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S. Giacomo in
Scossacavalli (Libro VI) (VIII giorno)
In questa pagina:
![]() Siamo nel cuore di Borgo, la popolata area tra San Pietro e il Tevere. Il nome deriva probabilmente dal fatto che qui i pellegrini smontavano da cavallo prima di accedere in Vaticano. La piazzetta è uno spazio vuoto tra Borgo Vecchio e Borgo Nuovo. La vista è presa dal punto segnato in verde nella piantina del 1748, sotto. Nella descrizione relativa alla tavola Vasi faceva riferimento a: 1) Palazzo Giraud; 2) S. Giacomo; 3) S. Maria della Traspontina; 4) Collegio de' Penitenzieri. La piantina riporta anche 5) Palazzo degli Eretici Convertiti. ![]() ![]() Oggi
![]() Una larga strada (Via della Conciliazione) fu completata nel 1950 per fornire un accesso maestoso a Piazza San Pietro. Tutte le case tra Borgo Vecchio e Borgo Nuovo e la chiesa furono sacrificate alle moderne necessità. Si può tentare di arrivare a Piazza San Pietro attraversando il vicino Borgo S. Spirito per provare la stessa impressione che provavano i pellegrini che, provenendo da una stradina, si trovavano improvvisamente di fronte all'enorme spazio di Piazza San Pietro. Palazzo Torlonia
![]() Fortunatamente alcuni dei vecchi palazzi tra Borgo Vecchio e Borgo Nuovo
furono risparmiati. Palazzo Torlonia (noto anche come Palazzo Giraud) fu eretto nel
1506 ed è una deliziosa riproduzione del Palazzo della
Cancelleria. Il primo proprietario fu il Cardinal Adriano da Corneto, poi Enrico VIII
ebbe qui la sua Ambasciata. Palazzo dei Penitenzieri (di fronte a
Palazzo Torlonia) fu in parte modificato mediante l'aggiunta di una torre. Esso conserva
tuttavia alcune graziose finestre rinascimentali (vedi lo sfondo della pagina)) con
iscrizioni in onore del Cardinal Domenico della Rovere e parti delle vecchie decorazioni
a graffito. Sfortunatamente il Palazzo degli Eretici Convertiti
tra Borgo Vecchio and Borgo Nuovo (che si vede nella tavola all'estrema sinistra)
fu abbattuto. La fontana che si vede nella tavola fu portata davanti S. Andrea della Valle.
![]() Case di Febo Brigotti e di Jacopo da Brescia
![]() Un edificio moderno su di un lato della strada fu decorato con
le facciate di due edifici rinascimentali abbattuti per aprire Via della
Conciliazione e che appartenevano entrambi a medici di Papi. La casa di
Febo Brigotti (medico di Paolo
III, 1534-49) aveva una facciata piuttosto semplice
con un arco d'entrata. Jacopo da Brescia (medico di Leone X 1513-21) poteva far conto
su delle entrate decisamente più sostanziose: Leone X godeva infatti di pessima salute
(questo era stato uno dei fattori che avevano portato alla sua elezione). Nel 1517
Pietro Vercelli, medico papale, si era lasciato corrompere per avvelenarlo
ma il complotto era stato scoperto e Pietro Vercelli squartato vivo. Jacopo da
Brescia lo sostituì e fu così ben pagato che nel 1520 aveva completato un palazzo
imponente, il progetto del quale è attribuito a Raffaello.
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