S. Maria in Cosmedin (Libro III) (Pianta C3) (V giorno)

In questa pagina:
Tavola di Giuseppe Vasi
Com'è oggi
La chiesa e il tempio
La fontana

La Tavola (No. 56)


La chiesa era vicina al mercato del bestiame nel Foro Romano (chiamato Campo Vaccino). Questo spiega gli abbeveratoi e i fienili sulla sinistra. Il Tempio di Vesta era una chiesa detta di S. Maria del Sole.
La vista è presa dal punto segnato in verde nella piantina del 1748, sotto. Nella descrizione relativa alla tavola Vasi faceva riferimento a: 1) Tempio usato come chiesa (S. Stefano delle Carrozze/S. Maria del Sole); 2) Strada che conduce a S. Paolo fuori le mura; 3) Fienili.

Oggi


La basilica, che era stata restaurata da Papa Clemente XI alcuni anni prima della tavola di Giuseppe Vasi, fu riportata al suo aspetto medievale alla fine del secolo scorso. Così la facciata in "Barocchetto" è andata perduta, e con essa lo stemma di Clemente XI.

 La Chiesa e il Tempio

La chiesa ora ha un aspetto più sobrio, in armonia con la decorazione interna, basata su mosaici geometrici del  XII secolo. "Cosmedin" è parola greca che significa "ornamento". La chiesa è di solito ricordata come quella della " Bocca della Verità" per via del disco di marmo nel portico che rappresenta una faccia con bocca aperta.
(Clicca QUI per sapere tutto della Basilica di Santa Maria in Cosmedin)

La chiesa di S. Maria del Sole menzionata da Vasi fu praticamente distrutta per riportare alla luce il Tempio di Vesta. Dentro è possibile vedere l'immagine che diede il nome alla chiesa: quando fu trovata nel fiume nel 1560 mandò raggi di luce.



La Fontana

Clemente XI fece costruire diverse fontane. Questa è un bel lavoro di Carlo Francesco Bizzaccheri e ricorda chiaramente quella del Tritone, di Bernini. L'abbeveratoio (con lo stemma di Clemente XI) è stato ricollocato 50 metri più a destra

Passo scelto dall'Itinerario di Giuseppe Vasi del 1761 relativo a questa pagina:


Chiesa di s. Maria in Cosmedin
Colla parola greca cosmedin, che significa ornamento, fu chiamata questa celebre chiesa, cred'io, perchè era ricca di sagri ornamenti; si disse ancora scuola Greca, non tanto per li monaci Greci, che quivi stettero, quanto perchè quivi anticamente si insegnava quell'idioma.
Il Fondatore di questa chiesa fu il Pontefice s. Dionisio, il quale per distruggere la superstizione de' Gentili, la eresse sopra il tempio della Pudicizia di cui ancora se ne vedono entro le pareti ella chiesa le colonne di marmo molto belle, e fu ristaurata da Adriano I.. Vi abitarono alcuni Sommi Pontefici, ed è ancora tradizione antica che quivi s. Agostino insegnasse rettorica, prima che andasse a Milano, e si facesse Cristiano. Dopo i monaci Greci vi stettero i Benedettini fino all' anno 1513. ora però è insigne collegiata, e parrocchiale, e conserva la venerabile sua antichità nell'altare isolato, ed amboni di marmi intarsiati di pietre dure. Si vede nel portico un gran marmo rotondo, coll'immagine, secondo appare, di Giove Ammone, e dicesi, che fosse della famosa Ara Massima, a cui i Gentili conducevano i testimonj per giurare il vero; ma considerato il marmo, e la figura, che ha gli occhi, e bocca forati, da alcuni fu creduto che fosse servito in qualche magnifico cortile per ornamento della chiavica. Fu nell'an. 1718. rinnovata la chiesa da Clemente XI. il quale fece ancora il prospetto, e fonte sulla piazza.
Chiesa di s. Maria del sole
Con maggior decoro, e stima dovrebbesi tenere il tempio rotondo, che quivi si vede sulla spiaggia del Tevere, non solo per l'unione de' marmi e colonne ben regolate, ma ancora per la bella sua forma circolare. Si crede da' più, che fosse della Dea Vesta, diverso però da quello, che era nel Campo Vaccino; altri lo dissero del Sole; ma poi purgato dalla folle superstizione de' Gentili fu dedicato in onore della ss. Vergine col titolo del Sole, ed ancora a s. Stefano Protomartire, dalla famiglia Savelli, e si disse ancora delle carrozze.

Prossima tavola nel Libro III: S. Sabba Abate
Prossima tappa nell'itinerario del V giorno: Spiaggia verso la Bocca della Verità