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NOME Nel Medioevo la pigna fu trasferita alla primitiva basilica di
S. Pietro San Pietro, nel cortile davanti alla chiesa, dove venne usata di nuovo come
fontana (dove fu vista da Dante). |
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STEMMA Pertanto esso confina a ovest con Sant'Eustachio, a nord
con Colonna, a est con Trevi
e a sud con Sant'Angelo e Campitelli. |
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RIONE
PIGNA IN BREVE
Del suo antico passato Rione Pigna conserva prima di tuttol
the Pantheon: of the
five obelisks found
in the area only one is still in Rione Pigna in Piazza di S. Maria sopra
Minerva. Piè di
Marmo, Madama
Lucrezia and La Gatta
di Palazzo Grazioli are the remaining evidence in Rione Pigna of the
decoration of the ancient Temple of Isis. Elements of Terme di Agrippa (Agrippa's
Baths) can be seen in Arco della Ciambella and
behind the Pantheon. Rione Pigna acquired in the 1930s a new
archaeological area including four Roman temples and a
part of a Roman
Portico. Rione Pigna is mainly characterized by large churches and
palaces which can be roughly grouped as follows:
XVth century: S. Maria sopra Minerva;
Palazzo Venezia; Basilica di S.
Marco.
XVIth century: Il Gesù; Collegio
Romano.
XVIIth century: S. Ignazio;
Palazzo Pamphili a Piazza
del Collegio Romano; Palazzo
Altieri.
XVIIIth century: Palazzo Pamphili al
Corso.
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ELEMENTI
DI INTERESSE |
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Sebbene nessuno dei due sia sopravvissuto, ne sono
state trovate numerose tracce, specialmente presso l'area dell'Iseum
(tempio di Iside), fra i quali un certo numero di piccole guglie (cfr. Obelischi), e
diversi resti appartenenti ad enormi statue. Una delle strade del rione,
via Piè di Marmo, prese questo strano nome dal grosso frammento di
una delle statue anzidette, che ancora si trova presso l'incrocio con
via S.Stefano del Cacco [1]. |
Nell'angolo in alto a
sinistra, prossimo ai confini con i rioni Colonna (R.III)
e Sant'Eustachio (R.VIII),
sorge il Pantheon [2],
forse il più famoso e glorioso degli edifici romani.
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Era il tempio di tutti gli dèi pagani (dal greco pan="tutto"
e theon="dio"), trasformato in chiesa nel VII secolo.
Le sue numerose parti bronzee, che facevano risplendere il tempio alla luce
del sole, un po' alla volta vennero rimosse per essere riutilizzate nella
costruzione di altre opere, in particolare per il baldacchino sopra l'altare
di S.Pietro (XVII secolo). |
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L'unica trasformazione subita
dalla struttura originale fu un campanile, aggiunto nel medioevo per gli scopi
della chiesa; nel XVII secolo Bernini lo rimpiazzò con una coppia di
campanili più piccoli, che il popolo di Roma chiamò "orecchie d'asino"
o "gli orecchioni". Circa 200 anni dopo vennero finalmente rimosse.
Alle spalle del pantheon è la chiesa medioevale di S.Maria sopra Minerva [3], che sulla facciata ha un certo
numero di targhe a memoria di inondazioni (cfr. Curiosità Romane, pagina 4), e la
famosa statua dell'elefante che sorregge un obelisco disegnato da bernini
(cfr. Curiosità Romane, pagina 1).
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Non lontano, la barocca chiesa madre dell'ordine dei
Gesuiti, S.Ignazio di Loyola [4], ora sorge sull'antico sito del Tempio di Iside.
Quest'ultimo, assai più grande della chiesa, era decorato da molti piccoli
obelischi egiziani. Nel tardo medioevo uno di questi fu dissepolto ed eretto
presso la vicina chiesa di S.Macuto [5], che si trova appena al di là del confine di Pigna,
nel Rione III Colonna,
sul lato opposto della strada. Il popolo di Roma chiamava l'obelisco "la
guglia di mammautte", corrompendo il nome della chiesa di
S.Macuto, il cui timpano è persino decorato da pinnacoli di forma simile.
Agli inizi del XVIII secolo venne trasferito nella piazza del Pantheon a
decorazione della locale fontana (cfr. Sant'Eustachio,
Rione VIII). |
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Il lato est del confine rionale corre lungo il tratto
più meridionale di via del Corso, originariamente via Lata, dove molte famiglie
nobili si facevano costruire il palazzo. Qui, presso l'angolo di Palazzo
de' Carolis (che ora ospita la sede centrale della Banca di Roma), si
trova la fontanella conosciuta col nome di Facchino [5], una delle popolari
"statue parlanti" di Roma (cfr. Curiosità Romane, pagina 2). |
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Adiacente alla vasta piazza Venezia si trova S.Marco [7], una delle chiese più antiche
di Roma (IV secolo), proprio ai piedi del Campidoglio. Il suo abside è
decorato con mosaici risalenti all'833, anno in cui l'intero edificio
originale venne profondamente modificato a causa delle cattive condizioni in
cui l'antica basilica era ridotta. |
Finalmente, in largo di Torre Argentina [8], nell'angolo sud-occidentale del rione, si trova
la cosiddetta Area Sacra, un largo complesso archeologico risalente all'età
della Repubblica (III secolo aC) dove si vedono i resti di quattro
templi.
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Fatto curioso, il sito comprende anche i resti di due
antichi vespasiani, costruiti sul retro dei templi qualche secolo più tardi
(età dell'Impero). |
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Fra le rovine dell'Area Sacra
ora vive una delle colonie feline romane più numerose.
I MONUMENTI UNO PER UNO
Puoi dare un'occhiata al Rione Pigna dal
Gianicolo.