Digressione di Giuseppe Vasi - Castelgandolfo

Castel Gandolfo, piccolo feudo dei Savelli situato  su di un promontorio che s'affaccia sul Lago di Albano, divenne possedimento diretto dei papi verso la fine del XVI secolo. Papa Urbano VIII lo scelse come residenza estiva, funzione che Castel Gandolfo riveste tuttora perché il palazzo, costruito nel 1624 da Carlo Maderno, appartiene tuttora al papa e gode del privilegio dell'extraterritorialità.


Viste sul lago

Nonostante la sua vicinanza a Roma, rigidi regolamenti ambientali hanno limitato il numero di edifici moderni che si affacciano sul lago, il quale, sulle sponde meridionali, conserva le sue antiche foreste.


Palazzo Pontificio

Il palazzo fu ampliato da diversi papi e i loro stemmi o iscrizioni celebrano queste modifiche. L'orologio è ancora diviso in sei sestanti secondo il sistema italiano che era in vigore in Italia  prima che Napoleone imponesse di passare al sistema europeo e che fu reintrodotto a Roma dopo il 1815 (per una spiegazione dell'ora italiana clicca QUI).


S. Tommaso di Villanova


Papa Alessandro VII commissionò a Gian Lorenzo Bernini l'erezione di una chiesa nella piazza principale di Castelgandolfo. A causa dello spazio limitato Bernini scelse una forma a croce greca. Negli ultimi anni della sua vita Bernini progettò tre chiese: ognuna di esse di forma diversa dall'altra: circolare in S. Maria dell'Annunciazione in Ariccia, ellittica in S. Andrea al Quirinale e a croce greca nella chiesa di Castelgandolfo dedicata a S. Tommaso di Villanova.


Interno di S. Tommaso di Villanova: decorazione della cupola interna e S. Luca, patrono dei pittori


Per la decorazione di S. Tommaso di Villanova Bernini si appoggiò ad una squadra collaudata di assistenti e in particolare ad Antonio Raggi, uno scultore estremamente talentuoso nel progettare statue aeree in stucco (altre opere di Raggi stanno nel soffitto del Gesù).


Ingresso alla piazza principale e fontana

Urbano VIII protesse l'entrata alla città appoggiando al palazzo papale una torre rotonda. Fece lo stesso nel Palazzo del Quirinale. La fontana sulla piazza principale (in realtà l'unica piazza) di Castelgandolfo fu progettata da Bernini che seguì uno schema comune a molte fontane di Roma.


Iscrizioni celebranti lavori fatti fare dai papi

 

Per il fatto di essere la residenza estiva dei papi, Castelgandolfo è piena di stemmi papali o iscrizioni celebranti miglioramenti fatti dai papi. Le due iscrizioni di Clemente XI (1712) e Clemente XIV (1773) fanno riferimento alla risistemazione dell'accesso alla città e sono interessanti perché mostrano il cambiamento di stile che si verificò nella seconda metà del Settecento. La prima iscrizione segue lo schema dei cartouche barocchi ad imitazione di una pergamena arrotolata, mentre la seconda adopera un antico formato romano molto più sobrio, che era già stato usato nel 1743 per segnare i confini dei Rioni romani. Ci sono parecchi stemmi di Giovanni Paolo II a Roma: in molti casi sono stati disegnati in modo del tutto nuovo, ma l'esempio mostrato sopra (in S. Tommaso di Villanova) segue il più tradizionale schema barocco. Anche la lunga iscrizione  è in linea con la tradizione, nel senso che la sua lunghezza è inversamente proporzionale all'importanza del contenuto (la tinteggiatura della facciata ed il restauro di parti del tetto in piombo.


Villa Barberini

Il privilegio dell'extraterritorialità si applica anche ad una villa con un parco che raggiunge Albano che apparteneva ai Barberini, i quali preferivano risiedere a Castelgandolfo piuttosto che a Frascati dove la maggior parte delle famiglie romane avevano la residenza estiva. Le api dei Barberini sono quasi dappertutto  e una di esse è finita sullo sfondo di questa pagina. Lo stemma mostra anche il simbolo araldico della famiglia Colonna, molto probabilmente per via del matrimonio tra Don Taddeo Barberini e Donna Anna Colonna.


In giro per Albano: Chiesa del Convento dei Riformati, un ritratto di Giovanni Paolo II, una cappella in Albano

Ci sono due strade che collegano Castelgandolfo con Albano, entrambe chiamate Galleria perché i rami degli alberi che le fiancheggiano nascondono la vista del cielo. Mentre la Galleria di sotto ha perso la sua bellezza a causa del traffico la Galleria di sopra costituisce tuttora una bella passeggiata con vita sul lago. Lungo la galleria c'è un monastero con una chiesa che mostra un globo tra gli stemmi di Urbano VIII e di Sisto V: il globo è un riferimento al Collegio di Propaganda Fide, l'istituzione fondata da Urbano VIII per coordinare gli sforzi missionari della chiesa. La galleria termina presso una cappella appartenente al Convento dei Cappuccini di Albano.

Brano dall'Itinerario di Giuseppe Vasi del 1761 relativo a questa pagina:


Castel Gandolfo, e monte Albano
Per due amenissime strade da Albano si passa a quel nobile castello, una sopra il colle, e l'altra di sotto, ricoperte ambedue di altissimi e folti alberi, onde ne' calori estivi vi si gode lo spasseggio con un ombrosa frescura.
Da Gandolfo Savelli allora Principe di Albano fu eretto un castello in quell'amenissimo sito, di cui compiaciutosi poi Paolo V. e insieme della delizia del suddetto lago, vi edificò un palazzo per suo diporto, cd essendo poi da Urb. VIII. accresciuto di comodi, e compito da Alessandro VII. con deliziose fontane e comodissime strade, principiò a popolarsi, talmente che il medesimo Pontefice, per fare le sagre funzioni, e dare a quelli abitatori maggior comodo, vi fece una nuova chiesa col disegno del Cav. Bernini, ed anche altri personaggi vi fecero nobilissimi casini con giardini e ville.


Prossima tappa nei dintorni di Roma: Ariccia