Digressione di Giuseppe Vasi - Velletri

Una visita alla Velletri di oggi dovrebbe partire dalla Chiesa del Salvatore. L'iscrizione in Latino spiega cosa successe a Velletri tra il Settembre 1943 e il Maggio 1944: "CHRISTO SALVATORI MATRI VIRGINI AB IMMANIS RUINIS BELLI INST. AN. MCMXLVI". Nel 1946 fu interamente ricostruita dopo gli IMMANI danni di guerra. Velletri fu particolarmente colpita dalla battaglia che seguì allo sbarco degli Alleati ad Anzio e il numero dei senzatetto era così alto che la città fu ricostruita in fretta per fornire loro una sistemazione. Si prestò però scarsa attenzione all'aspetto antico.


Chiesa del Salvatore e Torre del Trivio

Il principale monumento sopravvissuto è un'alta torre all'incrocio di tre strade usata come campanile per la vicina chiesa di S. Maria del Trivio che ha una facciata Neoclassica. L'importanza di Velletri crebbe con i tentativi del governo papalino di reclamare le terre paludose tra la città e il mare. Nel 1850 aveva approssimativamente 12.000 abitanti ed era la più importante città dello Stato Pontificio a sud di Roma.


Porta Napoletana

Velletri era attraversata dalla Via Appia: la sua porta nord (Porta Romana) è andata perduta mentre quella sud (Porta Napoletana), sebbene ampiamente restaurata, è ancora al suo posto.

Palazzo Municipale e S. Maria del Sangue


Velletri era rinomata per due palazzi: il Palazzo Municipale disegnato dal Vignola e completato da Giacomo della Porta e Palazzo Lancellotti o Ginnetti disegnato da Martino Longhi. Furono entrambi distrutti dagli eventi bellici, ma il Palazzo Municipale fu ricostruito dov'era e come era. Vicino ad esso c'è un oratorio Rinascimentale: la sua forma ottagonale era tipica dei battisteri.


Particolari della Cattedrale: abside e cupola


La cattedrale di Velletri fu costruita nel corso di molti secoli e non ha una facciata ma un'entrata laterale fiancheggiata da due lunghi portici. Uno stemma dei Della Rovere (usato come sfondo di questa pagina) indica che il Cardinal Giuliano della Rovere (futuro Papa Giulio II) contribuì all'abbellimento della chiesa.


S. Antonio, oratorio del XVIII secolo, dietro S. Lorenzo e la chiesa dei SS. Pietro e Bartolomeo

Velletri offre una gamma di chiese di vari periodi: il portale della chiesa medievale di S. Antonio è decorato con pezzi della trabeazione di un tempio Romano. Un oratorio dietro S. Lorenzo mostra la forma curva tipica dell'architettura Barocca, mentre la chiesa dei SS. Pietro e Bartolomeo ha una facciata Neoclassica.

Brano dall'Itinerario di Giuseppe Vasi del 1761 relativo a questa pagina:


Città di Velletri
Sulla medesima strada 24. miglia lungi da Roma è questa insigne città, la quale fu la metropoli e capo de' Volschi, ed e illustre per il nascimento della famiglia Ottavia Augusta; perciò Ottaviano vi ebbe delle delizie, come ancora Tiberio, Nerva, Cajo Caligola, e Ottone, delle quali ancor oggidì se ne vedono li vestigj. Ma lasciate le profane memorie, si crede, che quì s. Pietro nella seconda volta, che venne da Gerusalemme a Roma, o pure s. Paolo nel passare, che fece da questa città, vi spargesse la parola evangelica; ma con più probabilità si presume ciò di s. Clemente oriundo da Velletri, per avergli i Velletrani dedicato dopo il di lui martirio il più magnifico tempio, che avevano, eretto a Marte, che oggidì è la chiesa cattedrale, alla quale fu poi da Eugenio III. unita, come diremo, quella di Ostia. E' riguardevole in questa città il palazzo Ginnetti, colla magnifica scala tutta di candidi marmi, e la statua di metallo eretta nella piazza ad Urbano VIII. per benemerenza da quel popolo.

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