Porta S. Pancrazio (Libro I) (VI giorno) (Pianta D3)

In questa pagina:
 Tavola di Giuseppe Vasi
 Com'è oggi
 La porta
 Le Mura tra Porta S. Pancrazio e Porta Cavalleggeri
 Gianicolo
 Villa Spada

La Tavola (No. 13)

Porta S. Pancrazio fu eretta sotto Urbanus VIII sul sito di Porta Aurelia. Era la porta chiave delle nuove mura costruite per proteggere il Gianicolo e il Papa dagli attacchi provenienti dal mare. La vista è presa dal punto segnato in verde nella piantina del 1748, sotto, che mostra anche: 1) Porta S. Pancrazio; 2) Area del Gianicolo dove è situato il Monumento a Garibaldi; 3) Villa Spada.

Oggi

Porta S. Pancrazio fu completamente distrutta nel 1849. Non stava proteggendo il Papa ma la Repubblica Romana di Mazzini. Per un mese Garibaldi resistette alle truppe francesi del Generale Oudinot sbarcate a Civitavecchia.

La Porta

L’attuale porta fu ricostruita nel 1854 da Virginio Vespignani e l’iscrizione celebra il ritorno di Pio IX. Lo stemma è un interessante tentativo di conciliare i temi barocchi con lo stile neoclassico.

Le Mura tra Porta S. Pancrazio e Porta Cavalleggeri

la passeggiata lungo le Mura offre belle vedute sul. Vicino a Porta Cavalleggeri un grande stemma di Pio V testimonia un tentativo iniziale di espandere le Mura del Vaticano.
 

Gianicolo

Il posto dal quale Vasi ritrasse la sua veduta di Roma è oggi occupato dal Piazzale del Gianicolo ed è dedicato a Garibaldi e ai suoi seguaci.

Villa Spada

Villa Spada si trovava tra Porta S. Pancrazio e la fontana dell'Acqua Paola. Fu danneggiata dai combattimenti tra Garibaldi e i Francesi. Oggi è sede dell’Ambasciata delle Repubblica d’Irlanda presso la Santa Sede. Nell’area dei giardini che appartenevano a Villa Spada c’è oggi questo bell'edificio che ospida l'American Academy of Arts a Rome (a destra nella foto).

Brano dall'Itinerario di Giuseppe Vasi del 1761 relativo a questa pagina:


Porta s. Pancrazio
Proseguendo il cammino verso l'erto del monte si trova a sinistra il giardino Spada, e a destra sopra le vecchie mura di Roma il casino Farnese ornato di pitture di Filippo Lauti, e del Cignani, e accanto evvi la porta della Città. Questa da principio fu detta Janiculense dal monte, in cui sta, e fu aperta, secondo alcuni, da Anco Marzio, secondo altri da Cajo Aurelio Cotta, o pure da M. Aurelio suo germano, che furono entrambi Consoli; perciò dal nome di questi fu pure chiamata porta Aurelia; ed Aurelia fu similmente detta la via, che ne usciva. Indi per la chiesa di s. Pancrazio, che le sta poco lungi, prese il nome moderno, e fu ristaurata da Arcadio e Onorio Imperatori; finalmente da Urb. VIII. fu ornata, come si vede. Uscendo per questa porta, evvi a sinistra la famosa osteria, celebre per il pesce e vino fresco,


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