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Piazza del Colosseo (Libro II) (Pianta B3) (I giorno) (Rione Campitelli)
e (Rione Monti)
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L'Arco di Costantino era stato probabilmente costruito per un imperatore
precedente del III secolo. Fu rinnovato e dedicato a Costantino per
celebrare la sua visita a Roma nel 315. La sua decorazione è soprattutto
un riassemblaggio di rilievi celebranti eventi legati a Traiano, Adriano e
Marco Aurelio. La scena di guerra mostrata sopra è associata aTraiano.
L'immagine sotto mostra: (da sinistra a destra) statua di un prigioniero della Dacia
(epoca di Traiano); rilievo con scena di vita militare (epoca di Marco
Aurelio); rilievo con scena di caccia (epoca di Adriano).
Un restauro imponente fu condotto sotto Clemente XII nel 1733, che incluse una reintegrazione
delle statue e delle colonne. In alcuni casi le statue degli imperatori, che
erano state trasformate in statue di Costantino al tempo della loro dedicazione
semplicemente cambiando le teste, riebbero le teste dei possessori originali.
Tempio di Venere e Romolo and Meta Sudante
La tavola mostra a destra dell'Arco di Costantino ciò che rimaneva della Meta Sudans, una famosa fontana Romana. Nel 1936 le rovine erano ancora lì, ma furono eliminate per consentire le parate militari sotto l'Arco di Costantino. La tavola mostra anche all'estrema destra le rovine del Tempio di Venere e Romolo. La statua del dio era nella nicchia, la cui decorazione ispirò molti artisti (vedi la nicchia di Francesco Salvi nella Fontana di Trevi). Le foto sopra mostrano anche l'Arco di Tito e il campanile di S. Francesca Romana.
In seguito ad uno dei più devastanti (64 d.C.) incendi che mai abbiano funestato Roma,
l'Imperatore Nerone ricostruì il Palazzo Imperiale, che in realtà fu ampliato
fino alle prime pendici dell'Esquilino, l'area a nord del Colosseo (a quel tempo
l'area del Colosseo era ocupata da un piccolo lago che offriva all'imperatore una bella vista).
Nerone costruì un grande padiglione che guardava sul lago, la Domus Aurea che sopravvisse
al suo proprietario, tant'è vero che dopo la morte di Nerone fu usata come deposito.
Nel 111 d.C. Apollodoro di Damasco, l'architetto del Foro di Traiano, riempì la Domus Aurea
del materiale di scavo dellaf Velia, una collina tra il Quirinale e il Campidoglio
che fu livellata al suolo per fare spazio per il Foro. Apollodoro rinforzò le mura della
Domus Aurea e le usò come fondamenta per le terme che costruì per Traiano.
Brano dall'Itinerario di Giuseppe Vasi del 1761 relativo a questa pagina: Prossima tavola nel Libro II: Piazza di S. Giovanni in Laterano Prossima tappa nell'itinerario del I giorno: Chiesa di S. Clemente |