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Rione San Saba

NOME
San Saba prende il nome dall'omonima chiesa.

STEMMA
Lo stemma è una luna orizzontale con sotto un giogo bovino

Roma fu costruita su sette colli a partire dal Palatino. La leggenda narra che fu fondata da Romolo, ma perché da lui e non dal fratello Remo?
Per stabilire chi dei due avrebbe dato il nome alla città (Roma da Romolo oppure Remuria da Remo) i sacerdoti stabilirono che i gemelli avrebbe aspettato un segno dal cielo. Così Romolo andò sulla cima del Palatino e Remo su quella dell'Aventino: chi avrebbe visto più cornacchie? Fu il primo caso registrato di birdwatching nella storia dell'umanità.
Romolo ne vide di più (o Giove lo preferì) e così fu lui il fondatore della nuova città che prese il suo nome e la sua casa sul Palatino diede origine alla parola palazzo. In seguito Roma si espanse sugli altri sei colli tra cui l'Aventino.

Il colle ha due sommità, l'Aventino propriamente detto vicino al fiume ed il Piccolo Aventino o San Saba più all'interno.

Le Mura furono erette drante il periodo repubblicano e nella pianta disegnata da Rodolfo Lanciani alla fine del XIX secolo si vede che attraversano i due picchi del colle (in nero la Roma Romana, in rosso la Roma Cristiana)

Pianta di Rodolfo Lanciani

Cominciamo la nostra passeggiata dalla piazza con i cipressi: è Piazza Remuria, il luogo dove si piazzò Remo per osservare le cornacchie e che avrebbe potuto essere il sito iniziale della sua città.

 

Le Mura


Diamo un'occhiata alle mura, che proteggono San Saba dai barbari moderni, cioè le automobili. Nel 275 d.C. l'Imperatore Aureliano costruì delle nuove mura per proteggere Roma. Sull'Aventino erano molto vicine alle vecchie, mentre in altri punti racchiudevano ampi spazi come per esempio a nord il Campo Marzio, l'area tra il Campidoglio e il fiume. I Romani erano soliti costruire monumenti funerari lungo le strade immediatamente fuori le mura: Caio Cestio, un uomo molto ricco, volle costruirsi una piramide ed Aureliano, alcuni secoli dopo, la incorporò nelle nuove mura. La porta (Ostiense o S. Paolo) fu ampliata fino a farla diventare un castelletto in epoca medievale. Le mura furono fortificate con molte torri. Nel '500 Papa Paolo III pensò di adeguare le mura alla nuova architettura militare e chiese a Sangallo il Giovane (un grande esperto) di costruire un bastione quale esperimento pilota in San Saba. Nella foto sopra in basso a destral'imponente risultato. I costi impedirono però di continuare.

 La vista sulle Terme di Caracalla

Il fianco nord di San Saba guarda sulle rovine delle Terme di Caracalla e dietro di esse si scorge il profilo di S. Giovanni in Laterano.

Porta San Sebastiano

Narra una leggenda che l'apparizione dell'Arcangelo Michele -  la figura più cara all'iconografia cristiana dei primi secoli insieme con San Pietro e San Paolo - mise in fuga nel 1327 le truppe regolari del Re di Napoli che muoveva alla conquista di Roma. Dinanzi a questa porta una banda di laceri popolani combatté con successo per la difesa della libertà ma la loro modestia li portò ad attribuire il merito della vittoria ad un intervento soprannaturale. Si disse che l'Arcangelo volesse ammonire e scoraggiare ogni possibile conquistatore, consacrando l'appartenenza dell'Urbe a Dio ed al papa. I romani vollero dedicare quindi la Porta, oltre che al Santo eponimo, anche all'Arcangelo: si può osservare infatti sotto l'arcata, a destra, l'Immagine di San Michele incisa nella pietra con mano popolare, forse da uno fra gli stessi protagonisti della battaglia. Altrettanto minuziosa è la lunga iscrizione in caratteri gotici che rievoca il fatto.

Santa Balbina

Dopo la caduta dell'Impero Romano San Saba fu quasi completamente abbandonato. Furono fondate solo due chiese su parti di edifici preesistenti:  Santa Balbina aveva anche un monastero annesso in forma di piccola fortezza con un'alta torre che domina su di una bella vista. All'interno un capolavoro di Giovanni Cosmas. La chiesa riporta lo stemma del Cardinal Barbo, nipote di Paolo II. La strada che conduce a S. Balbina è una delle poche Strade silenziose di Roma.

San Saba

Quella di San Saba è una chiesa molto antica, ma intermente rifatta nel 1465 dal Cardinal Piccolomini che divenne Papa Pio II (vedi lo stemma con le cinque lune). L'abside mostra una semplice decorazione a mattoni che ha ispirato...

... i Nuovi insediamenti



Nel 1909 il colle di San Saba fu scelto per lo sviluppo residenziale. Il piano urbanistico, diversamente da altre parti di Roma, previde costruzioni più piccole anziché casamenti enormi. Previste per ospitare i meno abbienti furono tuttavia costruite con grazia e ispirazione. Alle nuove strade furono dati nomi di artisti del Barocco: la piazza principale fu dedicata a Gian Lorenzo Bernini che fu più fortunato del rivale Francesco Borromini, relegato alla strada che si vede sulla sinistra. u see on the left. In ogni caso il particolare della foto sotto ricorda qualcosa delle sue opere. Negli anni Trenta altre case case furono costruite ai piedi del colle, alcune senza pretese ma altre rivelano la mano di buoni architetti: la forma del piccolo balcone coperto nella foto sotto sembra chiaramente ispirarsi al balcone del Palazzo della Regina di Polonia.

La Chiesa dei SS. Nereo e Achilleo

La chiesa dei SS. Nereo e Achilleo si trova fra le Terme e il viale di Caracalla, quasi all'angolo del vasto piazzale Numa Pompilio.
La leggenda narra che durante la fuga dalla Roma delle persecuzioni ai Cristiani S. Pietro si fermasse nella chiesa dei SS. Nereo e Achilleo per riposarsi e la tradizione vuole che in quel luogo perdesse una delle fasce che proteggevano le ferite provocate dalle catene della prigionia.
Per questo la chiesa dei SS. Nereo e Achilleo è anche nota a molti come il Titulus Fascìolae per quella fasciatura che vi è conservata.
Ciò che colpisce è l'oasi di silenzio e la calma dei luoghi in cui sembra essere immersa la chiesa. Anche la facciata, così modesta seppur dignitosa, si distacca dalla caotica metropoli che poco più in là vive. La chiesina stende avanti a sé due brevi mura ad abbracciare ed accogliere il viandante.
Benché sia stata sottoposta a due rifacimenti nei secoli XV e XVI (dovuta al Cardinale Baronio nel 1597) mantiene un aspetto ancora romito e medievale.
Le prime notizie circa la chiesa o, più esattamente, il "titulus" la fanno risalire al 337. Di certo la chiesa fu ricostruita e ampliata più volte non ultima durante il pontificato di San Leone III, pontefice dal 795 all'816. La facciata è sobria e umile e non si può non apprezzare la scelta operata dai committenti durante le ricostruzioni del XV secolo e del 1597. Risaltano il semplice protiro a due colonne e, nel sagrato, un'altra colonna romana sormontata da un capitello con teste leonine e dalla Croce.
L'interno a tre navate divise da colonne a sezione ottagonale, tipiche dello stile divulgato a Roma da Baccio Pontelli fra il 1470 e il 1492, così come i capitelli, hanno uno stile quattrocentesco che non altera il fascino medievale dei luoghi. Il mosaico dell'arcone absidale, che risale a San Leone III, e le fini e minuziose opere dei Cosmati che abbelliscono la chiesa con la loro vivace policromia furono infatti solo in parte (Schola Cantorum, cattedra episcopale, con elementi romanici e gotici, ecc.) eseguite per ornarne le navate; altre provengono, infatti, da S. Paolo fuori le Mura, mentre altre ancora furono eseguite rimettendo in opera marmi romani provenienti dalle vicine Terme di Caracalla.
Gli altari (si noti l'altare maggiore e le colonne che reggono il baldacchino ed il ciborio) vennero composti con colonne antiche mentre le pareti furono ricoperte dal Pomarancio con pitture discrete, forse per dar maggiore risalto al mosaico dell'arcone.