Chiesa e Convento di S. Pasquale
(Libro VII) (Pianta C3) (VI giorno)

In questa pagina:
Tavola di Giuseppe Vasi
Com'è oggi
S. Pasquale
S. Francesco a Ripa
Statua della Beata Ludovica Albertoni
Convento
Onorio III

La Tavola (No. 130)


La tavola ha due soggetti e in realtà ha anche due nomi: Chiesa di S. Pasquale nella tavola e S. Francesco a Ripa nell'intestazione di pagina del Libro VII. Siamo a Trastevere e questa strada collega Piazza S. Maria in Trastevere con Porta Portese. Era una sorta di strada principale di Trastevere con molti edifici del XVIII secolo. La vista è presa dal punto segnato nella piantina del 1748, sotto. Neella descrizione relativa alla tavola Vasi faceva riferimento a: 1) S. Francesco a Ripa; 2) S. Pasquale; 3) Fontana secca.


Oggi


La vista è rimasta quasi la stessa, possiamo ancora vedere alla fine della strada la chiesa di S. Francesco a Ripa, ma la fontana illustrata nella tavola, già secca nel XVIII secolo, non esiste più.

S. Pasquale

La chiesa è nota anche come Chiesa dei SS. Quaranta. Fu costruita nel 1747 da Giuseppe Sardi e rivela l'influenza del Borromini anche nella decorazione che è ricca ma allo stesso tempo povera perché non fa uso di marmi o di altri materiali pregiati.

S. Francesco

Qui San Francesco risiedette per qualche tempo quando venne a Roma per ottenere il riconoscimento del proprio ordine. La chiesa costruita nel 1231 ne sostituiva una precedente dedicata a S. Biagio. La facciata è di Mattia de' Rossi, allievo del Bernini. Nel romanzo breve San Francesco a Ripa di Stendhal, Jean de Sénecé scopre in questa chiesa il proprio funerale.

Dentro la Chiesa

E' uno degli ultimi lavori del Bernini, dove rivela ancora una volta la sua maestria. La Beata Ludovica Albertoni è reminescenza dell'Estasi di Santa Teresa, dello stesso Bernini, nella chiesa di S. Maria della Vittoria. Puoi trovare molte immagini di questa e altre cappelle di Gian Lorenzo Bernini in 3 Cappelle di Gian Lorenzo Bernini.

Dentro il Convento

Dentro il convento una serie di affreschi celebra l'Ordine Francescano.
Tra di essi i "Papi Francescani": da sinistra Nicolò IV, Alessandro V, Adriano V, Sisto IV e Sisto V. Adriano V (al centro) visse solo sei giorni dopo essere stato incoronato, per questo c'è la Morte dietro di lui.
Questo è l'unico posto di Roma dove si possono vedere gli stemmi di Alessandro V (il sole) e di Adriano V (il ponte e le strisce).

Onorio III

Un altro affresco molstra Onorio III che riconosce San Francesco e il suo Ordine. In alto lo stemma dei Savelli.

Brano dell'Itinerario di Giuseppe Vasi del 1761 relativo a questa pagina:


Chiesa di s. Francesco a Ripa
Fu quivi una chiesa dedicata a s. Biagio con un monastero di Benedettini, i quali avendo nell'anno 1212. dato alloggio a s. Francesco di Assisi quando venne a Roma, furono dipoi la chiesa, ed il monastero insieme conceduti da Gregorio IX. al medesimo Santo l'anno 1229. e però nel 1232. fu rinnovata la chiesa, ed il convento dal Conte Ridolfo d'Anguillara succedendovi i frati Minori Riformati. Quindi il Card. Lazzaro Pallavicini, avendo ristaurato il convento, fece di nuovo la chiesa col disegno di Mattia de' Rossi, la quale è ora ornata di nobilissime cappelle con marmi, sculture, e pitture diverse. Le sculture nella prima cappella a destra sono di N. N. il s. Giovanni Capistrano nella seconda è di Domenico Muratori; il quadro nella terza è di Stefano Legnami, e i laterali di Giuseppe Passeri. Il s. Pietro di Alcantara nella cappella della crociata è di Giuseppe Chiari, e li depositi con marmi e metalli sono opere di Giuseppe Mazzoli. Nel coro evvi s. Francesco dipinto dal Cav. d'Arpino, e nella cappella dopo la sagrestia, la s. Anna è del Baciccio, e l'altre pitture sono del Cav. Celio; la statua però a giacere sopra l'altare è bella scultura del Cav. Bernini. Il Cristo morto nell'altra cappella è di Annibal Caracci, e il deposito col bassorilievo antico, è di Niccolò Menghini; la ss. Nunziata nella penultima è del Salviati, e i laterali di Gio. Batista Novara; la ss. Concezione nell'ultima è di Martin de Vos, l'Assunta è di Antonio della Cornia, e la Natività è di Simon Vovet, il quale disegnò le pitture nella volta. Sonovi ancora altri depositi con sculture e metalli dorati, e varie pitture nella stanza entro il convento, ove abitò il santo Titolare, ornata di marmi e reliquiarj di argento. Camminando poi per il nuovo stradone, evvi a destra la
Chiesa de' XL. ss. Martiri, e di s. Pasquale
Era quivi una piccola chiesa eretta l'anno 1122. da Calisto II. in onore de' ss. XL. Martiri, la quale fu poi data in cura alla compagnia del Confalone; ma essendo nell'anno 1732. conceduta ai frati Spagnoli di san Pietro di Alcantara, questi ora con i soccorsi venuti dalla Spagna e colle limosine del Card. Trajano Acquaviva hanno fatta di nuovo la chiesa, ed il convento col disegno di Giuseppe Sardi, e l'hanno ornata di varie pitture moderne.

Prossima tavola nel Libro VII: S. Maria di Araceli
Prossima tappa nell'itinerario del VI giorno: Chiesa e Monastero dei SS. Cosmo e Damiano