Chiesa e Monastero di San Cosimato (Libro VIII) (Pianta C3) (VI giorno)

In questa pagina:
 Tavola di Giuseppe Vasi
 Com'è oggi
 La Cappella
 Il Chiostro
 Villa Sciarra

La Tavola (No. 151)

Il Monastero di S. Cosimato (noto anche come S. Cosmo e Damiano) era dentro le mura ma nell'area di Trastevere che era occupata soprattutto da vigneti appartenenti al monastero. Il portico è molto simile a quello di S. Clemente e di S. Maria in Cosmedin.
La vista è presa dal punto segnato in verde nella piantina del 1748, sotto.
Nella descrizione relativa alla tavola Vasi faceva riferimento a: 1) Ingresso ed antiche mura; 2) Vigna appartenente al monastero.
La piantina riporta anche 3) Cappella di S. Cosimato; 4) Chiostro principale; 5) Villa Sciarra.

Oggi

Piazza S. Cosimato è oggi nota più per il suo mercato ed i suoi molti ristoranti che per il Monastero. L'antica entrata si trova oggi ad un livello più basso e passa quasi inosservata.

La Cappella

La cappelletta dentro il Monastero (oggi un ospedale) ha una bell'ingresso finemente decorato.

Il Chiostro

Il chiostro (costruito al tempo di Sisto IV come si vede dallo stemma in sfondo-pagina) ha conservato la sua atmosfera tranquilla.

Villa Sciarra

Urbano VIII difese con nuove mura il Gianicolo e nel 1653 suo nipote, il Cardinal Antonio Barberini, comprò la maggior parte dei terreni vicini alle mura tra Porta Portese e Porta S. Pancrazio per costruirvi una residenza estiva. At the time of the small map (1748) l'area apparteneva agli Ottoboni, ma fu ricomprata dai Barberini. Con l'estinzione della famiglia Barberini e dopo una serie infinita di battaglie legali, nel 1811 la proprietà fu acquisita dai the Colonna di Sciarra, che diedero alla Villa il suo nome attuale. Nel 1886 la proprietà fu divisa ed una grande parte di essa divenne area residenziale. Grazie a Dio una coppia americana, George Wurts e Henriette Tower, comprò la proprietà vicina alle mura e la restaurò (l'area era stata pesantemente danneggiata nel 1849 durante i combattimenti tra le truppe Francesi e i sostenitori della Repubblica Romana). George Wurts portò qui le fontane e le statue che decoravano una villa del XVIII secolo vicino a Milano. Nel 1928 la signora Wurts donò per sua volontà la Villa alla Città di Roma, ma lo fece attraverso una donazione personale a Benito Mussolini, il cui nome (dopo la Seconda Guerra Mondiale) fu cancellato dall'iscrizione che celebrava la donazione.

Le immagini sopra riassumono la storia di Villa Sciarra: (da sinistra a destra): uno stemma del Cardinal Barberini; un rilievo che si può vedere anche all'entrata del Palazzo Colonna di Sciarra; il simbolo della famiglia Visconti (e uno dei simboli di Milano).

I soggetti e lo stile delle fontane e delle statue di Villa Sciarra sono del tutto differenti da quelli che tipicamente decorano le altre ville di Roma.



Brano dall'Itinerario di Giuseppe Vasi del 1761 relativo a questa pagina:


Chiesa e Monastero de' ss. Cosimo e Damiano
I monaci Benedettini possedettero questa chiesa, e fu una delle 20. Badie privilegiate. Nell'anno 1243. fu conceduta alle religiose di s. Chiara, e poi dal Pontefice Sisto IV. fu riedificata insieme con il convento. L'immagine della ss. Vergine, che sta sull'altare maggiore era nell'antica basilica di s. Pietro. Sotto l'altare sono i corpi di s. Fortunata, e di s. Severa, e li bassirilievi, che vi si vedono, stavano prima nella chiesa di s. Maria del Popolo, ove ora è la cappella Cibo.
In questi contorni, sì crede essere stati gli orti di Giulio Cesare, lasciati per testamento al popolo Romano, ed ancora la Naumachia fatta da Ottaviano Augusto.

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