S. Maria in Campo Carleo
(Libro VI) (Pianta B3) (I giorno) e (III giorno)

In questa pagina:
 Tavola di Giuseppe Vasi
 Com'è oggi
 Finestre graziose
 Tempio della Pace (Basilica di Massenzio)

La Tavola (No. 102)

Nella sua scelta delle chiese parrocchiali di Roma, Vasi qualche volta è guidato dal suo interesse a rappresentare la vita quotidiana.
La vista è presa dal punto segnato in verde nella piantina del 1748, sotto.
Nella descrizione relativa alla tavola Vasi faceva riferimento a : 1) Strada dei Conti; 2) Torre del Palazzo del Marchese del Grillo; 3) Strada Alessandrina; 4) Mura del Monasterio della SS. Nunziata; 5) Rovine del Tempio della Pace; 6) Conservatorio di S. Eufemia.
La piantina riporta anche 7) S. Maria in Campo Carleo.


Oggi

Il nome di Via Alessandrina (da Alessandro VI) è l'unica cosa rimasta dell'area medievale tra la Colonna di Traiano e il Tempio della Pace. Gli scavi dei Fori Imperiali e il desiderio degli anni '30 di dotare Roma di strade "imperiali" portò alla distruzione di un'area molto simile a quella tuttora esistente tra Via Nazionale e Via Cavour.
Qui sotto una vista aerea dell'area: il punto rosso è il luogo da dove Vasi ritrasse la sua tavola. Da lì e proseguendo in basso a destra si può vedere Via Alessandrina. Nell'angolo in basso a sinistra la chiesa dei SS. Martina e Luca e l'Arco di Settimio Severo. Un bel palazzo del Tardo Rinascimento, la casa dell'architetto Flaminio Ponzio, fu ricostruita in Piazza di S. Maria in Campitelli.

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Palazzo del Marchese del Grillo ora guarda direttamente sui Fori Imperiali. Anche un edificio del primo Rinascimento appartenente ai Cavalieri di Rodi (destinati a diventare Cavalieri di Malta) ha beneficiato del restauro.

Tempio della Pace

Quel che Vasi chiama Tempio della Pace è oggi chiamata Basilica di Massenzio. Un Tempio della Pace fu in effetti eretto da Vespasianus in quest'area e scavi recenti hanno permesso di capire meglio la sua collocazione tra il Foro Romano e i Fori Imperiali. Fu attribuito a Costantino dal Nibby nel 1825, ma oggi prende il nome di Massenzio, il rivale che lo portò quasi a termine. Di fronte alla Basilica si ergevano otto colonne Corinzie giganti, delle quali è rimasta solo una che si trova oggi di fronte a S. Maria Maggiore. Le colossali volte e le loro decorazioni furono fonte di ispirazione per molti artisti. Le piante che mostrano l'espansione dell'impero Romano furono aggiute negli anni '30.

Brano dell'Itinerario di Giuseppe Vasi del 1761 relativo a questa pagina:


Chiesa di s. Maria in Campo Carleo, e quella di s. Urbano
Due strade si aprono ai fianchi di questa piccola, e antica chiesa parrocchiale; una a destra dicesi; de' Conti, e l'altra a sinistra, si chiama Alessandrina.
Tempio della Pace
Tre soli arconi spogliati di ogni ornamento rimangono in piedi del celebre e magnifico tempio della pace, che fu una delle maggiori fabbriche di Roma. Principiollo Claudio Imperatore e poi terminollo Vespasiano, dopo aver soggiogata la Giudea, e per dargli quella vastità di sito, che conveniva, atterrò la casa di Giulio Cesare, ed altre fabbriche, che impedivano la superba idea di quel tempio. In esso conservò tutti i vasi e ornamenti preziosi, che portò nel suo trionfo dal tempio di Gerusalemme, e oltre le ricchezze delle provincie lontane, vi si portavano a conservare anco quelle di Roma, e vi erano delle statue e pitture fatte da' più eccellenti artefici di quei tempi. Per una saetta arse poi tutto quel tesoro in tempo di Commodo con grave danno de' Romani: onde mai più fu riattato. Una sola colonna delle otto, che sostenevano la nave di mezzo, rimasta in piedi, da Paolo V. fu drizzata sulla piazza di s. Maria Maggiore, collocandovi sopra la statua della ss. Vergine di metallo dorato, e di un tronco di quelle, ne fu formata la maravigliosa statua di Alessandro Farnese, che si vede in questo salone.

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Prossima tappa nell'itinerario del I giorno: Orti Farnesiani
Prossima tappa nell'itinerario del III giorno: Tempio Antico di Pallade