S. Giacomo in Scossacavalli (Libro VI) (VIII giorno)

In questa pagina:
Tavola di Giuseppe Vasi
Com'è oggi
Palazzo Torlonia (Giraud) e Palazzi dei Penitenzieri e degli Eretici Convertiti
Case di Febo Brigotti e di Jacopo da Brescia

La Tavola (No. 120)


Siamo nel cuore di Borgo, la popolata area tra San Pietro e il Tevere. Il nome deriva probabilmente dal fatto che qui i pellegrini smontavano da cavallo prima di accedere in Vaticano. La piazzetta è uno spazio vuoto tra Borgo Vecchio e Borgo Nuovo.
La vista è presa dal punto segnato in verde nella piantina del 1748, sotto.
Nella descrizione relativa alla tavola Vasi faceva riferimento a: 1) Palazzo Giraud; 2) S. Giacomo; 3) S. Maria della Traspontina; 4) Collegio de' Penitenzieri.
La piantina riporta anche 5) Palazzo degli Eretici Convertiti.


Oggi


Una larga strada (Via della Conciliazione) fu completata nel 1950 per fornire un accesso maestoso a Piazza San Pietro. Tutte le case tra Borgo Vecchio e Borgo Nuovo e la chiesa furono sacrificate alle moderne necessità. Si può tentare di arrivare a Piazza San Pietro attraversando il vicino Borgo S. Spirito per provare la stessa impressione che provavano i pellegrini che, provenendo da una stradina, si trovavano improvvisamente di fronte all'enorme spazio di Piazza San Pietro.

Palazzo Torlonia

Fortunatamente alcuni dei vecchi palazzi tra Borgo Vecchio e Borgo Nuovo furono risparmiati. Palazzo Torlonia (noto anche come Palazzo Giraud) fu eretto nel 1506 ed è una deliziosa riproduzione del Palazzo della Cancelleria. Il primo proprietario fu il Cardinal Adriano da Corneto, poi Enrico VIII ebbe qui la sua Ambasciata. Palazzo dei Penitenzieri (di fronte a Palazzo Torlonia) fu in parte modificato mediante l'aggiunta di una torre. Esso conserva tuttavia alcune graziose finestre rinascimentali (vedi lo sfondo della pagina)) con iscrizioni in onore del Cardinal Domenico della Rovere e parti delle vecchie decorazioni a graffito. Sfortunatamente il Palazzo degli Eretici Convertiti tra Borgo Vecchio and Borgo Nuovo (che si vede nella tavola all'estrema sinistra) fu abbattuto. La fontana che si vede nella tavola fu portata davanti S. Andrea della Valle.

Case di Febo Brigotti e di Jacopo da Brescia

Un edificio moderno su di un lato della strada fu decorato con le facciate di due edifici rinascimentali abbattuti per aprire Via della Conciliazione e che appartenevano entrambi a medici di Papi. La casa di Febo Brigotti (medico di Paolo III, 1534-49) aveva una facciata piuttosto semplice con un arco d'entrata. Jacopo da Brescia (medico di Leone X 1513-21) poteva far conto su delle entrate decisamente più sostanziose: Leone X godeva infatti di pessima salute (questo era stato uno dei fattori che avevano portato alla sua elezione). Nel 1517 Pietro Vercelli, medico papale, si era lasciato corrompere per avvelenarlo ma il complotto era stato scoperto e Pietro Vercelli squartato vivo. Jacopo da Brescia lo sostituì e fu così ben pagato che nel 1520 aveva completato un palazzo imponente, il progetto del quale è attribuito a Raffaello.

Brano dall'Itinerario di Giuseppe Vasi del 1761 relativo a questa pagina:


Palazzo Giraud
Poco dopo siegue quest'antico e magnifico palazzo edificato da Bramante Lazzari, e posseduto per lungo tempo da' Re d'Inghilterra, ma poi da Errico VIII. essendo stato donato al Card Campegi, passò dipoi ai Colonnesi, e comprato poi da Innocenzo XII. vi collocò il collegio Ecclesiastico; ma essendo questo trasferito come dicemmo, presso ponte Sisto, questo palazzo passò nel March. Giraud, il quale vi fece di nuovo il portone.
Si apre quivi una sa piazza con un delizioso fonte fattovi da Paolo V. con disegno di Carlo Maderno. Da una parte evvi il palazzo Madruzzi, poi del Card. Pallotta, e finalmente da s. Pio V. ridotto in collegio per i padri Gesuiti penitenzieri di s. Pietro in Vaticano, e da un altra parte evvi la
Chiesa di s. Giacomo Scossacavalli
Prese un tal nome questa piccola chiesa, secondo che si legge, fin dal tempo di s. Elena madre del Gran Costantino, poichè la santa Imperatrice avendo fatto portare in Roma due pietre segnalate, una su cui Abramo aveva posato il suo figliuolo Isacco per sagrificarlo a Dio, e l'altra, sopra la quale fu posato Gesù Cristo quando la santissima Vergine lo presentò al tempio, le quali essa pensava di collocare nella basilica Vaticana; giunti quivi i cavalli, che le portavano, non vollero proseguire più oltre il cammino, ancorchè fossero dà condottieri sforzati ed aspramente battuti: onde fabbricata quivi una chiesa, in essa furono riposte. E' notabile, che in questa chiesa parrocchiale nel 1514. fu eretta la seconda Confraternita per associare il ss. Viatico agl'infermi, che poi da Innocenzo XII. fu ordinato nell'an. 1694. che simile si facesse in tutte le altre parrochie di Roma, concedendovi molte indulgenze. Incontro a questa chiesa evvi il
Palazzo già Spinola, e Ospizio per gli Eretici convertiti alla fede Cattolica
Molto grande, e magnifico è questo palazzo, già eretto con architettura di Bramante Lazzeri, vedendosi nella strada l'ammirabile portone, e balcone ornato di colonne doriche. E' notabile, che in esso poi morì in tempo d'Innocenzo VIII. Carlotta Regina di Cipro, e poi Raffaelle da Urbino in tempo di Leone X. Dipoi comprato dal Card. Girolamo Gastalli, assegnò quella parte di esso verso la piazza per ospizio degli Eretici dell'uno, e dell'altro sesso, che sono risoluti di professare la religione Cattolica.

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