Piazza S. Marco (Libro II) (Pianta B3) (I giorno) (Rione Pigna)

In questa pagina:
Tavola di Giuseppe Vasi
Com'è oggi
Le finestre il leone
Palazzo Panfilio
Palazzo Grazioli

La Tavola (No. 39)

Piazza S. Marco è oggi Piazza Venezia, ma S. Marco e Venezia erano quasi sinonimi in passato. La vista è verso Piazza del Gesù e mostra la parte sud di Palazzo Panfilio e Palazzo Altieri. Altre vedute di Piazza S. Marco si trovano nel Libro IV (Palazzo di S. Marco) e nel Libro IX (Palazzo dell'Accademia di Francia). La vista è presa dal punto segnato in verde nella piantina del 1748, sotto. Nella descrizione relativa alla tavola Vasi faceva riferimento a: 1) Palazzo di S. Marco (riferendosi al fatto che era il palazzo dell'ambasciatore di Venezia); 2) Palazzo Altieri; 3) Palazzo Panfilio; 4) Palazzo d'Aste. 2) e 4) sono trattati in altre pagine. La piantina riporta anche 5) Palazzo Grazioli.

Oggi

Questa parte di Piazza Venezia sembra intatta ma è la sola parte che non fu toccata dai significativi cambiamenti operati per erigere il Monumento a Vittorio Emanuele II e per l'apertura di Via dei Fori Imperiali.

Le Finestre e il Leone

Palazzo Venezia fu costruito in stile Fiorentino dal veneziano Cardinal Pietro Barbo che divenne Papa Paolo II nel 1464. L'architetto è sconosciuto. Fu usato dai Papi fino a quando Pio IV lo donò alla Repubblica di Venezia. Divenne allora l'Ambasciata Veneziana e infine Ambasciata dell'Impero Austro-Ungarico in seguito all'annessione di Venezia. Dopo la Prima Guerra Mondiale il Palazzo fu acquistato dal Governo Italiano.
Le grandi finestre, come pure la piccola finestra dello sfondo della pagina, riportano lo stemma di Paolo II. Il papa volle il suo nome scritto sulle finestre; come altri papi, aggiunge al suo nome un riferimento alla sua città. Questo tipo di finestre è tipico delle famiglie che sostenevano il Partito Guelfo. In una nicchia su di una facciata laterale il Leone Alato di San Marco ha sostituito l'Aquila a due teste dell'Imperatore d'Austria.

Palazzo Panfilio

Il lato sud di Palazzo Doria Pamphylj fu completato nel 1743 da Paolo Amelj ed è una delle ultime aggiunte a Roma Barocca. Il palazzo ha altre due (più imponenti) facciate: una vicino a S. Maria in Via Lata e l'altra di fronte al Collegio Romano. I Doria non vivevano in questo lato del palazzo che fu strutturato in appartamenti da affittare e questo spiega perché la facciata è così piena di finestre e perché non ci sono molte colombe in volo.

Palazzo Grazioli

Palazzo Grazioli fu disegnato da Camillo Arcucci 1650. Fu acquistato in tempi recenti da Silvio Berlusconi, l'esecrando uomo politico che funestò la politica italiana per un quarto di secolo. Da Presidente del Consiglio, che viveva lì quand'era a Roma, qualche volta vi teneva incontri politici, anziché nella residenza ufficiale del Presidente del Consiglio a Palazzo Chigi. Palazzo Grazioli è anche noto come Palazzo della Gatta perché nella sua facciata posteriore vi è una statua di gatta. La statua fu trovata in un vicino Tempio di Iside e più probabilmente rappresenta una scimmia.

Brano dall'Itinerario di Giuseppe Vasi del 1761 relativo a questa pagina:


Palazzo Panfili
L'anno 1743. fu edificata questa gran parte del palazzo Panfili col disegno di Paolo Amelj dal penultimo Principe di questa antichissima famiglia Romana, ora estinta, il quale per la sola vastità di appartamenti forma un gran palazzo per uso di varj Signori. Siegue dopo di questo, quello de' Sig. Gottifredo con nobilissima archittettura del Cav. Rainaldi.

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Prossima tappa nell'Itinerario del I giorno Palazzo Altieri

Prossima tappa nel Rione Pigna: Palazzo d'Aste