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In un medaglione
Questa pagina ha a che fare con i monumenti funebri barocchi in cui
il defunto è ritratto in un medaglione, senza una rappresentazione della
Morte che regge il medaglione: questi ultimi sono trattati nella pagina Memento
Mori.
Il Monumento a Maria Raggi addossato ad un pilastro in
S. Maria sopra Minerva
introdusse il concetto di scultura pittorica che Bernini sviluppò in
molti altri lavori successivi. L'uso del colore e di drappi svolazzanti
mossi da una sorta di vento interno ricomparirà nel Monumento ad Alessandro
VII e nella statua di Costantino.
Il monumento a un Cardinale
di Genova di Bernardino Ludovisi nella chiesetta di
(S. Salvatore alle
Coppelle o nella Sezione di Vasi)
rivela il desiderio di celebrare il defunto senza far riferimento alla
Morte.
Michel Rénè Slodtz, conosciuto a Roma come Michelangelo Slodtz, fu
uno dei tanti artisti francesi che lavorarono a Roma nei secoli XVII e
XVIII. Il suo monumento ad Alessandro Capponi in
S. Giovanni dei
Fiorentini (vedi anche nella sezione di
Vasi) è influenzato da entrambi i monumenti di Bernini. Il monumento
mostra anche un piccolo teschio e sul basamento una torcia rovesciata come
simbolo della morte che andava sostituendo le rappresentazioni più
dirette del Seicento. Il monumento era stato disegnato da Ferdinando Fuga,
un architetto fiorentino che lavorò a Roma soprattutto per l'altrettanto
fiorentino Clemente XII Corsini. Non era raro per gli scultori
ricevere la richiesta di lavorare ad un monumento progettato da un
architetto.
Il suo monumento al Cardinal Calcagnini in S. Andrea delle Fratte con la statua di un angelo che scrive sulla piramide è simile al monumento di Bernardo Cametti in Palestrina, che si può vedere nello sfondo di questa pagina. Paolo Posi, un architetto che lavorò nella seconda metà del XVIII secolo,
può essere considerato l'ultimo artista barocco.
Il suo Monumento a Flaminia Odescalchi Chigi in S. Maria del Popolo, immediatamente fuori
della Cappella Chigi è una reinterpretazione per eccesso del berniniano monumento
a Maria Raggi. Puoi vedere la pagina interamente dedicata a questa ultima
tomba barocca.
Tommaso Righi e Raffaele Secini a fatica sono citati
nelle storie dell'arte, probabilmente perché continuarono ad usare
immagini barocche in un contesto ormai volto al Neoclassicismo, come
mostrano i loro monumenti al Cardinal Camillo Merlini Paolucci in
S. Marcello al Corso
e all'anatomista Pietro Giavota in
S. Spirito in Sassia.
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