Spiaggia verso la Bocca della Verità
(Libro V) (Pianta C3) (V giorno)
In questa pagina:
Tavola di Giuseppe Vasi
Com'è oggi
Cloaca Maxima
La Tavola (No. 95)

La tavola è soprattutto una vista sul Monte Palatino.
La vista è presa dal punto segnato in verde nella piantina del 1748, sotto.
Nella descrizione relativa alla tavola Vasi faceva riferimento a:
1) Rovine del Ponte Palatino; 2) Casa di Pilato; 3) Monte
Palatino; 4) S. Maria
del Sole; 5) Cloaca Masima; 6) S. Maria in Cosmedin.
 
Oggi

La vista è piuttosto differente per l'arginatura delle sponde del fiume.
I resti del Ponte Palatino mostrati nella tavola non sono più visibili.
Cloaca Maxima

E' una delle più antiche applicazioni dell'arco a Roma e risale al 200 a.C.
Roma fu in origine costruita sui sette colli essendo le depressioni paludose.
Quando l'espansione della città costrinse i Romani a occupare questa aree
(come il Foro tra il Campidoglio
e il Palatino) il problema del drenaggio del terreno fu risolto mediante la canalizzazione
di un ruscello che scorreva tra il Palatino e l'Aventino e facendo scolare lì le acque
di tutte le depressioni della città. Il mulino che sfruttava la corrente della cloaca è
ancora visibile vicino a S. Giorgio al Velabro.
Prossima tavola nel Libro V: Monte Aventino e Vestigi del
Ponte Sublicio Prossima tappa nell'itinerario del V giorno: Anticaglie presso il Ponte
Palatino
|