Piazza di Spagna (Libro II) (Pianta B2) (II e III giorno)

In questa pagina:
Tavola di Giuseppe Vasi
Com'è oggi
La Scalinata
Santissima Trinità dei Monti
La fontana
Palazzo di Propaganda Fide
Colonna dell'Immacolata
L'Ambasciata Spagnola
S. Atanasio dei Greci e Via del Babbuino
Seconda tavola di Vasi per Piazza di Spagna


La Tavola (No. 40)


Piazza di Spagna era il centro del Quartiere degli Stranieri, il triangolo delimitato da Via del Corso, Via Frattina e Via del Babuino, dove viveva la maggioranza dei forestieri, in particolare pittori e scultori. Prese il nome dall'Ambasciata Spagnola (sulla destra). Vasi preferì mostrare Piazza di Spagna vista da nord-ovest dando enfasi al Palazzo di Propaganda Fide di Gian Lorenzo Bernini e al campanile di S. Andrea delle Fratte di Francesco Borromini. Mostrò Piazza di Spagna vista da sud-ovest (dando importanza alla scalinata) nella tavola 128. La vista è presa dal punto segnato in verde nella piantina sotto. Nella descrizione relativa alla tavola Vasi faceva riferimento a: 1) scalinata che porta alla SS. Trinità dei Monti; 2) Palazzo di Propaganda Fide; 3) Palazzo di Spagna; 4) Fontana della Barcaccia; 5) Campanile di S. Andrea delle Fratte. La piantina del 1785 riporta anche 6) SS. Trinità dei Monti; 7) S. Atanasio dei Greci; 8) Colonna dell'Immacolata.


Oggi


L'unico cambiamento riguarda la Colonna dell'Immacolata eretta da Pio IX nel 1854. Per il resto ciò che vediamo oggi è ciò che vedeva Vasi (a parte la folla che fa shopping natalizio).

La Scalinata

La Scalinata della Trinità dei Monti fu costruita nel 1721-25 da Francesco de Sanctis per collegare la Piazza con la chiesa della Trinità dei Monti. Le linee curve della scalinata ricordano il Porto di Ripetta costruito nel 1704 da Alessandro Specchi.
I costi furono sostenuti dalla Francia (un grosso donativo era stato fatto nel 1655 da un gentiluomo francese) alla quale apparteneva la chiesa e i pilastrini coi globi all'inizio della scalinata riportano i gigli della famiglia Borbone insieme con l'aquila su scacchiera di Papa Innocenzo XIII. John Keats visse e morì nella casa rosa a destra della scalinata.
Leggi il racconto di Charles Dickens sui modelli romani who used to stay on the Spanish Steps.

SS.Trinità dei Monti

La chiesa fu costruita nel 1519, ma la facciata fu completata verso la fine del XVI secolo. La scalinata fu costruita da Domenico Fontana nel 1586-1588 e lo stemma di Sisto è tuttora visibile sui pilastri. Entrambi i campanili hanno un orologio: uno con l'ora italiana, l'altro con quella francese. Di fronte alla chiesa Pio VI eresse nel 1789 un obelisco trovato vicino a Porta Salara. Sulla cima dell'obelisco un giglio e una stella, che sono i simboli araldici di Pio VI.
(Per sapere tutto sugli obelischi di Roma clicca qui).

La Fontana

La fontana fu costruita da Pietro Bernini con l'aiuto del figlio Gian Lorenzo ad un livello molto basso a causa della scarsa pressione dell'acqua. La fontana è decorata con il sole di Urbano VIII.
Vedi le incisioni di Filippo Juvarra dello stemma realizzato G. L. Bernini.

Il Palazzo di Propaganda Fide

L'edificio dedicato alla diffusione delle fede Cattolica era noto anche come Collegium Urbanum, da Papa Urbano VIII. Qui venivano educati fanciulli di tante nazionalità diverse. La facciata è del Bernini. Vedi l'incisione di Filippo Juvarra dello stemma in facciata. Borromini costruì un'altra facciata sul lato destro.

La Colonna dell'Immacolata

La colonna fu eretta nel 1854 in onore dell'Immacolata Concezione di Maria, dogma promulgato da Pio IX. Sulla cima della (vecchia) colonna di marmo cipollino si eleva la statua in bronzo di Maria. Alla base vi sono Mosè, Davide, Isaia ed Ezechiele.

L'ambasciata Spagnola


L'edificio è tuttora l'Ambasciata del Re di Spagna, come dimostra la bandera spagnola. Francesco Borromini costru' all'interno un'entrata molto bella. L'attuale facciata senza pretese è del XIX secolo.
Dall'ingresso si può vedere una bella fontana nel cortile (per altre fontane nei cortili di Roma clicca QUI).

S. Atanasio dei Greci e Via del Babbuino




In Via del Babbuino (dal nome dato ad una vecchia statua di sileno) Giacomo Della Porta costruì per Gregorio XIII una chiesa molto simile a Trinità dei Monti. La lancetta dell'orologio è il drago dei Boncompagni.
Il Babbuino era una delle statue parlanti di Roma, insieme con Marforio, Pasquino, Madama Lucrezia, Abate Luigi e il Facchino (clicca QUI per saperne di più sul Babbuino e le altre Statue Parlanti di Roma).
Una stradina laterale di Via del Babuino è Via del teatro d'Alibert da un teatro che c'era qui fino alla fine del XIX secolo. ra il più grande teatro di Roma, noto soprattutto per l'Opera e i balli di Carnevale.

Seconda Tavola di Vasi

Il "destinatario" dei 10 libri pubblicati da Vasi tra il 1746 e il 1761 non era il viaggiatore straniero ma piuttosto il pellegrino di fede: questo spiega perché nella sua veduta di Piazza di Spagna aveva preferito mostrare il Palazzo di Propaganda Fide, una delle più importanti istituzioni Cattoliche Romane, piuttosto che la scalinata. Mariano Vasi, che continuò a vendere i libri e le incisioni di suo padre, capì che i suoi acquirenti erano soprattutto viaggiatori stranieri, in qualche caso anche anticlericali. La vista originale di Piazza di Spagna fu pertanto sostituita dalla celebre Scalinata in Piazza di Spagna, un'incisione falsamente attribuita a Giuseppe Vasi, dato che l'obelisco in cima alla scalinata fu eretto nel 1789, mentre Vasi morì nel 1782.

 

Brano dall'Itinerario di Giuseppe Vasi del 1761 relativo a questa pagina:


Strada del Babuino
Da una brutta statua, che sta a giacere sopra un fonte prende il nome questa spaziosaa e nobile strada, la quale cammina dritta sotto le falde del monte Pincio, che ne' tempi andati dicevansi orti di Napoli; ora però sono tutte occupate da nobili casamenti, e da chiese e conventi. In primo luogo si trova a destra la
Chiesa di S. Atanasio, e collegio dei Greci
Da Gregorio XIII. fu eretta questa chiesa, e collegio per li giovani di nazione Greca, acciò apprendessero le scienze, e non si perdesse l'uso dell'antico rito e ceremoniale Greco. Ne fece il disegno Giacomo della Porta; il prospetto della chiesa però è di Martin Lunghi, e le pitture sono di Francesco Tibaldi. Nell' ultimo vicolo quasi incontro evvi il magnifico
Teatro di Alibert detto delle Dame
Porta questo un tal nome dal suo facitore che con somma splendidezza e magnifica proporzione lo distinse fra tutti gli altri, che sono in Roma destinati per li drammi musicali.
In questa contrada, che negli ultimi secoli dicevasi gli orti di Napoli, si crede essere stata la Naumachia di Domiziano amplissima, nella quale radunavasi tant'acqua, che a guisa di un mare, vi sì facevano i combattimenti navali per trattenimento del popolo Romano, e per esercitare ancora la gioventù a guerreggiare per mare. Finita poi la battaglia, e ritiratesi le navi, spariva in un baleno tutta l'acqua con piacere e maraviglia degli spettatori, e perchè il suolo restasse subito asciutto era tutto coperto di arene, acciò in ultimo vi si celebravano i giuochi de' Gladiatori.
Piazza di Spagna
Dopo la divisata strada si slarga la magnifica piazza, che dicesi di Spagna non solo per il palazzo dell'Imbasciatore di quel Monarca; ma ancora perchè è di giurisdizione del medesimo, e perciò è la più frequentata e abitata da' forestieri, e illustri viaggiatori; onde vi sono de' nobili alloggiamenti, e degli antiquarj condottieri in abbondanza.
Scalinata e Fontana della barcaccia
Sulla medesima piazza corrisponde la grande scalinata fattavi dal Re Cristianissimo Luigi XIV. col disegno di Franc. de Santi per rendere agevole e maestoso l'accesso alla chiesa della ss. Trinità de' Frati Minimi Francesi, che sta sul monte Pincio. E da piede si vede il fonte fattovi dal Bernino per ordine di Urbano VIII. che per essere in forma di nave, dicesi la barcaccia.

Chiesa della SS. Trinità sul Monte Pincio
Nel sito più bello del monte Pincio fu eretta questa chiesa l'anno 1494. dal Re Christianissimo Carlo VIII. ad istanza di s. Francesco di Paola, per stabilirci li Frati Minimi Francesi, e nel 1595. fu consagrata , e poi ornata di marmi, e di pitture inoltre; fra le quali la decollazione di s. Gio. Batista, e i laterali a fresco nella prima cappella a destra sono del Naldini; il s. Francesco di Sales nella seconda è di Fabbrizio Chiari; le pitture nella terza sono di Daniele da Volterra; il s. Michele Arcangelo però è di Giuseppe Corvi; e quelle nella cappella dell'Assunta sono di Gio. Paolo Rosetti, fuorchè li due figuroni negli angoli, che sono del Volterra, e le istorie nella volta, di Marco da Siena, e di Pellegrino Bologna; la natività della ss. Vergine è di Bizzarra Spagnolo; e gli Innocenti di Michele Alberti. Il Cristo morto nella cappella, che siegue, ed altre pitture sono di Paris Nogari; la natività del Signore con altre pitture sono di persona incognita. Il ciborio nell'altare maggiore è disegno di Monsù Gio. Sciampagna, il quale vi fece in stucco il mistero della ss. Trinità, e ne' laterale la statua di s. Luigi, e quella di s. Francesco di Paola; il quadro della Coronazione della santissima Vergine nella cappelletta è di Federigo Zuccheri. Le pitture nella crociata sono di Pierin del Vaga; l'Assunzione però, e gli Apostoli, e Profeti furono principiati da Taddeo Zuccheri, e poi terminati da Federigo suo fratello. La cappella di santa Maria Maddalena con le pitture a freso nelle lunette, e volta sono di Giulio Romano, ajutato da Francesco suo cognato, e i laterali colla piscina, e resurrezione di Lazzaro di Pierin del Vaga; la deposizione della Croce con tutto il resto sono di Daniello da Volterra; la ss. Nunziata colla creazione di Adamo, ed Eva, di Cesare del Piemonte, e la natività del Signore, che le sta incontro, con l'altre della ss. Vergine, sono di Paolo Cedaspe Spagnolo. Il ss. Crocifisso nell'ultima cappella è di Cesare Nebbia, e la sepoltura del Perini con due putti è opera del Lorenzetto.
Sono nel chiostro del convento altre pitture; la Canonizazione di s. Francesco è del Cav. d'Arpino; alcuni fatti del Santo sono del Nogari, altri di Marco da Faenza. I ritratti de' Re di Francia sono dell'Avanzino, ed alcune istoriette in piccolo, di Girolamo Maffei; il Santo però, che medica un infermo, è del Roncalli; e finalmente le pitture fatte nel corridore superiore con arte ottica sono del P. Gio. Francesco Nicerone del medesimo Ordine.
Palazzo di Spagna
Questo grande e magnifico Palazzo è destinato per residenza degli Ambasciatori, e Ministri del Re Cattolico; e però, come dicemmo, dà il nome a tutta la gran piazza, e ne gode ancora la giurisdizione;onde vi sono degli ufiziali, e subalterni nazionali, che ne tengono cura.

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