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S. Maria in Dominica (Libro III) (Pianta B3) (I giorno)
In questa pagina:
![]() Questa tavola mostra diversi soggetti interessanti appartenenti a periodi differenti della
storia di Roma, dalle rovine Romane alle chiese medievali e rinascimentali.
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Sebbene la strada sia oggi molto più larga l'area in cima al Celio ha conservato il suo aspetto evocativo.
La chiesa è una delle più antiche parrocchiali di Roma, ricostruita da Pasquale I nel 817. Il Cardinal Giovanni de' Medici, che più tardi divenne Leone X, fece erigere il portico durante il pontificato di Innocenzo VIII. La testa di leone sugli archi è un simbolo del papa (vedi lo sfondopagina). Lo stemma in facciata celebra Innocenzo VIII, mentre lo stemma di Leone X e nel portico.
La Navicella è una copia eseguita per ordine di Leone X di un piccolo marmo romano trovato nella zona. Il tema della navicella riappare sul bel soffitto ligneo Tardorinascimentale della chiesa.
L'attuale ingresso a Villa Mattei non si vede nella tavola. Si tratta dell'antica entrata principale a Villa Giustiniani e fu spostata qui negli anni Venti del '900 quando Villa Mattei fu comprata dallo Stato e aperta al pubblico. Questo ingresso risale agli inizi del XVII secolo e fu disegnato da Carlo Lambardi. La Villa è anche chiamata Celimontana in riferimento alla sua collocazione (Mons Celius).
Questi edifici medievali erano parte di un ospedale annesso alla chiesa di S. Tommaso in Formis. Questa chiesa apparteneva all'ordine dei Trinitariani devoto al riscatto dei prigionieri cristiani. Il medaglione a mosaico fu realizzato nel XIII secolo e mostra Cristo tra uno schiavo bianco ed uno nero. I Trinitariani costruirono in Via Condotti nel XVIII secolo la Chiesa della SS. Trinità. Rovine dell'Acqua Claudia e Arco di Dolabella
Le rovine che compaiono nella tavola appartengono all'acquedotto fatto costruire dall'Imperatore Claudio (Acqua Claudia), che portava acqua al Palazzo Imperiale sul Palatino (un altro tratto dell'acquedotto si può vedere vicino a Porta Maggiore). L'iscrizione menzionata da Vasi nella Tavola celebra l'erezione dell'arco (probabilmente una porta delle antiche mura repubblicane) da parte dei consoli Dolabella e Silliano nel 10 d.C.. Alla fine l'arco fu incorporato nell'acquedotto. La strada porta a SS. Giovanni e Paolo.
La più grande chiesa a pianta circolare di Roma fu eretta
alla fine del V secolo da Papa Simplicio sui resti di precedenti edifici, probabilmente
il Macellum Magnum dell'Imperatore Nerone. Scavi recenti hanno portato alla luce tracce
di un Mithraeum, un tempio della religione monoteistica che i cristiani temevano di più.
Papa Niccolò V (vedi il suo stemma dipinto) la restaurò e ne ridusse le dimensioni lasciando fuori
l'anello più esterno (usando una parte di esso per fare il portico).
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