I ROMANI INCONTRANO GLI ELEFANTI

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Quasi un film
Scontro col Mondo Greco
La Prima Guerra Punica
La Seconda Guerra Punica
Crisi, Disperazione e Resurrezione
Iconografia

Quasi un Film

I Romani, sconfiggendo i Volsci, ebbero l'opportunità di aumentare i loro contatti con le ricche colonie greche della Campania Felix, la fertile pianura costiera collocata nord del Golfo di Napoli. Essi entrarono in contatto anche con un'altra popolazione italiaca, i Sanniti, che controllavano gli Appennini meridionali, compresi alcuni passi chiave. All'inizio le relazioni coi Sanniti furono pacifiche: un trattato fu firmato nel 354 per stabilire i diritti sul commercio e definire le rispettive aree di influenza.
Nel 343, cioè solo pochianni dopo, il trattato fu rotto, quando i Romani si allearono con le città della costa minacciate dai Sanniti. La prima guerra ebbe una fine inattesa: i Romani sconfissero i Sanniti due volte, ma subito dopo fecero con loro un'alleanza per assicurarsi il loro aiuto per sottomettere al diretto dominio di Roma diverse città del Lazio meridionale, which had retained some independence. It was during this second part of the war that an isolated column was erected for the first time in the Forum: it celebrated Gaius Menius, il console che aveva preso Anzio.


(a sinistra) Colonne onorarie nel Foro Romano (dietro di esse la Chiesa dei SS. Luca e Martina); (a destra) tempio in Largo di Torre Argentina

Il conflitto tra Romani e Sanniti ricominciò nel 326; l'aristocrazia greca di Neapolis (l'odierna Napoli), spaventata dalla crescita continua degli immigrati Sanniti, si rivolse a Roma per aiuto.
Nel 321 i consoli romani decisero di attaccare direttamente il territorio dei Sanniti; essi mossero con quasi tutto l'esercito romano lungo la stretta valle del fiume Caudio per portare assedio alla città sannita di Maleventum. Le legioni non incontrarono resistenza, ma giunti all'ultima gola prima di Maleventum, trovarono la strada sbarrata da alberi e rocce e non poterono procedere; i consoli decisero di tornare indietro alla pianura costiera ma nel frattempo i Sanniti avevano sbarrato anche la gola iniziale che dava accesso alla valle. A quel punto i Romani, sgomenti, videro i guerrieri sanniti sulle cime delle montagne e capirono di essere in trappola. La notte i Sanniti accesero dei fuochi e li spostarono di qua e di là, spaventando ancora di più i Romani. I Romani avevano scarsa conoscenza del territorio e i loro tentativi di trovare una via d'uscita attraverso i monti furono facilmente respinti dai Sanniti; i consoli mandarono dei messaggeri al nemico dicendo di avere l'autorità per raggiungere un accordo di pace on behalf of Rome; i Sanniti accettarono ma imposero condizioni molto dure: i romani dovevano lasciare tutte le loro armi e i loro equipaggiamenti militari e dovevano passare sotto un giogo formato da tre lance, le Forche Caudine, prima di poter tornare a Roma. "Passare sotto le Forche Caudine" è un'espressione tuttora usata significa per indicare un passaggio difficile della vita.
Ai Romani ci vollero cinque anni per digerire l'umiliazione: nel 315 ruppero il trattato e per dieci anni le due parti combatterono con rinnovato vigore. Un trattato di pace nel 304 non pose fine al conflitto che ricominciò nel 298. I Sanniti incitavano alla rivolta le città a nord di Roma ma col tempo i Romani  provvidero a circondare il territorio sannita con nuove colonie. Il trattato di pace del 290 che mise fine alla terza guerra stabilì la supremazia di Roma sulla penisola Italiana; i Sanniti conservarono i loro territori sulle montagne, ma la loro politica "estera" da allora dovette essere approvata da Roma.
Le guerre Sannite portarono i Romani a conoscere meglio il mondo Greco e ciò si riflesse nella costruzione di edifici più complessi, come dimostra il tempio circolare in Largo di Torre Argentina.

Scontro con il Mondo Greco

La crescente influenza di Roma nel Sud Italia era vista come una potenziale minaccia da Tarentum (l'odierna Taranto), una colonia greca fondata dagli Spartani. Its natural harbour was well protected from both heavy seas and enemy attacks and Tarentum was a very rich town. In 282 the Romans violated the terms of the peace treaty they had signed in 302 with Tarentum.
The Greeks turned for help to Pyrrhus, king of Epirus, a region on the Ionian coast of today's Greece. Pyrrhus landed in Italy with an army of 20,000 troops, a cavalry of 3,000 and 26 elephants. The first battle with the Romans took place at Heraclea, a few miles to the west of Tarentum. The Greek line of battle arranged in phalanxes and the elephants, animals the Romans were not familiar with, were the two key factors which led Pyrrhus to victory. He moved towards Rome and won a second battle, but the losses he suffered were such that he offered a peace treaty to the Romans (hence Pyrrhus' victory to mean a victory which has a significant cost). Il Senato rifiutò e Pirrò preferì non tentare di prendere Roma.
Le colonie Greche in Sicilia chiesero a Pirro di aiutarle a respingere i Cartaginesi che da Lilibaeum, una città che essi avevano fondato sulla punta occidentale della Sicilia, stavano tentando di conquistare l'intera isola. Roma e Cartagine strinsero un'alleanza contro Pirro; the Carthaginians lost most of their possessions in Sicily, but held onto Lilibaeum: la guerra continuò fino a quando alcune città Greche, stremate dai costi finanziari del sostegno a Pirro, fecero la pace con Cartagine.
Pirro ritornò sul continente e mosse contro Roma, ma a Maleventum fu sconfitto dai Romani e coi resti del suo esercito se ne ritornò in Epiro. I Romani cambiarono il nome della città in Benevento.


(da sinistra a destra) Imperatore sbarbato (Trajano); emperor with a light beard (both in the courtyard of Palazzo Mattei di Giove); complex beard of a Roman portrayed in Arco di Settimio Severo

Tarentum e le altre colonie Greche which had supported Pyrrhus were forced to reach peace agreements with Rome and to acknowledge it as the leading power on the Italian peninsula. In order to retain part of their territories and trading privileges they had to pay; they gave the Romans not only gold and silver, but also slaves.
We generally associate slavery with very painful jobs in mines and plantations, but some of the slaves who came from the Greek colonies had skills which were appreciated by the Roman upper classes.
Apparently there were not good barbers in Rome, prior to the arrival of slaves who were very experienced barbers. The early Romans did not pay too much attention to their appearance and did not shave on a daily basis: the availability of good barbers brought a change and for the following centuries all the portraits of consuls, politicians and emperors showed well shaved faces. This lasted until the emperor Trajan, with the remarkable exception of Nero; later Hadrian preferred to be portrayed with a light beard. At the time of the emperor Septimius Severus the beard became even more prominent.

La Prima Guerra Punica (264-241)

The long fight with Carthage is a key component of the myth of Rome: by defeating the city founded by the Phoenician Queen Dido not far from today's Tunis, Rome became the emerging power of the Mediterranean: when Virgil, at the suggestion of Augustus, devised a poem meant to give Rome a noble origin, he wrote some of his best verses on the "love and death" story between the hero of his poem, the Trojan prince Aeneas, and the Carthaginian queen.
By celebrating the strength and wealth of Carthage, Virgil knew he was celebrating Rome; Dido's brother Pygmalion, who had killed her husband Sicaeus, forced her to flee Tyrus. She escaped to a site in northern Africa where she founded Carthage; soon after Aeneas was stranded by a sea storm on the shores near the new city: he was hosted and well received by the queen and Venus, who protected Aeneas, asked her son Cupid to throw one of his arrows to make the queen fall in love with the Trojan prince: they passionately loved each other until Aeneas was reminded by Hermes that his destiny was to leave for Italy where his descendents would found Rome.
When the sails of Aeneas' ship disappeared over the horizon, Dido killed herself swearing eternal hatred of Rome.
As a matter of fact the initial relations between Rome and Carthage were friendly for almost 250 years as the first commercial treaty between them was signed in 510. The two powers had made a military alliance against Pyrrhus and by forcing him out of Sicily and the Italian peninsula they realized that the remaining independent Greek colonies had become easily conquerable.
Carthage wanted to expand its influence on the eastern part of Sicily and in particular on Syracuse; the Romans had already a foot on the island, as Messina was in the hands of mercenaries from Campania; the casus belli (the situation or act justifying the war) was a quarrel between Messina and Syracuse; the surprising thing in this first Punic (Phoenician) war is that the Romans lost on land and won at sea. In 241 the Roman fleet defeated that of the Carthaginians near the north-western tip of Sicily. Carthage gave up its Sicilian colonies and in 238 also those it had in Sardinia; the two islands (with the addition in 227 of Corsica) became the first Roman "provinces", direct possessions of the Roman Senate.


A shop window and a relief of the new section of Museo Nazionale Romano recently opened in Via delle Botteghe Oscure sul sito dell'ex Teatro di Balbus; fino ad alcuni anni fa si pensava che le rovine appartenessero al Circo Flaminio

Durante il periodo delle Guerre Puniche the decision making role of the patricians was challenged by the ever growing number of plebeians, the commoners of Ancient Rome. They used to congregate outside the walls in the then almost empty space of Campus Martius; the importance of these meetings was eventually acknowledged by the Senate through the building of a circus where the plebeians could meet and discuss in a more structured way (the patricians made use of Circus Maximus). Il circo prese il nome di Flaminio dal nome del console Gaius Flaminius Nepos che era in carica nel 221 quando il circo fu costruito.
Le rovine del circo per secoli furono ritenute essere dentro le case lungo Via delle Botteghe Oscure (lato sud), ma oggi si ritiene che il circo fu completamente demolito da Augusto e che pochi anni dopo Lucio Cornelio Balbo costruì sul medesimo sito un teatro, e sono le rovine di questo che stanno dentro le case di Via delle Botteghe Oscure. Most of these houses were recently acquired by the Italian State and they now host a section of Museo Nazionale Romano (the other three sections being located at Terme di Diocleziano, Palazzo Massimo alle Terme and Palazzo Altemps).

La Seconda Guerra Punica (218-201)

I Cartaginesi reagirono alla perdita della Sicilia e della Sardegna espandendo la loro influenza in Spagna dove avevano già una colonia (Gades, l'odierna Cadiz). They conquered almost all of the southern half of the peninsula, which had important mining districts. Rome became weary of the rapid recovery of Carthage and in 226 imposed a limit to the expansion of the Carthaginians in Spain. The treaty however left in the Carthaginian sphere of influence Saguntum, a coastal town, with which Rome had made an alliance.
Nel 219 i Cartaginesi assediarono Sagunto e la presero, mentre il Senato romano stava ancora riflettendo su come reagire all'iniziativa cartaginese; questa incertezza fu riassunta da Tito Livio nel detto: Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur.
Alla fine Roma chiese ai Cartaginesi di lasciare Sagunto; al loro rifiuto dichiararono guerra.
I Cartaginesi in Spagna erano guidati da Annibale Barca allora 29enne; senza perdere tempo questi si spostò verso la Francia meridionale (Gallia Transalpina); nell'estate del 218 attraversò le Alpi, molto probabilmente attraverso il Passo del Piccolo San Bernardo, impresa molto ardua considerando che aveva portato con il suo esercito un certo numero di elefanti (forse 37). I romani avevano diviso le loro forze inviando una spedizione in Spagna e un altro esercito in Sicilia per proteggere le loro recenti acquisizioni. Le legioni incaricate della difesa di Roma si scontrarono con i Cartaginesi nel nord Italia e furono sconfitti da Annibale. Le legioni in Sicilia furono richiamate e raggiunsero rapidamente il nord Italia per fermare Annibale, ma anch'esse furono sconfitte. I Galli che vivevano nella Pianura Padana, che erano stati sottomessi dai Romani solo pochi anni prima, unirono le loro forze ai Cartaginesi. Nel 217 Annibale attraversò gli Appennini e si mosse verso Roma: nei pressi del Lago Trasimeno i romani subirono una terza sconfitta.


Parte di una moderna mappa marmorea sul muro posteriore Basilica di Massenzio

Hannibal did not have a supply chain to support his army and thus he relied on the help of the towns which rebelled against Rome or on the sacking of those which resisted him. He therefore was hit by the new Roman tactics, devised by the dictator Fabius Maximus, who by a sort of guerrilla actions set fire to the territories of the towns which in one way or another would have fallen into Carthaginians hands; he also avoided a direct confrontation with the enemy: he thus gained time to reorganize the Roman army; for this reason he was called Cunctator (the Temporizer).
The consuls who replaced him at the end of his six months in office thought they had enough forces to engage Hannibal, who in the meantime had made an alliance with the Samnites and had reached southern Italy. At Cannae the Romans were again defeated: this battle was among the bloodiest ones of ancient history, with more than 50,000 Roman casualties.

Crisi, Disperazione e Risurrezione

Alla notizia della sconfitta di Canne i Romani caddero in preda al terrore: segnali dell'imminente caduta della città furono ravvisati in molti eventi straordinari: nascite di bambini con caratteristiche di entrambi i sessi, templi illuminati da lampi quando non c'erano nubi in cielo, strano comportamento degli animali. Mentre alcuni romani provvedevano ad organizzare l'ultima difesa, altri credevano che solo un intervento soprannaturale avrebbe potuto salvare Roma. E' durante la Seconda Guerra Punica che nuove deità (per esempio Cybele) divennero popolari a Roma e furono loro dedicati templi nella credenza che potessero aiutare gli eserciti romani a sconfiggere i Cartaginesi. Vi era stato un precedente nel 293 quando fu introdotto a Roma il culto di Esculapio (il dio greco Asclepio) per mettere fine a una pestilenza.


(a sinistra) Piccolo monumento cilindrico Romano all'interno di S. Bartolomeo all'Isola, che si pensa fosse un pozzo sacro del tempio di Aesculapius; (a destra) bassorilievo alla punta orientale dell'Isola Tiberina che mostra un serpente, simbolo del dio

Duemila anni dopo un altro giovane generale attraversò le Alpi e si guadagnò nelle Campagne Italiane una gloria che superò quella di Annibale; alla notizia delle sue vittorie le madonnelle, le sacre immagini delle strade di Roma, piansero: certamente quando era l'oscuro cadetto Bonaparte all'Accademia Militare di Brienne avveva studiato attentamente i resoconti delle campagne di Annibale in Italia.
Alla fine Annibale non mosse verso Roma; negli anni seguenti i Romani tornarono ad un'attnta strategia di contenimento del nemico: per impedire che Cartagine mandasse rinforzi ad Annibale, essi attaccarono i possedimenti cartaginesi in Spagna. Nel 212 essi presero Siracusa ed ottennero il controllo su tutta la Sicilia. Nel 211 essi occuparono Capua, che era diventata il quartier generale di Annibale. Secondo Livio Carthaginiensium exercitum, quem neque nives neque Alpes debilitaverant, otia Campaniae enervaverunt. l'esercito Cartaginese, che né le nevi né le Alpi aveva sconfitto, perse la sua forza a causa degli ozi di Campania. Col tempo l'esercito di Annibale, isolato com'era, non costituì più una reale minaccia alla sicurezza di Roma: un tentativo del fratello Asdrubale di portare rinforzi e sollevare ancora i Galli contro Roma fu respinto nel 207.
Nel 204 il console Publius Cornelius Scipio approdò a sud di Cartagine e mosse contro la città; Annibale ritornò in patria per difendere la sua città, ma nel 202 a Zama, i Cartaginesi furono sconfitti. Il trattato di pace che ne seguì diede a Roma il pieno controllo dei territori cartaginesi in Spagna ed impose limiti stretti alle dimensioni della flotta di Cartagine e alla sua politica estera. A Scipione fu dato il titolo di Africanus per la sua vittoria in quella regione (i Romani chiamavano Africa quella che oggi è la Tunisia).

Iconografia
Pirro mostra un elefante a un ambasciatore romano dipinto di Ferdinand Bol, 1656, al Palazzo Reale di Amsterdam.
Enea e Venere del Tiepolo.
Morte di Didone del Guercino.
Annibale attraversa le Alpi di J. M. W. Turner
Napoleone attraversa le Alpi di J. L. David (il nome di Annibale is written in the left lower corner).
Annibale in Italia dipinto del XVI secolo ai Musei Capitolini di Roma (i Cartaginesi sono ritratti come Turchi).
Annibale - film con protagonista Victor Mature
Poster di Tuoro, cittadina vicina al sito della Battaglia del Lago Trasimeno
Hannibal in an English TV production

L'immagine usata come sfondo di questa pagina è un particolare dell'elefante in Piazza della Minerva a Roma.