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Porta Angelica (Libro I) (Pianta D1) (VIII giorno)
In questa pagina: Tavola di Giuseppe Vasi Com'è oggi
La porta Palazzo
Belvedere S.
Anna dei Palafrenieri Le Mura tra Porta Angelica
e Porta Castello
La Tavola (No. 19)
Al tramonto i raggi del sole e le ombre colpiscono gli edifici,
i pastori e le loro greggi si preparano per la notte.
La vista è presa dal punto segnato in verde nella piantina del 1748, sotto.
Nella descrizione relativa all tavola Vasi faceva riferimento a: 1) Casino di Belvedere; 2)
Corridoi che collegano il Casino al Palazzo Vaticano. 1) è mostrato in altra pagina.
La piantina mostra anche: 3) Porta Angelica; 4) S.
Anna dei Palafrenieri.
 
Oggi
Il perimetro delle Mura fu modificato dopo il Concordato del 1929 tra lo Stato italiano
e la Santa Sede. Allo scopo di rispecchiare il confine della Città del Vaticano un nuovo
muro fu costruito tra Porta Angelica e Piazza San Pietro,
mentre il muro in direzione di Castel
Sant'Angelo fu abbattuto, compresa Porta Angelica, così nominata da
Pio IV (Giovanni Angelo Medici) e dedicata all'Angelo Custode.
La Porta
 
Gli angeli e lo stemma di Pio IV sono stati risistemati in
Piazza Risorgimento.
Pio IV ebbe un ruolo significativo nel migliorare gli accessi a Roma.
Oltre a Porta Angelica egli fece costruire Porta Pia, Strada Pia (il rettifilo che la congiungeva al Palazzo del Quirinale)
e Strada Angelica, un'altra strada che congiungeva Porta Angelica a Ponte Milvio e alla Via
Cassia. Questa strada è celebrata nelle iscrizioni sopra un'apertura
nelle antiche mura del Vaticano (il Passetto) che permettevano un facile accesso a Porta Angelica
e alla Strada Angelica. Urbano VIII
non mancò di aggiungere il proprio stemma a quello di IV.
Palazzo Belvedere
Il palazzo fu costruito da Innocenzo VIII (vedi iscrizione e stemma)
in forma di fortezza (le mura non erano lì). Alla fine del
XVIII secolo cominciò ad essere usato come sede delle Collezioni Papali
e Pio VI aprì un
balcone per portare luce al cortile ottagonale e alle sue famose sculture,
tra le quali l'Apollo del Belvedere.
S. Anna dei Palafrenieri

Porta S. Anna è l'ingresso commerciale al Vaticano. Ogni mattina il flusso
dei dipendenti giunge al lavoro sotto lo sguardo severo della Guardia Svizzera, che ha le proprie caserme
propro di fronte alla chiesa.
Palafrenieri è parola pomposa per staffiere.
La chiesa fu costruita nel 1575
molto probabilmente da Giacinto Barocci, figlio di Jacopo
Barocci detto il Vignola, ma le fu data un'aria barocca da Alessandro
Specchi che (all'inizio del secolo XVIII) aggiunse il portale, la balaustrata e
i campanili. La moderna entrata al Vaticano fu costruita sotto Pio XI, i cui simboli
araldici (Un'aquila in cima a tre palle) sono scolpiti in stile "littorio"
sulla cima dei pilastri.
Le Mura tra Porta Angelica e
Porta Castello
A sinistra il moderno stemma di Pio XI che celebra il completamento
del nuovo muro. Uno stemma di Pio IV delle vecchie mura si può vedere dal cortile di
un edificio in Via Stefano Porcari.
Passo scelto dell'Itinerario di Giuseppe Vasi del 1761 relativo a questa pagina:
Chiesa
di s. Anna de' PalafrenieriLa confraternita de'
Palafrenieri, perchè aveva anticamente una cappella dedicata a s.
Anna nel tempio vecchio di s. Pietro, e restandone privi per la
nuova fabbrica nell'an. 1575. edificarono questa chiesa col disegno
di Giacomo Barozzio, eseguito però da Giacinto suo figliuolo.
Porta
AngelicaFu questa una di quelle fatte da s. Leone IV. e
si chiamava Porta s. Petri, sebbene l'antica Porta s. Petri, prima
di s. Leone stesse presso la chiesa di s. Gio. de' Fiorentini: ma
dipoi essendo nell'anno 1563. rinnovata da Pio IV. si disse
Angelica, non per gli Angioli, che si vedono scolpiti in marmo nelli
stipiti laterali, ma perchè Angelo si chiamò quel Pontefice prima di
essere eletto Papa.
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Castello Prossima tappa nell'itinerario dell'VIII giorno: Chiesa di S. Maria delle
Grazie
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