Basilica di S. Sebastiano (seconda parte) (Libro III) (V giorno)

In questa pagina:
Circo di Caracalla (Circo di Romolo o Massenzio)
S. Urbano
Ninfeo di Egeria
Sepolcro di Annia Regillia
Valle della Caffarella
SS. Nunziata

Circo di Caracalla

Fino al 1825 il grande circo vicino alla tomba di Cecilia Metella era chiamato Circo di Caracalla per via di una statua dell'Imperatore trovata nelle vicinanze. In linea con un'iscrizione trovata da Nibby nel 1825, oggi è chiamato Circo di Massenzio o di Romolo perché sappiamo che fu eretto da Massenzio nel 309 e dedicato al figlio Romolo (morto nel 307). Massenzio spostò qui un obelisco eretto dall'imperatore Domiziano in Campo Marzio. L'obelisco fu riportato a Roma dal Bernini per essere posto in cima alla fontana dei Quattro Fiumi in Piazza Navona.  Il particolare nell'angolo in basso a destra mostra l'uso del vasellame per illuminare le volte.
Puoi saperne di più sulla Via Appia nelle due pagine Via Appia dalla tomba di Cecilia Metella alla Torre in Selci e Via Appia dalla Torre in Selci alle Frattocchie.

S. Urbano

Abbandonata la Via Appia Pignatelli, che collega la Via Appia Antica con la Via Appia Nuova, un grande ristorante specializzato in matrimoni offre nel pacchetto la piccola chiesa di S. Urbano. Originariamente era un tempio appartenente alla villa di Erode Attico e fu poi trasformato in una chiesa. Nel 1634 Urbano VIII lo restaurò e le quattro belle colonne del portico furono incorporate nei muri.

Ninfeo di Egeria

L'area vicino a S. Urbano fu per molti secoli associata al secondo re di Roma, Numa Pompilio. Qui era la foresta sacra e la grotta dove s'incontrava con la ninfa Egeria, sua protettrice e consigliera. La grotta è in realtà una cavità artificiale, un tempo adornata di statue ed usata come ricovero estivo per la grande villa suburbana di Erode Atticus, in seguito incorporata nel palazzo di Massenzio: nel XVIII secolo la visita alla grotta era un must per i viaggiatori istruiti: Goethe ne fece anche uno schizzo. Nell'angolo in basso a destra le rovine di una vicina cisterna.

Sepolcro di Annia Regillia

Questo elegante tempio in mattoni (II secolo d.C.) si pensava che fosse il tempio del Deus Rediculus, ma oggi si ritiene che abbia a che fare con la tomba eretta da Erode Attico in onore della moglie Annia Regillia (del cui assassinio fu sospettato). La sua ricca decorazione ha un sapore barocco. Per secoli fu usato come fienile, come si vede in questo disegno del 1789 di Carlo Labruzzi.

Valle della Caffarella

S. Urbano, Ninfeo di Egeria e Sepolcro di Anna Regillia si trovano tutti in una vasta tenuta agricola tra la Via Appia Pignatelli e la Via Appia Nuova conosciuta come Valle della Caffarella (riferimento al Cardinal Scipione Borghese Caffarelli). La proprietà fu acquistata dai Torlonia nel XIX secolo. Negli anni '90 del XX secolo fu acquistata in parte dal Comune e aperta al pubblico.

I punti più elevati del parco offrono panorami non rovinati dai moderni edifici. Le immagini sopra mostrano (a sinistra) Cecilia Metella e S. Urbano; (a destra) la cupola di S. Pietro e Porta S. Sebastiano.

La fattoria più importante del parco è una sorta di piccola fortezza con torre di guardia. I corridori della domenica devono farsi strada fra le greggi di pecore.

Torre Valca è il nome corrente di una torre medievale costruita dai Caetani per proteggere la loro fortezza presso la tomba di Cecilia Metella. L'edificio situato a cavallo di un piccolo corso d'acqua (il fiume Aimone) era chiamato Valca, da gualchiera, un processo dell'industria tessile per il quale era usato in tempi più recenti. Un edificio Romano vicino a Torre Valca è noto come Colombario Costantiniano ma è una tomba dello stesso periodo del Sepolcro di Annia Regillia.

SS. Nunziata

I pellegrini più pii possono estendere la loro visita alle Sette Chiese raggiungendo da S. Sebastiano il monastero di S. Paolo alle Tre Fontane o il Santuario del Divino Amore. Una stradina stretta (via di S. Sebastiano) conduce a queste località remote. I pellegrini possono trovare un po' di riposo nella cappella della SS. Annunziata, che tuttora conserva l'iscrizione celebrante il suo restauro da parte di Urbano VIII.

Puoi saperne di più sulla Via Appia nelle due pagine La Via Appia dalla tomba di Cecilia Metella alla Torre in Selci e La Via Appia dalla Torre in Selci alle Frattocchie.

Brano dall'Itinerario di Giuseppe Vasi del 1761 relativo a questa pagina:


Circo di Caracalla
Rimane solamente di questo Circo, che da alcuni viene stimato per opera di Gallieno, un masso di materia laterizia, che era l’ingresso principale, ed il piantato d'intorno al Circo, in mezzo del quale fu ritrovato l'obelisco egizio, che ora si vede sul nobilissimo fonte da piazza Navona. Non molto lungi si vede, ancora la
Chiesa di s. Urbano alla Caffarella
Fra le molte rovine, che si vedono in queste campagne, sono notabili quelle di un tempio creduto di Bacco, posto in un sito alto nella tenuta della Caffarella, che sino al Pontificato di Urb. VIII. stette coperto di spine, e siepi. E' questo fatto di mattoni, ed ha un portico con colonne marmoree scannellate: di sotto poi vi è l'oratorio ove s. Urbano catechizzava, e battezzava i nuovi fedeli. Nel basso di questo colle si crede essere stata la celebre Fonte di Egeria e delle Camene. Appresso al fonte era il bosco, e la spelonca, in cui Numa soleva segretamente trattenersi per dare a credere d'aver notturni congressi con quella Dea, e però i Sacerdoti vi andavano per sagrificarvi alla Fede.
Chiesa della ss. Nunziata
Non molto discosto siede questa chiesa, presso cui ne' primi tempi del cristianesimo fu eretto un ospizio per li poveri pellegrini, che venivano in Roma a visitare i sagri Limini, acciocchè stessero lontani da' Gentili. Nell'an. 1270. essendo rinnovata, e consagrata la chiesa, fu poi conceduta alla Compagnia del Confalone. Quindi camminando per quelle campane inzuppate del sangue di tanti ss. Martiri, cioè di quei Cristiani, che lavorarono nelle terme Diocleziane, i quali in ricompensa, e per odio della santa Fede furono fatti morire, detto perciò da varj Scrittori Campus trucidatorum.

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prima parte (S. Sebastiano and Cecilia Metella).

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