Basilica di S. Paolo (Libro V) (V giorno)

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 Tavola di Giuseppe Vasi
 Com'è oggi
 S. Paolo fuori le Mura

La  Tavola (No. 100 - ii)

L'ultima tavola del Libro V è dedicata alla Basilica di S. Paolo vista dal fiume dopo la vista dal Monastero.

Oggi

Sebbene le sponde del fiume siano oggi più alte che nel XVIII secolo esse offrono ancora una bella veduta della Basilica.
Leggi Il resoconto di Henry James sulla sua visita nel 1873.

S. Paolo fuori le Mura

La basilica fu quasi interamente distrutta dal fuoco nel 1823. il campanile fu spostato sul retro e un grande portico fu aggiunto all'entrata della chiesa. La facciata fu ricostruita quasi interamente secondo le linee della vecchia. I nuovi mosaici appaiono freddi ma brillano sotto il sole di un pomeriggio romano.

Brano dell'Itinerario di Giuseppe Vasi del 1761 relativo a questa pagina:


Basilica di s. Paolo fuori delle mura
Dal Gran Costantino fu eretta questa vasta basilica ad istanza di s. Silvestro Papa in un podere di Lucina Matrona Romana, perchè in esso era stato sepolto il corpo del s. Apostolo. Dipoi fu rinnovata da Onorio Imperatore, e poi da Eudossia moglie di Valentiniano ristaurata, ed in seguito ornata da molti Sommi Pontefici. E' formata questa a cinque navi con 4. ordini di colonne tolte dalla mole di Adriano, oggi Castel s. Angelo; quelle nella nave di mezzo sono di preziosi marmi, e striati, e quelle delle navi laterali di granito; quelle però della crociata sono di maravigliosa grandezza, ed in tutto sono numero cento quaranta.
La lunghezza della chiesa senza la tribuna è di palmi trecento cinquantacinque, ed è larga duecento tre; le tre porte sono di metallo antico, storiate, ed il gran pavimento è tutto coperto di frammenti di marmi con varie iscrizioni antiche; il ciborio in mezzo alla crociata è sostenuto da 4. colonne di porfido, e sotto l'altare si conserva la metà de' corpi di s. Pietro, e di s. Paolo, di altri santi Martiri, e di alcuni ss. Innocenti. Il mosaico nella tribuna fu fatto ultimamente a similitudine dell'antico,che vi era stato fatto da Pietro Cavallini, il quale fece ancora quello sopra il portico. Il quadro, che rappresenta la sepoltura di s. Paolo nell'altare maggiore è di Lodovico Cigoli Fiorentino, e li quattro ovati con fatti del medesimo sono di Avanzino Nucci; le pitture a fresco nella cappella del Santissimo sono del Lanfranco; quelle però nella volta sono di Anastasio Fiorentino. L'Assunzione della ss. Vergine nella cappella della crociata presso la sagrestia è del Muziani, ed il martirio di s. Stefano è di Lavinia Fontana; la conversione di s. Paolo dall'altra parte è di Orazio Gentilaschi, ed il s. Benedetto accanto, è di Gio. de' Vecchi. Il ss. Crocifisso nella cappella, che siegue è tenuto in somma venerazione, perchè si crede, che parlasse a s. Brigida, e l'immagine della ss. Vergine, che sta da piede è quella medesima, alla cui presenza s. Ignazio di Lojola fece la professione de' voti del suo ordine. D'intorno alla nave di mezzo erano dipinti i ritratti de' Sommi Pontefici fino ai tempi di s. Leone, e Benedetto XIV. feceli seguitare fino al presente. La piccola colonna storiata, che si vede dietro della basilica vi fu posta l'anno 1606. da Monaci Benedettini, che uffiziano la chiesa, ed occupano il celebre monastero, già abitato da s. Odone Cluniacense.

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