SS. Celso e Giuliano
(Libro VI) (IV e VII giorno) (Rione Regola)

In questa pagina:
 Tavola di Giuseppe Vasi
 Com'è oggi
 SS. Celso e Giuliano
 Palazzo del Banco di S. Spirito
 Palazzo Sforza Cesarini
 Palazzo dei Pupazzi
 S. Lucia del Gonfalone e S. Stefano in Piscivola
 Arco dei Banchi

La Tavola (No. 109)

Questa strada (nota comunemente come Via del Banco di S. Spirito) sul lato opposto offre la splendida vista di Ponte Sant'Angelo e Castel Sant'Angelo (vedi la foto della vista odierna). E' parte della Strada Papale che collegava S. Pietro al Laterano. Dopo l'elezione il Papa a dorso di un cavallo bianco o di un mulo si trasferiva dal Vaticano a San Giovanni in Laterano, sede del Vescovo di Roma, e durante la processione riceveva l'omaggio delle varie comunità (compresa quella degli Ebrei) che vivevano nelle aree attraversate dalla processione. Per l'occasione venivano innalzati temporanei archi trionfali e le abitazioni in misere condizioni venivano coperte con facciate finte.
La vista è presa dal punto segnato in verde nella piantina del 1748, sotto.
Nella descrizione relativa alla tavola Vasi faceva riferimento a: 1) Palazzo Alberici; 2) Vicolo di Panico a small street leading to Via dei Coronari; 3) Papal Street; 4) Banco di S. Spirito; 5) Strada di Banchi Vecchi; 6) S. Maria della Purificazione. The small map shows also 7) S. Lucia del Gonfalone; 8) Palazzo Sforza Cesarini; 9) Arco dei Banchi.


Oggi

Via del Banco di S. Spirito non è la grande strada che si vede nelle tavola. Gli edifici sul Lungotevere sono aggiunte del XIX secolo e i cambiamenti sono comunque limitati. Palazzo Alberici fu modificato nel XIX secolo ed ha oggi sette finestre anziché quattro. Il palazzo era stato costruito nel XVI secolo.

SS. Celso e Giuliano

La chiesa fu costruita da Carlo De Dominicis durante il pontificato di Clemente XII e nella tavola si può vedere lo stemma (oggi perduto) in cima alla facciata. De Dominicis si ispirò alle opere di Borromini, in particolare al S. Carlo alle Quattro Fontane.

Palazzo  del Banco di S. Spirito

Anche il Papa aveva bisogno di una banca. I banchieri fiorentini vivevano in quest'area e questo è tuttora testimoniato dalla loro chiesa nazionale (S. Giovanni dei Fiorentini) e dai nomi delle strade (Via delle Palle, Via Acciaioli). Il Papa sentì la necessità di avere una banca "nazionale" e fondò in questo edificio il Banco di S. Spirito. In cima è lo stemma di Paolo V, mentre nella parte inferiore della facciata uno stemma celebra Clemente IX. Dato che il Banco di S. Spirito era la nuova banca, la strada delle banche fiorentine divenne Via dei Banchi Vecchi. La chiesetta di S. Maria della Purificazione di fronte al Banco di S. Spirito fu demolita nel XIX secolo.

Palazzo Sforza Cesarini

Palazzo Sforza Cesarini fu costruito dal Cardinal Rodrigo Borgia (che divenne Papa Alessandro VI nel 1492) quando fu nominato Cancelliere dallo zio Callisto III. La facciata in Via dei Banchi Vecchi fu assai modificata nel XVIII secolo; alla fine del XIX l'edificio fu in parte demolito e ricostruito per lasciar spazio ad una nuova grande strada, Corso Vittorio Emanuele. Solo passeggiando nel cortile se ne può arguire il disegno Rinascimentale.

Palazzo dei Pupazzi

Quasi di fronte a Palazzo Sforza Cesarini c'è un'interessante abitazione costruita da un orefice di Milano, Gian Pietro Crivelli, nel 1538. La ricca decorazione è di Giulio Mazzoni (vedi Palazzo Spada): gli emblemi militari furono familiarmente chiamati pupazzi e così il palazzo è noto come Palazzo dei Pupazzi (c'è un altro palazzo con lo stesso nome vicino a S. Giuseppe a Capo le Case).

S. Lucia del Gonfalone

La facciata di S. Lucia fu ridisegnata da Marco David nel 1765 e l'interno fu oggetto di molte modifiche negli anni intorno al 1860, pertanto è rimasto poco dell'antica chiesa, che era molto popolare. S. Lucia è la patrona della vista e la chiesa riceveva offerte votive a forma di occhi dorati. Benvenuto Cellini, che viveva nelle vicinanze, è noto per aver offerto un occhio d'oro cesellato da lui medesimo. La chiesetta di S. Stefano in Piscivola che era di fronte a S. Lucia fu demolita alla fine del XIX secolo. Dopo S. Lucia del Gonfalone Via dei Banchi Vecchi diviene Via di Monserrato.

Arco dei Banchi

La tavola di Vasi mostra a destra un piccolo arco. Uno dei suoi pilastri ha un'iscrizione di marmo che registra i livelli delle piene del Tevere dal 1276: nel genere è la più antica che esista. Iscrizioni che registrano le piene del Tevere si trovano in molti posti di Roma e non solo vicini al fiume, come per esempio al Porto di Ripetta e sulla Chiesa di S. Rocco, ma anche in posti più lontani. La facciata di S. Maria sopra Minerva riporta alcune eleganti iscrizioni che registrano le piene avvenute nel 1530 e nel 1598 (quest'ultima la maggiore in assoluto).

Brano dell'Itinerario diGiuseppe Vasi del 1761 relativo a questa pagina:


Chiesa de' ss. Celso, e Giuliano
Si crede, che questa chiesa sia stata fondata quando i corpi di quei ss. Martiri furono d'Antiochia portati a Roma, e però in essa da Clemente VIII. furono trasportati dalla chiesa di s. Paolo fuori delle mura, ove erano stati fin allora riposti. La chiesa stava prima dall' altra parte incontro, e si vede ancora una porzione dell'antico portico nel cantone verso la piazza, la quale fu atterrata perchè impediva la strada papale, aperta da Clem. VII. incontro al ponte: e perchè era collegiata, e parrocchiale, acciò non si tralasciasse il servigio divino e non si perdesse la memoria de' detti Santi, fu eletta una casa vicina. Nel Pontificato di Clem. XII. fu riedificata di nuovo la chiesa, col disegno di Carlo de Dominicis, e fu ornata di quadri moderni, fra' quali il battesimo di Gesù Cristo è di Gaetano Lapis, e i santi Titolari sull'altare sono di Pompeo Battoni, i laterali però sono, quello a destra di Franc. Caccianica, e di quello a sinistra non se ne fa il nome. Fra le reliquie si conserva in questa chiesa un piede di s. Maria Maddalena; e dal le memorie antiche si sa, che a sinistra di questa erano i vestigj dell'Arco di Graziano, Valentiniano, e Teodosio Imperatori, eretto per ornamento di un magnifico portico, che comunemente si crede, che portasse alla Basilica Vaticana. Siegue dopo il
Banco di s. Spirito, e palazzo Alberici
Con bel disegno di Bramante Lazzari fu eretto questo magnifico sì, ma piccolo palazzo, come ancora quello, che noi diciamo banco di s. Spirito. Fu il secondo veramente destinato per uso della Zecca Pontificia; ma perchè ne fu poi eretta una nuova, e più comoda, come diremo a suo luogo, quivi fu aperto un banco per comodo dello spedale di s. Spirito, e poi coll'autorità di Paolo V. fu renduto pubblico, e perciò furono ipotecate le terre, castelli, e tutti li beni del medesimo spedale in favore de' mercanti o altri, che vi depositassero il loro danaro. La strada a destra dicesi di banchi vecchi, perchè ivi furono, prima che fosse edificata la Curia Innocenziana a monte Citorio, le banche de' Notari.
s. Lucia del Confalone detta alla chiavica
Incontro alle divisate carceri sta questa chiesa, voltata però sull'altra strada, che dicesi della chiavica.
Era questa da principio unita alla Badia di S. Biagio della pagnotta, poi alla basilica Vaticana; ma essendo nell'an. 1264. eretta la celebre Archiconfraternita del Confalone, a questa fu data, la quale per l'antichità trovandosi in stato deplorabile, finalmente ora si sta fabbricando con magnificenza secondo il disegno di Marco David. Tiene però un oratorio particolare ornato tutto di pitture, il quale corrisponde nel vicolo a sinistra di strada Giulia; ma prima di ritornare su quella, conviene ossservare in primo luogo la
Chiesa di s. Stefano in Piscivola
Incontro alla suddetta chiesa di s. Lucia, è quella di s. Stefano, la quale porta un tal nome forse dal pesce, che su questa piazza suol vendersi, o pure per qualche piscina antica, essendosi trovati nel fare i fondamenti della nuova chiesa, de' marmi e colonne di verde antico, quali dimostrano esservi nato nobile edifizio, a cui potè essere unita la piscina, tanto più, che fin quì, si crede, che giungessero le mura di Roma ampliate dall'Imperatore Claudio. Poco dopo si vede sulle mura di una casa una lapide con iscrizione del 1496. e poi il
Palazzo Sforza
In questo antichissimo palazzo, fino al tempo di Alessandro VI. risedettero i ministri della Dateria Apostolica, vedendosi ancora l'antica struttura gotica nel cortile, e ne' portici, con varie arme de' Pontefici. Passato poi ai duchi Sforza e Cesarini, lo hanno alquanto rimodernato verso la strada e la piazza Sforza.

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Prossima tappa nell'itinerario del IV giorno: S. Maria in Vallicella
Prossima tappa nell'itinerario del VII giorno: Chiesa di S. Giovanni dei Fiorentini