Chiesa della Santissima Trinità (Libro VII) (Pianta B2) (I giorno)

In questa pagina:
 Tavola di Giuseppe Vasi
 Com'è oggi
 L' Ordine dei Trinitariani
 Palazzo Nunez
 Palazzo del Principe di Polonia o Gomez o Lepri Gallo
 Calcografia di Mariano Vasi
 Oratorio del SS. Sacramento e Santi Giuseppe e Orsola
 Palazzo Boncompagni Cerasi

La Tavola (No. 128)

La chiesa era appena stata completata a spese del Re Filippo V dall'architetto Portoghese Emanuel Rodriguez Dos Santos. Come in altre tavole l'obiettivo di Vasi era un altro soggetto, ossia una vista frontale della Scalinata di Piazza di Spagna. Nella sua tavola su Piazza di Spagna Vasi scelse un punto di vista che non permetteva di vedere la scalinata.
La vista è presa dal punto segnato in verde nella piantina sotto. Nella descrizione relativa alla tavola Vasi faceva riferimento a: 1) Strada Condotti; 2) Palazzo Nunez; 3) Fontana della Barcaccia; 4) SS. Trinità sul Monte Pincio. La piantina del 1748 riporta anche 5) Calcografia di Mariano Vasi; 6) Palazzo del Principe di Polonia; 7) Oratorio del SS. Sacramento; 8) Santi Giuseppe ed Orsola; 9) Palazzo Bonompagni Cerasi.

Oggi

Per ottenere una vista quasi frontale della chiesa è necessario sacrificare la vista della scalinata alla fine di Via Condotti. Siamo nel centro del quartiere dello shopping di Roma: niente grandi magazzini, piuttosto una sorta di Old Bond Street. Il particolare di Trinità de' Monti sullo sfondo di questa pagina non mostra l' obelisco posto in cima alla scalinata solo nel 1789 da Pio VI.

L'Ordine

La Chiesa e l'annesso Convento furono costruiti per l'Ordine dei Trinitariani. Quest'ordine si dedicava alla liberazione degli schiavi Cristiani sotto i Mori o il dominio Turco. Nel XVIII già non c'era molto da fare a riguardo e l'Ordine non è più proprietario della Chiesa. Questa è la spiegazione dell'angelo e delle catene che si possono vedere nelle statue sopra l'ingresso. La facciata è adornata di un elegante (sebbene semplificato) stemma del re di Spagna.

Palazzo Nunez

Palazzo Nunez fu progettato da Giovanni Antonio de' Rossi nel 1659. Fu acquistato dai Torlonia nel XIX secolo e ampiamente rimaneggiato. L'entrata principale è in una strada laterale (Via Bocca di Leone). Di fronte all'entrata era collocata una fontana modesta e nel 1842 il Principe Marino Giovanni Torlonia la sostituì con una costituita di un elegante sarcofago Romano.

Palazzo del Principe di Polonia

Via della Croce è una strada, come Via Condotti, che collega Via del Corso con Piazza di Spagna. Secondo Vasi in questa strada c'era il Palazzo del Principe Poniatowsky di Polonia. Probabilmente Vasi si riferiva a Palazzo Gomez, poi Palazzo Lepri Gallo, costruito nel 1678 da Giovanni Antonio de' Rossi. L'edificio è oggi diviso in appartamenti. Il cortile mescola in modo bizzarro vasi di fiori, fontane, scooter e statue classiche (per altri cortili di Roma clicca QUI). Non lontano da qui, di fronte a Trinità dei Monti, Palazzo Zuccari fu noto per qualche tempo Palazzo della Regina di Polonia (la Regina Maria Casimira Sobiesky).



Calcografia di Mariano Vasi

Il negozio di Mariano Vasi (figlio di Giuseppe Vasi) si trovava all'inizio di Via del Babuino (partendo da Piazza di Spagna). Era citato come Calcografia, dal momento che vendeva stampe da incisioni eseguite sul rame (khalkos in greco). L'indirizzo citato nei Libri è Via del Babuino 122, che probabilmente coincide con l'attuale 120. Convenientemente situato al centro del quartiere degli Stranieri, offriva tutti i generi di libri e stampe per i viaggiatori istruiti. Mariano aggiornò parecchie volte la 'Guida di Roma in 8 Itinerari' di suo padre.

Oratorio del SS. Sacramento e SS. Giuseppe e Orsola

L'Oratorio del SS. Sacramento non è l'unico con questo nome. Uno maggiore si trova vicino a S. Maria in Via. Questo piccolo oratorio apparteneva ad una Arciconfraternita fondata nel 1576 e associata con la Chiesa di S. Lorenzo in Lucina. L'edificio fu ampiamente modificato nel 1724 forse da Nicola Michetti, un architetto Romano che trascorse molti anni a San Pietroburgo. L'oratorio fu sconsacrato nel XIX secolo e nel 1971 è diventato un negozio di pelli. La parete laterale dell'oratorio conserva un piccolo rilievo che fa riferimento agli antichi proprietari.
Il Convento delle Orsoline intitolato ai SS. Giuseppe e Orsola fu confiscato dal Governo Italiano nel 1870, quando Roma divenne parte del Regno d'Italia. Il convento fu trasformato nel Conservatorio di S. Cecilia. La chiesa del convento è oggi un piccolo teatro utilizzato da una scuola di arti drammatiche. La chiesa e il convento furono ampiamente restaurati nel 1760 da Clemente XIII e il chiostro conserva un elegante stemma del papa.

Palazzo Boncompagni Cerasi

Nel XVIII secolo molte nobili famiglie Romane investirono cospicuamente in edifici di grandi appartamenti da affittare ai membri della emergente classe media e al crescente numero di stranieri che visitavano Roma. (per saperne di più sull'argomento clicca su Appartamenti in affitto). Palazzo Boncompagni (in seguito Cerasi), situato in Via del Babuino, al centro del Quartiere degli Stranieri di Roma, era appetito in particolare dagli stranieri più ricchi che chiedevano una sistemazione consona al loro rango. Fu progettato nel 1738 da Domenico Gregorini.

Brano dell'Itinerario di Giuseppe Vasi del 1761 relativo a questa pagina:


Monastero e Chiesa delle Orsoline
Proseguendo il cammino per la strada del Corso, ed entrando nel terzo vicolo dopo la descritta chiesa, si vede a sinistra il monastero dell'oblate Orsoline, eretto l'an. 1684. da Laura Duchessa di Modena, madre di una Regina d'Inghilterra , con una piccola chiesa che è dedicata al Patriarca s. Giuseppe.
Chiesa della SS. Trinità in strada Condotti
L'anno 1741. fu edificata quella chiesa con disegno di Emanuele Rodriquez Portughese, terminata però da D. Giuseppe Ermosiglia spagnuolo, per un legato di D. Diego Arcivescovo di Lima, e Vice-Re del Perù, affine di stabilire in Roma i Religiosi spagnuoli dell'Ordine del Riscatto, di cui anche egli era religioso. Perciò terminata che fu, venne dedicata alla ss. Trinità, e per distinzione dell' altre chiese, porta il nome della strada, a cui appoggia. E' questa di figura ovale con sette cappelle; nella prima a destra vi è s. Caterina colla ss. Vergine dipinta da Giuseppe Paladini Messinese; nella seconda vi dipinse il quadro Lamberto Karhe Fiammingo, e nella terza D. Francesco Preziado spagnuolo. Il quadro dell'altare maggiore è di Corrado Giacquinto, e i laterali sono di D. Antonio Valasques spagnuolo, il quale dipinse a fresco anche le pitture in alto. Il quadro nell'altra cappella è di Gaetano Lapis, e quello nell' ultima del Cav. Benesiani. Le pitture a fresco nella volta, nel coro, e nella sagrestia sono di Gregorio Guglielmi; il quadretto però nell’ altare della medesima è del suddetto Preziado, e le sculture in marmo sono di Gasparo Sibilia.

Prossima tavola nel Libro VII: S. Maria delle Fornaci

Prossima tappa nell'itinerario del I giorno: Palazzo Ruspoli