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RIONE MONTI IN BREVE
La parte sud di Rione Monti al confine con
Campitelli fu scelta dagli imperatori per espandere il Foro Romano.
Augusto, e dopo di lui Nerva e Traiano, vi costruirono basiliche e templi:
il monumento più significativo del periodo è senza dubbio la Colonna
Trajana. Il resto del rione era occupato soprattutto da ville come la Domus Aurea
di Nerone. La vicinanza col Colosseo (in Rione
Campitelli) portò alla costruzione di terme imponenti sulle vicine
pendici dell'Esquilino (Terme di
Tito e di Traiano). Solo nel III secolo Roma si espanse anche a nord
di Monti: Diocleziano costruì le grandi
terme su un'area pianeggiante sulla cima del Quirinale e del Viminale,
mentre alcuni anni dopo Costantino costruì altre terme in quello che oggi
è Palazzo
Rospigliosi.
With the loss of a stable water supply caused by the
destruction of large sections of the aqueducts during the war between the
Byzantines and the Goths in the VIth century, most of Rione Monti was
abandoned.
Maybe because of their remoteness from the center of ancient
Rome where too many temples still celebrated the pagan gods, two
peripheral locations were chosen to build great Christian basilicas: S. Giovanni in
Laterano, near Porta
Asinaria, and S. Maria
Maggiore on one of the three peaks of Esquilino.
Le condizioni di Rione Monti
migliorarono con papa Pio IV (1559-65) che aprì Via Pia fino a Porta Pia
e molto di più con papa Sisto V (1585-90) who brought again
water to this part of Rome (Acqua Felice) and opened
long streets which facilitated the access to the basilicas. Several
monasteries and churches were built along these streets, the most known
being S. Carlo alle
Quattro Fontane di Francesco Borromini e S. Andrea al
Quirinale di Gian Lorenzo Bernini.
ELEMENTI DI INTERESSE
(i numeri neri fra
parentesi quadre nel testo si riferiscono alla pianta sottostante)
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Monti è il rione più esteso di Roma, che fino al tardo '800 comprendeva anche una gran parte dell'attuale Esquilino (XV) e Celio (XIX). Le sue strade sono state per la maggior parte ricostruite o ridisegnate alla fine del XIX secolo, ma le molte importanti testimonianze del passato, che spaziano dall'architettura urbanistica dell'età imperiale alle chiese e basiliche del Medioevo, certificano l'enorme patrimonio storico di questo rione, il cui caporione godeva di particolari privilegi (cfr le note generali). Il popolo di Monti, assai orgoglioso della propria condizione, ha sempre rivendicato di essere "più romano" degli abitanti di qualsiasi altro rione; qui si parlava addirittura una varietà del dialetto romanesco, definita monticiano. |
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All'estremo occidentale del rione, i Mercati Traianei [1] (II secolo d.C.) offrono un notevole spaccato della vita di tutti i giorni nell'antica Roma: le molte botteghe di questo ampio e ben conservato complesso, costruito su diversi piani dall'imperatore Traiano (98-117 d.C.), quasi precorrono il concetto dei moderni centri commerciali. I Mercati appartengono al Foro Traiano a cui fanno seguito, adiacenti, quelli di Augusto, di Nerva e di Vespasiano (nell'insieme, i Fori Imperiali [2]), i quali si estendevano per una lunghezza complessiva di circa 400 metri in direzione del Colosseo [3]. |
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I Mercati Traianei sono
sovrastati dai resti della pendente Torre delle Milizie (XIII secolo), una
delle torri medioevali più alte della città, la cui parte sommitale crollò
appena un secolo dopo essere stata ultimata. Questo è il luogo da dove, secondo
la tradizione, l'imperatore Nerone assistette all'incendio di Roma (64 dC)
suonando la lira.
Nel Medioevo molte famiglie importanti possedevano una torre (più in vista era
la famiglia, più la struttura era alta e possente). Sebbene molte di esse siano
crollate o siano state demolite, una trentina di queste torri sono ancora in
piedi, sparse per la città, soprattutto nel rione Monti, la cui altra famosa è
la Torre dei Conti [4]
(XIII secolo) non lontana dal Colosseo, che una volta era alta quasi il
doppio della sua misura attuale, venendo considerata a ragione una delle
meraviglie di Roma tanto da essere menzionata da Francesco Petrarca.
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Dopo la morte di Nerone, però, molte parti della villa furono usate per scopi diversi, e lo stesso palazzo venne completamente sepolto per la realizzazione del foro di Traiano. La colonna dedicata a quest'ultimo [6], quasi perfettamente conservata, dominava tale complesso. I rilievi a spirale che ne decorano il fusto raccontano delle gesta vittoriose di Traiano contro i Daci, quasi come in un libro illustrato. All'interno della colonna è una scala a chiocciola che ne raggiunge la sommità, dove anticamente era la statua dell'imperatore; perdutasi nei secoli quest'ultima, venne rimpiazzata da una figura bronzea di S. Giovanni verso la metà del XVI secolo. |
Altre affascinanti testimonianze del passato sono le
rovine sotterranee della Domus Aurea [5] di Nerone, una favolosa
residenza che il malfamato imperatore si fece costruire dopo che gran parte
della città era andata distrutta nell'incendio. Le sue numerose sale e i
corridoi erano meravigliosamente decorati da affreschi (da ciò che ne rimase
trassero ispirazione diversi artisti rinascimentali), mentre i suoi giardini
si estendevano sul territorio di quattro diverse regiones.
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Nell'antica Roma, l'area adiacente ai luoghi
summenzionati veniva chiamata Subura o Suburra [7]: era una zona paludosa e il
quartiere era piuttosto malfamato, abitato da ladri e da prostitute. Il suo
aspetto attuale, ovviamente molto cambiato, risale ai secoli XV-XVII,
essendo stato in buona parte risparmiato dalle ristrutturazioni del
XIX secolo, e i suoi stretti viottoli, in continuo saliscendi a causa
del terreno collinoso, sono incrociati da poche vie lunghe e perfettamente
diritte, aperte da papa Sisto V sul finire del '500. |
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Su un lato della piazza dove sorge la chiesa anzidetta
si trova un passaggio che taglia come una galleria sotto un complesso di case
del XVI secolo. Nell'antica Roma questo sito corrispondeva al percorso
di una stretta via chiamata vicus sceleratus, dove si tramanda che
Tullia, la figlia di Servio Tullio (re di Roma, VI secolo a.C.),
passò col proprio cocchio sul cadavere del padre, ucciso da suo marito
Tarquinio. |
Lungo il confine col
Rione II, Trevi,
Monti possiede due minuscole ma splendide chiese progettate dai maestri
dell'architettura barocca di Roma, Gian Lorenzo Bernini e Francesco Borromini,
della cui ben nota rivalità si narra a pagina 2 di Roma
Leggendaria.
S. Andrea al Quirinale [9],
così detta perché guarda il lato meridionale del Palazzo del Quirinale, è
quella di Bernini, rinomata per i suoi sfarzosi rivestimenti di marmo.
L'altra chiesa, quasi adiacente alla prima, è S. Carlo alle Quattro
Fontane [10] di
Borromini, che sorge in uno degli angoli dell'incrocio decorato da quattro
fontanelle (cfr. Trevi,
Rione II per maggiori dettagli). I romani lo ribattezzarono S. Carlino,
perché l'area dell'intera chiesa è uguale alla sezione di uno dei pilastri che
sorreggono la cupola della basilica di S. Pietro. Il suo curioso lanternino
disegna una spirale, come quello di S. Ivo (dello stesso architetto) che si
vede nel rione di Sant'Eustachio.
Borromini doveva essere sepolto nella cripta di S. Carlo, ma poiché morì
suicida la piccola cappella a lui destinata venne lasciata vuota.
Monti è anche particolarmente ricco di testimonianze medioevali di ispirazione
religiosa, molte delle quali sono dislocate nella parte meridionale del rione.
Il complesso più celebre è senz'altro quello del Laterano [11], presso la Porta Asinaria
(cfr. Mura Aureliane parte III).
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Comprende la basilica di S.
Giovanni, chiesa cattedrale
di Roma, costruita per la prima volta nel IV secolo e modificata a più
riprese fino ad assumere l'aspetto attuale (secoli XVII-XVIII). Durante
il Medioevo, per quasi 1000 anni tutti i papi sono stati incoronati qui. |
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Su un lato del palazzo attuale si erge il più alto fra
gli obelischi egizi di Roma, (cfr. Obelischi per i
dettagli), mentre sull'altro lato della piazza un edificio del tardo
XVI secolo contiene l'antica cappella privata dei papi, chiamata Sancta
Sanctorum. |
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Non lontano, a metà strada fra il Laterano e il
Colosseo, si trova un altro affascinante complesso che sorge su tre diversi
livelli: S. Clemente [12],
di cui si parla anche a pagina 3
di Roma Leggendaria. Consiste di una Basilica Superiore
(XII secolo, con meravigliosi mosaici e affreschi), costruita sopra una
chiesa molto più antica detta Basilica Inferiore (IV secolo) quando
quest'ultima, completamente al di sotto dell'attuale livello stradale, rimase
gravemente lesionata. Ancora più in profondità sono i resti di case romane,
assieme ad un mitreo, luogo di culto del dio Mitra.
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Nella parte settentrionale del rione, sulla sommità del
colle Esquilino, dove si incontrano Monti, Esquilino e Castro Pretorio, si
erge la basilica di S.
Maria Maggiore [14], famosa per i suoi mosaici alcuni dei quali
risalenti alla tarda età imperiale (V secolo). |
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La colonna dirimpetto alla
chiesa, qui trasportata nel '600, è l'unica rimasta della Basilica di Massenzio
(o di Costantino), a sud del Foro Romano. Alle spalle della chiesa, invece, si
trova uno degli obelischi egizi di Roma (cfr. Obelischi per i dettagli).
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Altri splendidi mosaici (IX secolo) si trovano
nella vicina chiesa di S.Prassede [15], quasi nascosta in una strada buia e stretta: la
volta della piccola cappella di S.Zeno ne è completamente ricoperta. |
I MONUMENTI UNO PER UNO

1) Battisterio Lateranense
2) Obelisco del Laterano
3) Scala Santa
4) Ospedale di S. Giovanni
5) SS. Pietro e Marcellino
13) Acquedotto Claudio
14) Rovine del Tempio di Ercole Callaico
21) S. Bernardo alle Terme
22) Fontana dell'Acqua Felice
28) Palazzo Rospigliosi
30) S. Caterina a Magnanapoli
39) S. Francesco di Paola
40) S. Pietro in Vincoli
41) SS. Silvestro e Martino ai Monti
42) Arco di Tito
43) Tempio della Pace
44) S. Lorenzo in Miranda
45) SS. Luca e Martina
46) Colonna Traiana
I colori diversi raggruppano i monumenti che sono descritti nella stessa pagina (per via della scala della pianta alcuni monumenti sono stati omessi).
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