Digressioni di Giuseppe Vasi - Albano
Secondo la leggenda Alba Longa fu fondata da
Ascanio, figlio di Enea, l'eroe Troiano dai quali i Romani pretendevano di
discendere. Poiché Ascanio aveva visto in sogno una scrofa bianca chiamò la
città Alba. Longa era un riferimento alla forma della città. Una scrofa
bianca è il simbolo della Albano di oggi.
Rovine romane fuori Albano in un disegno del 1796 di Carlo Labruzzi e oggi L'espansione di Alba Longa ebbe luogo agli inizi del III secolo quando l'imperatore Settimio Severo vi costruì un accampamento (Castra Albana) per ospitare una legione di fedelissimi.
Rovine della porta principale e di quella più esterna; bassorilievi romani all'ingresso di S. Pietro L'accampamento aveva la tipica forma rettangolare dei castra romani con le due strade principali che lo dividevano in quattro identici quartieri. Nel 1944 Albano soffrì pesanti bombardamenti e il crollo di un edificio portò alla luce l'antica porta maggiore della città Romana in esso incorporata.
Terme di Caracalla e Tombe dei Curiazi L'imperatore Caracalla, figlio di Settimio Severo, costruì per i legionari che stazionavano nei Castra Albana delle grandi terme per guadagnarsi il loro favore dato che aveva ucciso il fratello Geta e temeva la loro reazione. Mura imponenti (in parte incorporate in edifici posteriori) sono tuttora visibili all'estremità inferiore della città, mentre una grande cisterna alla sua sommità garantiva un regolare rifornimento d'acqua. Fuori di Alba Longa ci sono alcune strane tombe con torretta conica su base quadrata. Si pensava che fossero le tombe dei Curiazi, i tre fratelli di Alba Longa che combatterono contro gli Orazi, tre fratelli Romani, in un duello che avrebbe dovuto sostituire la guerra tra Roma e Alba Longa (le due tombe degli Orazi si possono vedere lungo la Via Appia).
S. Maria della Rotonda in un disegno del 1796 di Carlo Labruzzi Durante il Medio Evo la città fu abbandonata e solo nel XII secolo riacquistò la sua importanza per la sua posizione strategica lungo la Via Appia. Essa divenne dominio della famiglia Savelli, alla quale appartenne fino al 1697 quando fu acquistata dalla Camera Apostolica e divenne possedimento diretto del papa (la villa papale di Albano appartiene alla Santa Sede). Durante questo periodo furono costruite molte chiese facendo uso di costruzioni romane e anche Albano ha una sorta di Pantheon (Santa Maria della Rotonda) che sfrutta il nymphaeum della villa di Domiziano.
I campanili di S. Pietro e di S. Maria della Rotonda I campanili delle chiese medievali di Albano sono molto simili a quelli che si vedono a Roma.
S. Paolo e la Cattedrale Nel XVIII secolo Albano divenne residenza estiva di molte importanti famiglie Romane e la sua popolazione crebbe significativamente. Nel 1721 una grande cattedrale fu progettata da Francesco Buratti e più tardi alla chiesa di S. Paolo in cima al colle fu data una nuova facciata.
Ingresso al palazzo in Piazza S. Paolo, una finestra di Palazzo Savelli Albani e l'esedra di fronte a Palazzo Lercari Altri edifici del XVIII secolo si possono trovare passeggiando lungo le (affollate) strade della Albano di oggi.
S. Maria della Stella La chiesa di S. Maria della Stella, situata in un'oasi di pace lungo la strada che un tempo conduceva ad Ariccia, fu ampiamente restaurata alla fine del XVII secolo e ricevette un'elegante decorazione in stucco. Brano dall'Itinerario di Giuseppe Vasi del 1761 relativo a questa pagina:
Prossima tappa nei dintorni di Roma: Castelgandolfo |