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Isola Tiberina verso
Occidente (Libro V) (Pianta C3) (V giorno (Vista C9)
In questa pagina: Tavola di Giuseppe Vasi Com'è oggi Ponte Cestio Via dell'Atleta e Ripa Romea S. Andrea dei Vascellari La Tavola (No. 91) ![]() Sulla sinistra Vasi mostra le case del Ghetto Ebraico che incombe sul fiume come una Piccola Venezia. La vista è presa dal punto segnato in verde nella piantina del 1748, sotto. Nella descrizione relativa alla tavola Vasi faceva riferimento a: 1) Ghetto degli Ebrei; 2) Ponte Fabrizio; 3) Ponte Cestio; 4) Mole da grano ; 5) Mura antiche; 6) S. Maria in Cosmedin. La piantina riporta anche 7) S. Andrea dei Vascellari; 8) Via dell'Atleta. ![]() ![]()
![]() La vista oggi è principalmente la vista sullo Spedale di S. Giovanni di Dio o Fatebenefratelli e sulla sinanoga Ebraica costruita nel 1904 sul terreno del Ghetto. Nella luce di una mattina d'inverno l'isola sembra una nave pronta a salpare, ma trattenuta dai due ponti. La forma della nave fu parecchio enfatizzata durante l'Impero Romano con la costruzione di un muro esterno di travertino e con l'erezione al centro di un obelisco come una sorta di albero maestro. Una piccola parte delle mura rimane sulla punta est (la tavola di vasi lo mostra anche sulla punta ovest). Una rappresentazione Rinascimentale dell'Isola Tiberina si può vedere a Villa d'Este in un particolare della fontana detta Rometta. ![]() Ponte Cestio
![]() Ponte Cestio fu costruito nel 46 a.C. dal console Lucius Cestius. Nel 365 d.C. fu quasi interamente ricostruito dall'imperatore Valente e dai suoi figli Valentiniano II e Graziano. Il ponte era spesso citato come Ponte Graziano. Una grande iscrizione celebra i tre imperatori. Vicino ad essa un'iscrizione più piccola celebra un restauro del 1192 per volere del Senato di Roma, o per essere precisi, del Senatore Benedetto Carushomo. L'iscrizione, che mira ad imitare l'iscrizione dei 3 imperatori, è un segno del potere crescente del Senato di Roma verso la fine del XII secolo. Sfortunatamente entrambe le iscrizioni si leggono a fatica. Nel 1888-92 il ponte fu modificato con l'allargamento degli archi laterali. Via dell'Atleta
![]() La parte di Trastevere oltre Ponte Cestio era conosciuta nel Medioevo come Ripa Romea dal nome dei pellegrini (Romei) che giungevano a Roma. Il porto fluviale di Roma Antica era sulla sponda sinistra al Testaccio. Per la diminuzione della popolazione nella Roma Medievale il Testaccio era troppo lontano e nell'XI secolo le navi provenienti dal mare cominciarono a caricare le loro merci sulla riva destra (cioè Trastevere) vicino all'Isola Tiberina. La Ripa Romea era abitata principalmente da forestieri, pellegrini, mercanti e dagli Ebrei di Roma, il cui Tempio (con una bella loggia) era in un vicoletto chiamato Via dell'Atleta, da un rilievo Romano che decorava un'edificio e che si pensava rappresentasse un atleta. Il vicoletto mostra altri esempi dell'uso che si faceva nel Medioevo di pezzi di colonne Romane o d sarcofaghi per decorare le case. S. Andrea dei Vascellari
![]() I nomi delle strade di questa parte di Trastevere conferma che nel XII secolo l'are era molto affollata: Via dei Salumi, Via dei Vascellari, Via dei Genovesi, Piazza dei Mercanti sono tutti nomi dati in quel periodo. La chiesa di S. Andrea dei Vascellari (ora sconsacrata) fu costruita nel IX secolo e in seguito fu acquistata dalla gilda dei macellai e nel XVIII dalla gilda dei vasai ("vascellari") (Per una lista delle chiese appartenenti ad una gilda clicca QUI). L'edificio vicino è la casa medievale dei Ponziani, una famiglia di macellai che divenne molto importante nel XIV secolo. La più grande santa di Roma, Santa Francesca Romana fondatrice del Monastero di Tor de' Specchi, apparteneva a questa famiglia. ![]() I Mattei sono un'altra famiglia le cui fortune risalgono alla Trastevere medievale. Un ramo di questa famiglia costruì un palazzone, vicino a S. Maria in Campitelli, mentre un altro ramo continuò a vivere in una casa medievale (in parte modificata) a Trastevere di fronte a S. Benedetto in Piscinula. Le casette e le stalle vicine al fiume sono oggi pittoresche trattorie. ![]() Questa parte di Trastevere non è popolare come quella vicino a S. Maria in Trastevere, ma le sue case coperte di edera e altre piante rampicanti fanno davvero gola ai ricchi. Brano dall'Itinerario di Giuseppe Vasi del 1761 relativo a questa pagina:
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