Prospetto Principale del Collegio Romano
(Libro IX) (Pianta B2) (I e IV giorno) (Vista C7) (Rione Pigna)

In questa pagina:
 Tavola di Giuseppe Vasi
 Com'è oggi (incluso Piè di Marmo)
 Collegio Romano
 S. Stefano del Cacco e Palazzo Frangipane

La Tavola (No. 162)

Gli sforzi della Contro Riforma necessitavano di un supporto dal punto di vista teologico e culturale. A questo scopo Gregorio XIII fece erigere questo grande collegio per i Gesuiti. sinistra la chiesa e il monastero di S. Marta, alla fine della piazza la stradina che porta al Piè di Marmo. La vista è presa dal punto segnato in verde nella piantina del 1748, sotto. Nella descrizione relativa alla tavola Vasi faceva riferimento a: 1) Parte di Palazzo Panfili; 2) S. Marta; 3) Strada che porta a Piè di Marmo. La piantina riporta anche 4) S. Stefano del Cacco; 5) Collegio Romano; 6) Palazzo Frangipane.

Oggi

Il collegio è oggi una scuola superiore di proprietà dello Stato (considerata tra le migliori di Roma); il monastero è sede di un distretto di polizia. Nella stretta stradina laterale vicina al monastero il colossale Piè di Marmo continua a sorprendere i passanti.

Collegio Romano


Lo stemma di Gregorio XIII ha perso i suoi attributi papali, ma il drago dei Boncompagni è rimasto sul portale
e sulla meridiana (sotto le ore pomeridiane).

Gregorio XIII è conosciuto per la riforma del calendario che stabilì che tra gli anni multipli di 100 solo quelli che lo sono anche di 400 rimanessero bisestili. Il ritardo accumulato dalla riforma di Cesare (10 giorni) fu recuperato passando direttamente dal 4 al 15 ottobre 1572.
Ovviamente egli incoraggiò gli studi astronomici e il Collegio Romano conserva tuttora l'osservatorio costruito in tempi più recenti per consentire una miglior osservazione del cielo di Roma.

S. Stefano del Cacco e Palazzo Frangipane

La chiesa è situata dov'era il Tempio di Iside e Serapide, divinità egiziane. Il tempio era l'edificio principale di un grande complesso (Iseum Campense) abbellito di obelischi e statue (Piè di Marmo e Madama Lucrezia vengono da questo complesso).
Il nome del Cacco è molto probabilmente dovuto alla statua Egizia di Thot (un dio con la testa di cane), che finì per essere scambiata per quella di un macaco, da cui "cacco".
(Clicca QUI per una pagina dedicata alla chiesa

Una piccola e pressoché nascosta strada che porta al Gesù è impreziosita dal portale del Palazzo Frangipane, degli inizi del XVII secolo. La famiglia dei Frangipane ebbe un ruolo importante a Roma tra il XII e il XIV secolo. Avevano trasformato il Colosseo in una fortezza, ma nel XVII secolo la loro influenza e la loro ricchezza si erano parecchio ridotte. Si fecero costruire la loro cappella di famiglia in S. Marcello al Corso.

Brano dall'Itinerario di Giuseppe Vasi del 1761 relativo a questa pagina:


Collegio Romano
Alla chiesa di s. Ignazio è unito questo magnifico Collegio, eretto col disegno di Bartolommeo Ammannato da Gregorio XIII. per pubblica utilità de' giovani studiosi. Perciò vi si insegna da' PP. Gesuiti la lingua latina, l'ebraica, la greca, e tutte le scienze principiando dall'umanità, rettorica, mattematica, filosofia, e teologia, e però vi concorrono delli studenti, anche di altri collegj. Oltre una copiosa e scelta libreria, evvi ancora un museo di cose antiche, e curiose assai celebre.
Chiesa e Monastero di S. Marta
Da s. Ignazio di Lojola fu eretto il monastero, che incontro al collegio si vede, per collocarvi le povere donne peccatrici, che volevano far penitenza. Ma poi trasportate queste altrove nel 1561 vi furono introdotte delle vergini anche nobili, e furono poste sotto la regola di s. Agostino, e però fu rinnovata, ed ornata la chiesa con marmi, stucchi dorati e pitture. La Trasfigurazione nell' altare a destra è pittura di Alessandro Grimaldi, il s. Francesco Saverio nell'altra di Paolo Albertoni, e il s. Gio. Batista, che siegue di Francesco Cozza, Le tre Marie al sepolcro e quelle di fianco all'altare maggiore sono di Luigi Garzi, l'altro incontro di Fabio Cristofari, e la s. Maria Maddalena, e s. Marta sono di Guglielmo Cortesi. La ss. Vergine nell'altare, che siegue è del Geminiani, l’altra col Bambino e s. Agostino è di Giacomo del Po, il s. Angelo Custode nell'ultimo è di Francesco Rosa, e le pitture nella volta sono del Baciccio.
...si vede nel cantone del secondo vicolo un gran piede di marmo, che dà il nome alla strada, e alla contrada ancora, ed entrando in quel medesimo vicolo si vede la
Chiesa di s. Stefano del Cacco
Fu questa eretta sull'antico tempio d' Iside e Serapide, abbruciato da Claudio Imperatore in occasione, che Paolina nobile, e pudica matrona romana, fu ivi offesa da un tale chiamato Mondo, ingannata però da' sacerdoti di quel tempio, i quali le diedero a credere esser amata da Anubi loro Dio: per lo qual misfatto furono tutti fatti morire: ma il tempio fu poi rifatto da Aless. Severo, ed ornato di figure e simboli usati dagli Egizi, de' quali furono i leoni di pietra egizia, che stanno nel fonte dell'acqua felice, e le sfingi a piedi del Campidoglio, con altre quivi trovate. Fu conceduta questa chiesa ai Monaci Silvestrini l'anno 1563. i quali l'hanno riattata, conservandola però nell'antica forma. Il Cristo morto è di Pierin del Vaga, e le pitture a fresco nella tribuna sono del Consolano, ed altre del Baglioni.

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Prossima tappa nell'itinerario del I giorno: Palazzo Panfilio
Prossima tappa nell'itinerario del IV giorno: Palazzo Marescotti