Collegio di Propaganda Fide (Libro IX) (Pianta B2) (III giorno) (Vista C6)

In questa pagina:
 Tavola di Giuseppe Vasi
 Com'è oggi
 Facciata del Borromini
 La Cappella dei Magi
 Casa di Gian Lorenzo Bernini

La Tavola (No. 164 - ii)

Il Collegio fu fondato da Urbano VIII per l'ammaestramento dei missionari. La facciata principale, del Bernini, è in Piazza di Spagna.  Vasi mostra la facciata sud del Borromini costruita sotto Alessandro VII, di cui si vede il gigantesco stemma all'angolo. Il lato ovest è mostrato nella tavola 146.
La vista è presa dal punto segnato in verde nella pianta del 1748, sotto. La pianta riporta anche 1) Facciata di Francesco Borromini; 2) Lato ovest dell'edificio; 3) Cappella dei re Magi; 4) Casa di Gian Lorenzo Bernini.

Oggi

Il palazzo è tuttora destinato al so antico scopo, ma il piano terra è stato convertito in negozi. Lo stemma di Alessandro VII è andato perduto, ma i suoi simboli sono rimasti sulle grandi finestre del primo piano, mentre l'ape di Urbano VIII sta in cima alle finestre del negozio.


Facciata del Borromini

L'ingegnosità del Borromini e la sua tipica maniera di combinare le linee curve può essere apprezzata in dettaglio all'ingresso del Palazzo.

Cappella dei Magi

Bernini aveva costruito per Urbano VIII una piccola cappella dentro il palazzo. Con la morte del Papa le fortune di Bernini decaddero e a Borromini fu chiesto di demolire la cappella e di costruirne una nuova che fu completata sotto Alessandro VII (vedi il suo stemma all'entrata della cappella). Dal momento che Bernini viveva di fronte al Palazzo di Propaganda Fide dovette sopportare di vedere la propria opera cancellata dal rivale. E' un peccato che abbiamo perduto la cappella ellittica di Bernini (che ispirò il suo ultimo lavora in S. Andrea al Quirinale), ma la cappella di Borromini la compensa. A prima vista tutto sembra così nitido e semplice, ma il risultato è raggiunto in maniera molto sofisticata. I sei busti raffigurano i cardinali che proteggevano le missioni (sotto, il busto del Cardinal Antonio Barberini): le statue sono generalmente ascritte agli allievi di Alessandro Algardi, ma gli alti basamenti neri furono disegnati da Borromini.

Casa di Gian Lorenzo Bernini

Pietro Bernini, padre Gian Lorenzo, si trasferì a Roma nel 1606 e si stabilì in una casa di fronte a S. Maria Maggiore dove suo figlio continuò a vivere per molti anni, sebbene a quei tempi S. Maria Maggiore fosse un posto piuttosto remoto. Il favore di Urbano VIII, che commissionò a Bernini palazzi, chiese e la decorazione di S. Pietro, rese Gian Lorenzo Bernini ricchissimo e lo indusse a trasferirsi in una posizione più centrale. Nel 1642 egli comprò due edifici in Via della Mercede: in uno (quello rossastro, nella fotografia) stabilì la sua residenza e il suo laboratorio, l'altro lo affittò. Bernini visse in questa casa fino alla morte nel 1680. Lasciò una fortuna e i suoi eredi in seguito si trasferirono in un edificio ancora più ambito in Via del Corso di fronte a Palazzo Ruspoli e che è noto come Palazzo Bernini. L'iscrizione della fine del XIX secolo fa riferimento al fatto che papi e principi si inginocchiarono davanti a lui. Bernini aveva una personalità molto gradevole e, per dirla con termini di oggi, aveva grandi abilità di marketing, e tuttavia era consapevole dell'autonomo valore dell'arte e del proprio valore come artista. Quando la Regina Christina di Svezia gli fece visita, egli la ricevette nel suo laboratorio in abiti da lavoro, a voler significare che la sua attività d'artista aveva la precedenza sulle regole del protocollo.

Brano dall'Itinerario di Giuseppe Vasi 1761 relativo a questa pagina:


Collegio di Propaganda Fide
Corrisponde medesimamente sulla detta piazza questo gran Collegio, il quale ebbe principio l'anno 1622. Gregorio XV. per provvedere ai bisogni e dilatazione della Fede Cattolica, e però nel Pontificato di Urbano VIII. fu eretto qui il collegio col disegno del Bernini, e vi furono collocati delli studenti di varie nazioni orientali, a fine di imparare le scienze, e poi propagate in quelle parti la Fede. Fu dipoi terminata la fabbrica dal Borromino; la chiesa però corrisponde nella strada a sinistra, ove si vede il capriccioso prospetto fatto dal medesimo Borromino: ma però entro il collegio, e vi sono delle buone pitture. La conversione di s. Paolo nella prima cappella a destra è di Carlo Pellegrini, ma col disegno del Bernini; il s. Filippo Neri nella seconda è di Carlo Cesi, e i Re Magi nell'altare maggiore sono del Geminiani; le pitture di sopra sono di Lazzaro Baldi. Il ss. Crocifisso dall'altra parte è del suddetto Geminiani; i santi Apostoli colle reti sono copie del Vasari, e le pitture nella superiore cappella del Collegio sono di Gio. Ventura Borghesi.

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