
Sant'Angelo (vedi la foto della vista odierna). E' parte della Strada Papale che collegava
S. Pietro al Laterano. Dopo l'elezione il Papa a dorso di un cavallo bianco
o di un mulo si trasferiva dal Vaticano a San Giovanni in Laterano,
sede del Vescovo di Roma, e durante la processione riceveva l'omaggio delle varie comunità
(compresa quella degli Ebrei) che vivevano nelle aree attraversate dalla processione.
Per l'occasione venivano innalzati temporanei archi trionfali e le abitazioni
in misere condizioni venivano coperte con facciate finte.
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![]() Via del Banco di S. Spirito non è la grande strada che si vede nelle tavola. Gli edifici sul Lungotevere sono aggiunte del XIX secolo e i cambiamenti sono comunque limitati. Palazzo Alberici fu modificato nel XIX secolo ed ha oggi sette finestre anziché quattro. Il palazzo era stato costruito nel XVI secolo. ![]() La chiesa fu costruita da Carlo De Dominicis durante il pontificato di Clemente XII e nella tavola si può vedere lo stemma (oggi perduto) in cima alla facciata. De Dominicis si ispirò alle opere di Borromini, in particolare al S. Carlo alle Quattro Fontane. Palazzo del Banco di S. Spirito ![]() Anche il Papa aveva bisogno di una banca. I banchieri fiorentini vivevano in quest'area e questo è tuttora testimoniato dalla loro chiesa nazionale (S. Giovanni dei Fiorentini) e dai nomi delle strade (Via delle Palle, Via Acciaioli). Il Papa sentì la necessità di avere una banca "nazionale" e fondò in questo edificio il Banco di S. Spirito. In cima è lo stemma di Paolo V, mentre nella parte inferiore della facciata uno stemma celebra Clemente IX. Dato che il Banco di S. Spirito era la nuova banca, la strada delle banche fiorentine divenne Via dei Banchi Vecchi. La chiesetta di S. Maria della Purificazione di fronte al Banco di S. Spirito fu demolita nel XIX secolo. ![]() Palazzo Sforza Cesarini fu costruito dal Cardinal Rodrigo Borgia (che divenne Papa Alessandro VI nel 1492) quando fu nominato Cancelliere dallo zio Callisto III. La facciata in Via dei Banchi Vecchi fu assai modificata nel XVIII secolo; alla fine del XIX l'edificio fu in parte demolito e ricostruito per lasciar spazio ad una nuova grande strada, Corso Vittorio Emanuele. Solo passeggiando nel cortile se ne può arguire il disegno Rinascimentale. ![]() Quasi di fronte a Palazzo Sforza Cesarini c'è un'interessante abitazione costruita da un orefice di Milano, Gian Pietro Crivelli, nel 1538. La ricca decorazione è di Giulio Mazzoni (vedi Palazzo Spada): gli emblemi militari furono familiarmente chiamati pupazzi e così il palazzo è noto come Palazzo dei Pupazzi (c'è un altro palazzo con lo stesso nome vicino a S. Giuseppe a Capo le Case). ![]() La facciata di S. Lucia fu ridisegnata da Marco David nel 1765 e l'interno fu oggetto
di molte modifiche negli anni intorno al 1860, pertanto è rimasto poco dell'antica chiesa,
che era molto popolare. S. Lucia è la patrona della vista e la chiesa riceveva
offerte votive a forma di occhi dorati. Benvenuto
Cellini, che viveva nelle vicinanze, è noto per aver offerto un occhio d'oro cesellato da lui
medesimo. La chiesetta di S. Stefano in Piscivola che era di fronte a
S. Lucia fu demolita alla fine del XIX secolo.
Dopo S. Lucia del Gonfalone Via dei Banchi Vecchi diviene Via di Monserrato. ![]() La tavola di Vasi mostra a destra un piccolo arco. Uno dei suoi pilastri ha
un'iscrizione di marmo che registra i livelli delle piene del Tevere dal 1276:
nel genere è la più antica che esista. Iscrizioni che registrano le piene del Tevere si
trovano in molti posti di Roma e non solo vicini al fiume, come per esempio
al Porto di
Ripetta e sulla Chiesa di
S. Rocco, ma anche in posti più lontani. La facciata di S. Maria sopra Minerva
riporta alcune eleganti iscrizioni che registrano le piene avvenute nel 1530 e nel 1598
(quest'ultima la maggiore in assoluto).
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