S. Lucia alle Botteghe Oscure (Libro VI) (Pianta C3) (V giorno) (Rione Pigna) e (Rione Sant'Angelo)

In questa pagina:
 Tavola di Giuseppe Vasi
 Com'è oggi
 S. Lucia
 Palazzo Ginnasi
 Palazzo Caetani
 S. Stanislao dei Polacchi
 Porticus Minuciae e Torre del Papitto

La Tavola (No. 114)

Il secondo circo di Roma era Circo Flaminio e le arcate del lato nord furono riutillazte nel medioevo per ricavarne delle botteghe con tanto spazio all'interno ma con poca luce dall'interno (Botteghe oscure).
La vista è presa dal punto segnato in verde nella piantina del 1748, sotto.
Nella descrizione relativa alla tavola Vasi faceva riferimento a: 1) Palazzo Ginnasi; 2) S. Lucia; 3) Parte di Palazzo Ginnasi un tempo usato dalle monache; 4) Palazzo Mattei Paganica, allora Caetani; 5) S. Stefano dei Polacchi.
La pianta riporta anche: 6) Porticus Minuciae; 7) Torre del Papitto.


Oggi

Il lato sinistro della strada fu interamente rifatto nel 1937 per avere una strada larga che collegasse Largo Argentina con Piazza Venezia. Il balcone che si vede nella tavola fu aggiunto ad un edificio nuovo che finisce per assomigliare al vecchio.

S. Lucia

L'entrata alla chiesa di S. Lucia fu aggiunta al fronte dei nuovi edifici in Via delle Botteghe Oscure. Alcuni dei monumenti e degli ornamenti della chiesa furono spostati in una cappella di famiglia dentro Palazzo Ginnasi, che pure fu demolito e ricostruito. Una parte del palazzo con un portale del tardo XVI secolo non fu toccato dall'allargamento di Via delle Botteghe Oscure.

Palazzo Ginnasi

I Ginnasi divennero una famiglia importante a Roma agli inizi del XVII secolo quando Domenico Ginnasi fu nominato Cardinale da Clemente VIII. La parte inferiore del nuovo palazzo ha alcuni elementi in comune col vecchio. Gli stemmi sono quelli che erano sulla facciata del vecchio.

Palazzo Caetani

Questa palazzo nella tavola è chiamato Palazzo Mattei - Paganica ma fu costruito per i Caetani da Bartolomeo Ammannati in uno stile molto simile a quello di Palazzo Ruspoli. Esso rivela la semplicità e l'eleganza del rinascimento Fiorentino.

S. Stanislao dei Polacchi

La chiesa della Nazione Polacca è oggi il ritrovo domenicale della numerosa comunità Polacca di Roma. Si vede sopra l'entrata la bianca aquila coronata Polacca su sfondo rosso. Le finestre principali dell'annesso monastero sono decorate con la stessa aquila (vedi sfondo-pagina) (clicca qui per una lista delle chiese nazionali a Roma).

Porticus Minuciae e Torre del Papitto

Gli scavi per allargare la strada hanno portato alla luce le rovine di un tempio Romano. Due colonne sono state rimesse in piedi. Non è certo a quale dio o dea fosse dedicato il tempio: esso si trova in un più vasto complesso chiamato Porticus Minuciae. Altri scavi nel 1929 vicino a Palazzo Cesarini isolarono una torre medievale detta Torre del Papitto o Torre Persiani. Papitto (piccolo papa) è probabilmente un riferimento ad Anacleto II, antipapa nel 1130-38, membro della famiglia Pierleoni.

Brano dall'Itinerario di Giuseppe Vasi del 1761 relativo a questa pagina:


Chiesa di s. Lucia alle Botteghe oscure, e di s. Stanislao
Sopra un tempio di Ercole fu eretta questa piccola chiesa da' primitivi Cristiani , e prese un tal nome dalle botteghe ricavate nelle scure rovine del famoso Circo Flaminio, che quivi fu eretto da Caio Flaminio console per celebrarvi i giuochi Tauri, e Apollinari.
Principiava questo dalla riferita chiesa di s. Elena, e seguitava verso quella di s. Caterina, che or ora mostreremo, fino alla piazza Morgana tutto circondato da magnifici portici a due ordini, con sedili per li spettatori; e per quello, che si vide ne' secoli passati occupava di larghezza tutto il sito de' tre palazzi Mattei, per la fabbrica de' quali furono atterrati alcuni avanzi, che vi erano. Furonvi intorno de' tempj dedicati ai falsi Dei, e sopra uno di questi fu alzata la chiesa di s. Lucia, che poi dal Card. Domenico Ginnasi fu unita al suo palazzo, ridotto ad istanza di Caterina sua sorella, in parte per monastero delle religiose Carmelitane, che ora stanno appresso la chiesa de' ss. Pietro e Marcellino, e in parte per collegio di fanciulli studenti, e sì l'uno, che l'altro furono detti de' Ginnasj. Rimane ora la chiesa, comecchè è parrocchiale, in cura del suo Paroco, ed è ornata di marmi, e pitture diverse.
Incontro a questa è l'ospizio per li poveri Preti forestieri, ed incontro al collegio, evvi la chiesa di s. Stanislao de' Pollacchi con il loro spedale.

Prossima tavola nel Libro VI: Chiesa di S. Marco

Prossima tappa nell'itinerario del V giorno: Palazzo Mattei