S. Maria in Campitelli
(Libro VI) (Pianta C3) (V giorno) (Rione Sant'Angelo)

In questa pagina:
Tavola di Giuseppe Vasi
Com'è oggi
S. Maria in Campitelli
Belle finestre (Convento della Madre di Dio) e una piccola fontana
Palazzi Capizucchi, Spinola and Paluzzi
Casa di Flaminio Ponzio

La Tavola (No. 117)


Dal Campidoglio l'area sotto il colle prende il nome di Campitelli. La piazza era al tempo di Vasi il centro di un'area molto attiva.
La vista è presa dal punto segnato in verde nella piantina del 1748, sotto.
Nella descrizione relativa alla tavola Vasi faceva riferimento a: 1) Monastero annesso alla chiesa; 2) Palazzi Serlupi, Patrizi, Paluzzi e Capizucchi; 3) Strada che mena a Piazza Montanara.
La piantina riporta anche l'esatta collocazione di 4) Palazzo Paluzzi Serlupi e 5) Casa di Flaminio Ponzio.


Oggi


La piazza è quasi immutata ed anche molto tranquilla perché il traffico scorre nella grande arteria (Via del Mare) costruita negli anni '30 sul sito di Piazza Montanara.

La Chiesa

S. Maria in Campitelli fu costruita a spese dei cittadini di Roma in onore di una miracolosa immagine della Vergine che fermò la pestilenza nel 1656. L'immagine era tenuta nella chiesa del vicino Spedale di S. Galla. Il Senato di Roma e Papa Alessandro VII pensarono che l'immagine meritava collocazione migliore e finanziarono la costruzione di una nuova chiesa. Questo spiega perché si vede lo stemma di Roma nell sfondo-pagina.
La chiesa è di Carlo Rainaldi e la facciata è notevole per le sue luci ed ombre. La struttura della chiesa è composta di due parti distinte: prima un edificio a croce greca e grandi cappelle, quindi un tempio rotondo coperto da cupola come mostrato nell'immagine sotto.


Le cappelle furono decorate da alcuni dei migliori artisti del periodo. Qui sotto a) un tipico monumento con il defunto in atto di preghiera (Monumento a Vittoria Parabiacchi di Antonio Lavaggi); b) una pala d'altare con la Visione della Sacra Famiglia, di Lorenzo Ottoni; c) un bell'angelo di Francesco Baratta o di Michel Maille (per altri angeli barocchi cicca qui).


Belle Finestre e una Fontana

Sebbene non sia troppo menzionato nelle guide turistiche, il palazzo (Convento della Madre di Dio) illustrato nella tavola a destra della chiesa ha finestre che mi piacerebbe aprire. Fu costruito nel XVII secolo, ma fu ampiamente ridisegnato da Filippo Raguzzini e Carlo De Dominicis nel 1724.
La fontanella è ritenuta opera di Giacomo della Porta.

Palazzi Capizucchi, Spinola e Paluzzi


I due palazzi di fronte alla chiesa sono conosciuti oggi come Palazzo Albertoni Spinola (a sinistra) e Palazzo Capizucchi (a destra): furono entrambi progettati da Giacomo Della Porta rispettivamente nel 1600 e nel 1580, ma Palazzo Albertoni Spinola fu completato da Girolamo Rainaldi, mentre le finestre del primo piano di Palazzo Capizucchi acquistarono un aspetto barocco nel XVII secolo.
Vasi fa riferimento anche a Palazzo Paluzzi Serlupi, ma questo palazzo non è di fronte alla chiesa bensì in un angolo della piazza. Oggi è chiamato Palazzo Caetani Lovatelli, nonostante i gigli richiamino alla mente i Paluzzi Serlupi.


Casa di Flaminio Ponzio


Il palazzo del tardo Rinascimento in fondo alla piazza fu eretto negli anni '30, ma la sua facciata è originale nel senso che apparteneva alla casa dell'architetto Flaminio Ponzio. L'edificio originale era in Via Alessandrina e si può vedere nella tavola di Giuseppe Vasi che riguarda S. Maria in Campo Corleo. Fu demolito per aprire la grande arteria che collega Piazza Venezia con il Colosseo.

Brano dall'Itinerario di Giuseppe Vasi del 1761 relativo a questa pagina:


Piazza di Campitelli, co' palazzi Paluzzi, Serlupi, ed altri
Corrottamente si dice questa piazza dal Rione, che doverebbe dirsi Capitolio, in cui oltre i suddetti palazzi, vi è quello de' Capizzucchi, e Patrizj già, ed in mezzo un fonte. Non molto lontano da questa fu il tempio di Bellona eretto da Claudio Console circa l'anno di Roma 457. in cui il Senato si congregava per li consigli di guerra, e perciò innanzi al medesimo era la colonna bellica tenuta con tanta superstizione, che volendo dichiarare la guerra a qualche nazione, si appressava ad essa, o pure, secondo alcuni, vi montava sopra un sacerdote di quella deità, e coll'asta vibrava un colpo verso quella parte in presenza del Console.
Chiesa di s. Maria in Campitelli
Era quivi anticamente una piccola chiesa col medesimo nome, la quale da Paolo V. fu conceduta ai Chierici regolari Lucchesi detti della Madre di Dio. Essendo poi quella Città nell'anno 1656. travagliata dal male contagioso, per voto fatto alla ss. Vergine dal Popolo Romano, fu riedificata con magnificenza sotto Alessandro VII. con disegno del Cav. Rainaldi, e vi fu trasportata la celebre immagine di s. Maria in Portico. È questa scolpita sopra una gemma di zaffiro, che ha circa un palmo di grandezza, filettata di oro, e in due smeraldi vi sono effigiate le teste di s. Pietro, e di s. Paolo, la quale immagine in tempo di Gio. I. mentre Teodorico Re de' Goti tiranneggiava l'Italia, apparve a s. Galla figlia di Simmaco Console il giovane, e però fu collocata nel suo palazzo, come fra poco diremo; e perciò è stata sempre tenuta in somma venerazione dal Popolo Romano. Vi fu similmente trasportata una colonna di alabastro trasparente, e di gran valore, che si vede posta in un finestrino della cupola. Sono in questa nobilissima chiesa maravigliose colonne, e cappelle di marmi; il quadro di s. Anna nella crociata è di Luca Giordani, e quello incontro del Baciccio; le pitture però nella volta dell'ultima cappella sono del Passeri, ed il bassorilievo sull'altare con li sepolcri laterali sono di Lorenzo Ottone.

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Prossima tappa nell'itinerario del V giorno: S. Angelo in Pescheria