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IL CONCLAVE: CURIOSITÀ |
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Morto un papa, se ne fa un altro, in altre parole la vita
continua. Ogni giorno durante i novendiali si tiene una messa in San
Pietro con la partecipazione di tutti i cardinali: ogni giorno un cardinale
diverso pronuncia l'omelia e sebbene il discorso sia centrato sulle virtù del
defunto papa, essa pure accenna alle desiderate caratteristiche del successore.
Tutti i cardinali partecipano a questa prima parte del processo che porterà
all'elezione del nuovo papa, ma solo i cardinali al di sotto degli 80 anni di
età partecipano effettivamente al conclave. Questa limite di età fu introdotto
da Papa Paolo VI e confermato da Papa Giovanni Paolo II, nonostante l'opinione
contraria di molti membri della chiesa e e di molti teologi.
Stemmi del papa e del cardinale titolare in S. Maria della Pace Cardine è il perno attorno a cui ruota un giunto e cardinale era l'aggettivo che designava diaconi, presbiteri e vescovi che sostenevano l'attività delle antiche chiese Romane, chiamate tituli. Col tempo divenne l'appellativo che designava coloro che avevano diritto di partecipare all'elezione del papa, che nei primi secoli della Chiesa fu molto spesso scelto fuori del Collegio Cardinalizio, com'era chiamato il gruppo dei cardinali. Nella struttura della diocesi Romana ci sono sei vescovi suburbicari (i vescovi di Porto, Albano, Frascati, Velletri, Palestrina e Sabina, una regione a nord di Roma, così che ci sono solo sei cardinali-vescovi). Nel 1586 Papa Sisto V stabilì che il numero totale di cardinali non dovesse superare i 70 con la seguente suddivisione: 14 cardinali diaconi, 50 cardinali presbiteri e i sei cardinali vescovi appena menzionati. Nel 1958 questo limite fu abolito, ma i riferimenti alle chiese di Roma furono mantenuti e questo spiega perché la maggior parte delle chiese mostra all'ingresso due stemmi: quello del pontefice regnante e quello del cardinale titolare.
Alcuni stemmi di cardinali (Aprile 2005) La maggior parte degli stemmi dei cardinali furono disegnati quando essi furono nominati vescovi e perciò mostrano simboli religiosi: in alcuni casi il motto non è nemmeno scritto in latino. Diversi cardinali hanno lo stesso motto: Ut (Omnes) Unum Sint, le parole iniziali di un'enciclica di Papa Giovanni Paolo II. Extra omnes: con queste parole il maestro di cerimonie annuncia l'inizio del conclave chiedendo a tutti quelli che non hanno il diritto di parteciparvi di lasciare la Cappella Sistina: quasi un terzo dei cardinali nel 2005 ha dovuto lasciare la sala perché ultraottantenni: degli altri 117, alcuni non hanno partecipato perché malati. Di fatto, quello del 2005 non è stato un vero e proprio conclave. La parola conclave si riferisce infatti alle procedure introdotte nel XIII secolo per proteggere i cardinali dalle ingerenze esterne: in base a queste regole i cardinali venivano confinati in un preciso luogo e non potevano comunicare con nessuno. I conclavi tenuti in Vaticano si sono sempre tenuti nella vasta Cappella Sistina che veniva divisa da pannelli di legno in tante piccole celle dove i cardinali dovevano vivere fino all'avvenuta elezione. Papa Giovanni Paolo II, ritenendo tale sistemazione non più compatibile con i canoni della vita moderna ha fatto costruire l'Ospizio di Santa Marta dove i cardinali che partecipano al conclave trovano una certamente spartana ma comunque comoda sistemazione. Inoltre i cardinali, secondo le nuove regole, possono muoversi all'interno del Vaticano, rimanendo la Sistina il luogo delle elezioni. Le vecchie regole, nonostante tutte le severe restrizioni, non proteggevano in realtà i cardinali dalle pressioni esterne. Il I Settembre 1914 (la Prima Guerra Mondiale era appena cominciata) un cardinale austriaco lesse agli attoniti colleghi, il primo giorno del conclave chiamato a nominare il successore di Papa Pio X, una lettera scritta dall'imperatore (del Sacro Romano Impero) in cui metteva il veto alla possibile elezione del Cardinal Rampolla del Tindaro, ritenuto filofrancese, che pertanto fu escluso dalla competizione. Questa fu l'ultima patente ingerenza di un governo in un conclave. Molti tendono a raggruppare i cardinali secondo la loro nazionalità (Italiani, Sudamericani, Africani, e così via) credendo che questi gruppi possano agire in conclave come partiti di un parlamento. Se accettiamo che questo parallelo posa avere dei fondamenti i "partiti politici" nei quali i cardinali si dividono hanno semmai a che fare con la loro visione sulle sfide chiave che la Chiesa Cattolica Romana si trova a fronteggiare. Nel 1963 i cardinali erano assai divisi sui grandi cambiamenti introdotti dal defunto Papa Giovanni XXIII e alcune eco di questa divisione si sono ripercosse anche nei conclavi successivi. Una carriera che mescoli impegni curiali e responsabilità pastorali può aumentare le chances di un certo cardinale: anche aver tenuto una certa nunziatura può aiutare, anche se talvolta può non essere vista con occhio favorevole dato che il nuncio può aver avuto stretti legami con un dittatore. Un altro possibile ha a che fare con le loro responsabilità: molto spesso quelli che hanno tenuto a lungo ruoli di responsabilità nel governo centrale della chiesa, la Curia (nome che deriva da una delle antiche istituzioni romane) hanno visioni differenti da quelli coinvolti in attività più pastorali. Poiché la nomina dei cardinali è riservata al papa che a sua volta è eletto dai cardinali (chiamati anche Principi della Chiesa), da un punto di vista politico il governo della chiesa può essere classificato come un processo di cooptazione (anche nella Serenissima Repubblica di Venezia per quasi mille anni il doge fu eletto a vita dall'aristocrazia). Chi entra papa, esce cardinale è il detto popolare romano, per indicare che è lo Spirito Santo a guidare i cardinali nelle loro decisioni che tutti i pronostici sono destinati a fallire. Per Benedetto XVI il detto non ha funzionato: entrato in cardinale da papa da papa ne è uscito.
Lo stemma (che sarà sostituito) del papa regnante (Giovanni Paolo II) nei Giardini Vaticani visto dalla cupola di San Pietro Mentre i cardinali sono impegnati nelle votazioni, il Giardiniere Capo del Vaticano ripassa attentamente gli stemmi per prepararsi a modificare l'aiola dietro San Pietro (e visibile dalla cupola) dove un nuovo stemma vegetale sostituirà quello del papa defunto. Il Nuovo Papa Fumata nera è una locuzione che in italiano si usa per significare una decisione negativa. Essa deriva dal modo con cui i cardinali informano il mondo esterno che una votazione non ha portato all'elezione del nuovo papa. Al contrario fumata bianca significa decisione positiva. Le schede, dopo essere state scrutinate e contate, vengono bruciate con degli additivi per dare alla fumata il colore voluto (con della paglia umida un tempo per la fumata nera) mentre la gente in San Pietro dal colore della fumata vedrà se il nuovo papa è stato eletto o no.
Apparizione del Papa dalla loggia di San Pietro - Portantini del Papa (stampe del XIX secolo) Nuntio vobis magnum gaudium: con queste parole il cardinal decano
annuncia il nuovo papa, quindi aggiunge il nome del cardinale: "Cardinalem
Josephus Ratzinger, qui sibi nomen posuit Benedictum XVI"
Un negozio che vende abiti ecclesiastici ed un abito molto speciale L'area vicina a S. Maria sopra Minerva è nota per la presenza di molti negozi che vendono paramenti per il clero e oggetti per le cerimonie religiose. La vetrina della Sartoria Gammarelli non mette in mostra tuttavia abiti per preti, frati e suore, ma solo uno zucchetto bianco, il copricapo papale. Gammarelli fornisce l' abito papale per l'apparizione del nuovo papa. Ne vengono in realtà preparati tre di diverse taglie e aggiustati all'ultimo minuto con degli spilli o aghi di sicurezza.(Per papa Benedetto XV, davvero mingherlino, anche il più piccolo dei tre risultò troppo grande: il sarto dovette far miracoli) Il Nuovo Vescovo di Roma In passato la cerimonia più importante che segnava l'elezione del nuovo papa era la processione che lo accompagnava dal Vaticano fino a S. Giovanni in Laterano, antica sede papale. La processione era chiamata possessio dato che il papa, attraversando l'intera città, prendeva possesso di Roma.
1724 stampa di Bernard Picart (1673-1733) che illustra la "possessio" di Benedictus XIII Molti pittori ed incisori hanno lasciato una memoria visiva di questa processione. Per mostrare la processione in tutta la sua interezza essi usavano uno schema bustrofedico, cioè avanti e indietro per tutta la pagina: il termine deriva dal modo in cui i buoi arano un campo.
Il papa sul cavallo bianco Il papa raggiungeva S. Giovanni in Laterano a cavallo di una mula o di un cavallo bianco o su di un elaborato littorio. La processione partiva dal Vaticano verso Castel Sant'Angelo, attraversava il Tevere a Ponte Sant'Angelo e si dirigeva verso S. Andrea della Valle, il Campidoglio, il Colosseo, S. Clemente per raggiungere alla fine Piazza di S. Giovanni in Laterano (l'unico luogo specifico mostrato nella stampa).
I cardinali-vescovi e la banda Tutti i cardinali seguivano il papa, prima i cardinali-vescovi, poi i cardinali-presbiteri, infine i cardinali-diaconi. Trombe e tamburi annunciavano l'arrivo della processione. Rappresentanti delle gilde aspettavano l'arrivo del papa ed in varie forme gli dimostravano sottomissione e devozione. Gli Ebrei gli mostravano una Bibbia ed il papa di turno, riconoscendo la santità del libro, li biasimava tuttavia per la falsa interpretazione che ne davano.
Archi trionfali eretti nel 1724 e nel 1721 Ciascuna gilda o "nazione" (comunità di stranieri viventi a Roma) era responsabile per la decorazione di un tratto dell'itinerario. La municipalità di Roma era solita erigere un arco trionfale provvisorio in Piazza del Campidoglio e in alcune occasioni la comunità dei Fiorentini faceva lo stesso vicino a S. Giovanni dei Fiorentini (they made a special effort in 1605 to celebrate the election of Pope Leone XI, il Cardinal fiorentino Alessandro de' Medici: the arch was particularly rich, but it did not bring good luck to the pope who on that same day got sick and passed away ten days later). Gli archi più magnificenti furono eretti nel Foro di fronte agli Orti Farnesiani dal Duca di Parma (un Farnese): il primo per il possessio di Innocenzo X nel 1644. Essi erano progettati da alcuni dei migliori architetti del momento: Girolamo Rainaldi (Innocenzo X - 1644); Carlo Rainaldi (Clemente IX - 1667; Clemente X - 1670; Alessandro VIII - 1689); Carlo Fontana (Innocenzo XII - 1692; Clemente XI - 1701); Ferdinando Fuga (Benedetto XIV - 1740). L'immagine dello sfondo di questa pagina mostra uno stemma di Giovanni Paolo II. |