Ponte Rotto (Libro V) (Pianta C3) (V e VI giorno)

In questa tavola:
Tavola di Giuseppe Vasi
Com'è oggi (S. Salvatore a Ponte Rotto)
Ponte Rotto

La Tavola (No. 94 - ii)

Vasi mostra in questa tavola l'Aventino, l'unico colle storico di Roma toccato dal fiume.
La vista è presa dal punto segnato in verde nella piantina del 1748, sotto.
Nella descrizione relativa alla tavola Vasi faceva riferimento a: 1) S. Sabina ; 2) S. Alessio ; 3) S. Salvatore in Trastevere; 4) Fenili ; 5) Mulino.


Oggi

Solo un'arcata è rimasta del ponte rotto. Le modifiche del letto del fiume alla fine del XIX secolo causarono la perdita della chiesetta di S. Salvatore e di parte del fiume.

Ponte Rotto

Il ponte ricostruito sulle rovine di un antico ponte Romano da Gregorio XIII nel 1575 fu distrutte dalla grande piena della Notte di natale del 1598. Quest'alluvione è ricordata da una tavola in S. Spirito in Sassia. Il drago è il simbolo araldico di Gregorio XIII.

Brano dall'Itinerario di Giuseppe Vasi del 1761 relativo a questa pagina:


Rovine del ponte di s. Maria, detto Rotto
Questo si disse da alcuni ponte Senatorio, da altri Janiculense, e fu il secondo ponte, che fosse eretto presso Roma, e però tutta la spiaggia, che era tra il suddetto ponte Sublicio, e questo dicevasi inter duos pontes: perciò quivi deve intendersi essere stata la statua di Simon Mago, che descrive s. Giustino martire, e non fra li due ponti dell'isola Tiberina, come fin ora si è creduto. Ebbe principio questo ponte da Marco Fulvio Censore, e poi fu compito da Publio Scipione Africano, e L. Mammio Censori; dipoi essendo per la vecchiezza in parte rovinato, da Giulio III. fu rifatto; ma avendo altra volta pericolato, fu fatto di nuovo da Greg. XIII. l'an. 1575. e finalmente nel 1598. seguendo una grande inondazione rovinarono due archi, e perciò rimanendo in abbandono, dicesi Ponte rotto, ed ancora di s. Maria per la divisata chiesa, che sta da questa parte.
Chiesa di s. Salvatore a Ponte Rotto
A fianco del ponte Senatorio, oggi rotto, si vede questa chiesa, la quale molto dovette essere cospicua ne' secoli passati, poichè conservandosi in essa i corpi de' ss. Proto, e Giacinto, s. Simmaco Papa vi fece la confessione di argento; ma nell'ultima ristaurazione fatta l'anno 1471. da Sisto IV. le colonne della nave di mezzo furono incluse entro i pilastri, e li sagri Corpi furono trasportati alla chiesa di s. Giovanni de' Fiorentini.

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