Monte Aventino e Vestigi del Ponte Sublicio
(Libro V) (Pianta C3) (V e VI giorno)

In questa pagina:
Tavola di Giuseppe Vasi
Com'è oggi
Cosa rimane (S. Maria in Cappella)
Eremitorio di S. Anna
Rovine alla base dell'Aventine

La Tavola (No. 96)

Questa veduta generale dell'Aventino dal Tevere mostra chiaramente la cinta interna di mura che proteggeva i monasteri da un attacco. L'Aventino era così lontano dalla Roma dei Papi che la sua sicurezza poteva essere assicurata solo trattandolo come una cittadina separata. Il titolo della tavola si riferisce anche alle rovine del Ponte Sublicio, il primo ponte di legno sul Tevere.
La vista è presa dal punto segnato in verde nella piantina del 1748, sotto.
Nella descrizione relativa alla tavola Vasi faceva riferimento a: 1) Palazzo dei Cavalieri di Gerusalemme (di Malta); 2) S. Alessio ; 3) S. Sabina; 4) Salara; 5) Eremitorio di S. Anna; 6) S. Maria e S. Giacomo in Cupella; 7) Parte di Trastevere; 8) Rovine di un ponte Romano.


Oggi

La costruzione degli argini del fiume ha distrutto i molinetti e le altre piccole fabbriche che caratterizzavano quest'area, ma la vista sull'Aventino è ancora stupefacente.

Cosa rimane

S. Sabina e S. Alessio sono rimasti quasi intoccati dal tempo come pure l'edificio principale dei Cavalieri di Malta. Di fronte a S. Michele, in estate, quando c'è poca acqua sul fiume, si può ancora vedere uno dei pilastri di Ponte Sublicio, mentre dalla parte di Trastevere la chiesetta di S. Maria e S. Giacomo in Cupella (oggi in Cappella), sebbene di povere forme, è riuscita a raggiungere il 2000.

Eremitorio di S.Anna

L'isolata cappella di S. Anna apparteneva alla gilda dei calzolai. Il moderno edificio che l'ha rimpiazzata ne conserva alcune tracce.

Rovine sulle pendici dell'Aventino

Il particolare della tavola mostra alcune rovine delle mura Romane costruite per rinforzare le fondamenta delle ville erette sulla sommità dell'Aventino. Il colle con tre croci è il Testaccio. Le rovine sono ancora lì. In aggiunta vi sono alcune rovine moderne, per esempio uno stemma di Innocenzo XII Pignatelli.

Brano dall'Itinerario di Giuseppe Vasi del 1761 relativo a questa pagina:


Ponte Sublicio
In questa spiaggia fa ora bel vedere il grande ospizio di s. Michele, con la dogana, ed il moderno sbarco de' navigli, che vengono dal mare, ed in mezzo al Tevere si vedono le rovine dell'antichissimo ponte Sublicio, così detto da ilex albero forte, e resistente all'acqua, o pure da' legni grossi, con i quali era costruito, che sublices dicevansi. Era questo formato tutto di legno fin da' tempi più antichi, e da esso solevano gettare ogni anno nel Tevere 30. uomini Greci; ma a persuasione di Ercole fu mutata tale usanza, ed invece di uomini vi si buttarono dipoi figure di uomini fatte di paglia. Questo fu quel ponte, che Orazio Coclite discese contro l'impeto de' Toscani, mentre dall'altra parte veniva tagliato da' Romani, e poi gettatosi nel fiume col suo cavallo passò a nuoto da' suoi. E perchè un tal valore venne attribuito ad opera divina, e perchè in quella necessità fu tagliato con difficoltà, fu dipoi rifatto senza chiodo alcuno, e fu dato in cura ad alcuni sacerdoti con ampia facoltà di ristaurarlo e rifarlo quando bisognasse, onde questi furono detti Pontifices, ed il maggiore tra loro Pontifex Maximus, la cui autorità fu di tanta possanza, ed onore, che poi se l'appropriarono gli stessi Imperatori. Questo ogni anno si riattava con simile materia, e con grande superstizione; e però fu ancora detto Ponte Sagro. Fin al tempo di Augusto, di Vespasiano, e di Antonino fu conservato di legno: ma perchè spello rovinava, fu alla fine da Adriano fatto di pietra, non già nel medesimo sito, ma poco discosto, perciò a distinzione di quello, che egli fece presso il suo sepolcro, si disse ponte Emilio.
Rovine nel clivo dell'Aventino
Nessuno ha saputo dire di che sorta di edifizj fossero le grosse muraglie, che si vedono appoggiate al monte Aventino; ognuno però vede, che sono avanzi di opere magnifiche degli antichi. Poco più oltre camminando,evvi
La Salara nuova
E' questa una fabbrica, ove si purifica il sale, che si lavora sulla spiaggia del mare, e sta appunto dove erano l'antiche saline. Quivi sulla strada fu ancora un arco eretto per ordine del Senato al nome di Orazio per aver difeso, come dicemmo, il suddetto ponte, e conservata la libertà alla patria. Poco più avanti si vede a piedi della salita del monte Aventino la
Cappella di s. Anna
Questa piccola chiesa, quando il Papa abitava nel palazzo di s. Sabina era custodita da' Palafrenieri: ma avendo poi edificata quella presso il palazzo Vaticano, restò questa unita alla chiesa di s. Sabina, i cui frati vi tengono un Eremita per custodia.
Chiesa di s. Maria in Cappella
In sito molto basso sta questa piccola chiesa, la quale da principio era dedicata al ss. Salvatore; ma poi essendovi da s. Francesca Romana aggiunto un piccolo spedale, prese l'uno e l'altra il titolo di s. Maria in Cappella. Quindi nel 1540. avendola ottenuta la confraternita de' Barilari, si disse ancora in cupella.

Prossima tavola nel Libro V: Porto di Ripa Grande
Prossima tappa nell'itinerario del V giorno: S. Maria in Cosmedin
Prossima tappa nell'itinerario del VI giorno: S. Cecilia