Porta S. Paolo (Libro I) (Pianta C4) (V giorno)

In questa pagina:
Tavola di Giuseppe Vasi
Com'è oggi
La porta
Piramide di Caio Cestio
Fabbrica delle Polveri
Le Mura da Porta S. Paolo al Tevere e al Cimitero Protestante

La Tavola (No. 11)


La tavola mostra l'esterno della porta costruita da Belisario nel VI secolo. La porta costruita da Aureliano nel 275 è quella interna e ha due passaggi. Di qui (tre passaggi in tutto) il nome di Trigemina che fu dato a questa porta. Il nome originale tuttavia era Porta Ostiense, dato che mena ad Ostia. Il nome di S. Paolo si riferisce al fatto che i pellegrini passavano di qui per andare alla Basilica di S. Paolo (attraverso un portichetto lungo un miglio)
La vista è presa dal punto segnato in verde nella piantina del 1748, sotto.
Nella descrizione relativa alla tavola Vasi faceva riferimento a: 1) Piramide di Caio Cestio; 2) Pare della chiesa del SS. Salvatore.
La piantina riporta anche: 3) Porta S. Paolo; 4) Fabbrica delle Polveri.


Oggi


La porta si trova oggi al centro di una grande piazza ed il traffico le gira attorno attraverso dei larghi passaggi nelle mura. La chiesetta del SS. Salvatore fu demolita per allargare la Via Ostiense. L'area è vicina alla stazione ferroviaria, alla metropolitana e alla ferrovia metropolitana che va a Ostia, pertanto è un perfetto luogo d'incontro (nella foto una manifestazione contro la riforma delle pensioni).

La Porta

La porta ospita oggi un piccolo museo che riguarda la porta stessa e Via Ostiense. Nella casetta dov'era la dogana oggi vive una famiglia . Quelli del posto la chiamano "il Castello" perché, ora che è separata dalle mura, in effetti sembra un piccolo castello.

La Piramide

I Romani amavano così tanto l'Egitto che non solo riempirono Roma di obelischi ma anche adottarono la forma piramidale per le loro tombe (o almeno quei Romani che avevano una grande opinione di sé e un mucchio di soldi).
Una grande iscrizione sulla piramide vicino a Porta S. Paolo ci dice che fu costruita (circa 30 anni prima di Cristo) come tomba per Caius Cestius, figlio di Lucius, che era stato praetor tribuno della plebe ed epulonum, cioè membro di un gruppo di sette sacerdoti che sovrintendevano ai solenni banchetti sacrificali. La piramide fu costruita in 330 giorni. Nel 275 l'Imperatore Aureliano si servì della piramide per risparmiare un pezzo di mura e questo la salvò.
Nel XVII secolo Alessandro VII fece pulizia attorno al monumento, profondamente incassato nel terreno, e restaurò i marmi che lo ricoprivano. Gli scavi portarono al ritrovamento di due colonne che stavano un tempo agli angoli della piramide non di fronte alla strada (agli angoli su Via Ostiense c'erano invece due statue in bronzo - andate perdute - di Caio Cestio). Fu scavato uno stretto corridoio per raggiungere la camera mortuaria, ma essa fu trovata vuota: era già stata saccheggiata. La camera è decorata a grottesche.
Nonostante l'iscrizione, nel Medioevo si pensò che la piramide fosse la tomba di Remo, gemello di Romolo, fondatore di Roma, e fu chiamata Meta Remi (un'altra piramide vicino a quella che è oggi Piazza S. Pietro era chiamata Meta Romuli).

Fabbrica delle Polveri

Vasi aveva una devozione speciale per Benedetto XIV Lambertini (non era l'unico - anch'io! - perché Benedetto XIV di Bologna era molto popolare per le sue maniere semplici e il modo di prendere la vita bonariamente). Questo spiega perché nella sua guida di Roma egli mostri quasi tutte le iniziative prese da questo papa.
Benedetto XIV costruì vicino a Porta S. Paolo (dentro le mura) un piccolo magazzino che esiste tuttora. Gli edifici bassi sono oggi case modeste (e alcune di esse sono aggiunte posteriori), ma nascosto nel giardino c'è lo stemma del papa. La fabbrica delle polveri è dipinta in una delle stanze delle Biblioteca Vaticana, tra altri edifici ed eventi legati a Benedetto XIV.

Le Mura da Porta S. Paolo al Tevere

Fuori di Porta S. Paolo si teneva di solito il mercato del bestiame, ecco perché il nome della strada lungo le Mura è Via del Foro Boario. Questo è uno dei più pittoreschi tratti di mura. Le torri costruite da Nicolò V nel XV secolo proteggono oggi il Cimitero Protestante di Roma dove Lord Byron volle seppellire il cuore di Percy Bisshe Shelley. Non lontano la tomba di John Keats ("Here lies one whose name was writ in water").
Leggi il resoconto di Henry James sulla sua visita a questo cimitero nel 1873.

Brano dall'Itinerario di Giuseppe Vasi del 1761 relativo a questa pagina:


Chiesa del ss. Salvatore
Fu eretta questa in memoria d'avere ivi s. Paolo chiesto a s. Plautilla madre di s. Flavia il velo, che portava in capo per bendarsi gli occhi quando gli fosse troncata la testa, promettendole di restituirlo, come poi effettuò dopo il suo martirio. Teodoro I. vi edificò la chiesa, e poi il Card. Gio. Torrecremata Spagnolo la rinnovò; e sta ora unita a quella di s. Sabina. Accanto si vede la
Piramide sepolcrale di Cajo Cestio
Questa fu eretta da Cajo Cestio Prefetto degli Epuloni per serbarci le sue ceneri, e per fare onore al suo nome. È formata di marmi quadrati larga nel suo nascere palmi 130. per ogni parte, e palmi 160. alta fino alla sua punta tutta liscia, e semplice, toltone le iscrizioni. Nell'interno evvi una stanza quadrata alta palmi 19., e 26. larga, ornata tutta di pitture. Aless. VII. fece ristaurarla, e scuoprire la sua base, alzandovi le due colonnette, che furono ivi trovate. Pochi passi dopo si vede la
Porta s. Paolo
Questa anticamente chiamavasi Porta Ostiense, come la via, perchè alla città di Ostia guidava; e prima che le mura della Città si distendessero fino alla divisata piramide, questa porta stava più addietro, e dicevasi Trigemina, dalla quale uscirono i suddetti santi Apostoli Pietro e Paolo. Ed è notabile, che da questa porta fino alla basilica di s. Paolo, abbenchè vi corra più di un miglio, vi era un portico sostenuto da colonne di marmo, e coperto di lamine di piombo, per guardare dalla pioggia, e da' cocenti raggi del Sole quei, che andavano a visitare quella basilica.
Fabbrica della Polvere
Era prima la polveriera presso la chiesa di s. Bonaventura sul monte Palatino; ma per ovviare ad ogni inconveniente, e pericolo, per ordine di Benedetto XIV. fu eretta in questo gran prato solitario, e lontano dall'abitato.

Prossima tavola nel Libro I: Interno della Porta S. Paolo - Esterno della Porta Portese antica
Prossima tappa nell'itinerario del V giorno: S. Sabba Abate