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Il 3 febbraio 1871 Roma fu proclamata nuova capitale del Regno
d'Italia. The court, il parlamento e i ministeri si trasferirono nel
corso dell'anno. Fu l'inizio di un boom per il mercato immobiliario. In 30
anni la popolazione crebbe dai 244.484 abitanti del 1871 ai 462.783
del 1901.
Il progetto del nuovo quartiere seguì uno schema regolare (in Italia tipico di Torino, la prima capitale del Regno d'Italia) con una grande densità di costruzioni. Un aspetto interessante dell'orientamento delle strade è che esso non permette di vedere la cupola di S. Pietro: la classe di governo italiana ed il Papa erano ai ferri corti e Prati sembra volgere la schiena al simbolo del precedente governo di Roma. Un altro effetto di questo aspro confronto fu la dedica della principale strada del nuovo quartiere a Cola di Rienzo (1313-54) che nel 1347 aveva tentato di restaurare una sorta di Repubblica Romana resuscitando per sé il ruolo di tribuno del popolo, un'antica istituzione Romana.
The main thrust behind allo sviluppo di Prati fu di fornire alloggi economici ai lavoratori che si erano trasferiti a Roma e in generale al crescente numero di immigrati e perciò nel progetto iniziale non si pensò a grandi piazze, giardini o altre amenità. Solo in un secondo tempo, e più compiutamente dopo la I Guerra Mondiale, il quartiere acquistò maggior considerazione e fu abbellito con edifici più interessanti e con monumenti. Questo piccolo tour del Rione Prati comincia con una delle sue piazzette (Piazza dei Quiriti - N° 1 in pianta) e con una fontana progettata nel 1928 da Arnaldo Serra: il disegno, basato su due vasche, ha una vaga rassomiglianza con altre fontane storiche, mentre la pigna in cima è un chiaro riferimento alla Pigna di Belvedere, una fontana dell'antica Roma. Nel 1887 Papa Leone XIII (1878-1903) festeggiava il suo 50° di sacerdozio e furono raccolte molte offerte per celebrare l'evento. Il papa scelse Prati come il quartiere più adatto per essere dotato di una grande chiesa. La chiesa fu dedicata a S. Gioacchino (il nome del papa era Gioacchino Pecci) e fu progettata da Raffaele Ingami (Via Pompeo Magno - N° 2 in pianta).
La facciata, come quella di molte chiese medievali di Roma, fu abbellita con un grande mosaico. Mentre nella Fontana dei Fiumi e nel soffitto di S. Ignazio il mondo è rappresentato da quattro continenti, nel mosaico i continenti sono cinque... egli Australiani non brontolano.
L'eclettismo, o combinazione di stili differenti, è la caratteristica principale di Prati. La foto sopra mostra due degli edifici più sorprendenti che si possano trovare a Roma. Nel 1887 un incendio danneggiò la parte posteriore di Palazzo Odescalchi; il principe Baldassarre Odescalchi, influenzato dalla moglie fiorentina, una Rucellai, chiese all'architetto Raffaele Ojetti di ricostruirlo avendo in mente Palazzo Medici Riccardi di Firenze e Baldassare/Ojetti diede lo stesso aspetto ad un grande blocco di appartamenti in Prati (Via Vittoria Colonna - N° 3 in pianta). Nel 1893 Victor Jouet, un missionario Francese, fondatore di una confraternita particolarmente devota a pregare per le anime del Purgatorio, si dette da fare per comprare un piccolo appezzamento in ottima posizione vicino al Tevere. Per via dello spazio limitato ma seguendo il suo gusto egli chiese all'architetto Giuseppe Gualandi di progettare una chiesa with a vertical thrust. Il risultato fu chiamato dai Romani il piccolo Duomo di Milano, per i suoi molti pinnacoli (Lungotevere Prati - N° 4 in pianta). Palazzo di Giustizia (1888-1910) and statue of Cicero The triumph of eclecticism was achieved in the design of a colossal building aimed at hosting all the different courts of justice (once in Palazzo di Montecitorio). The aim of the government was to build a monumental palace which would compete with those of the past. The winner of the competition was architect Guglielmo Calderini. The site chosen at the end of a new street which started from Via del Corso, near Chiesa della SS. Trinità and across a new bridge, provided for the building a very fine perspective. It had however the disadvantage of being too close to the river and its marshy shore so that it took 22 years to complete it and the cost was enormous. The palace (Piazza dei Tribunali - No 5 in the map) assembled elements of Renaissance and Neoclassicism styles with a rather Baroque excess of decoration and statues. Both for its destination and its appearance the Romans lo chiamarono il Palazzaccio.
Eclecticism yielded a better result in buildings of a smaller size: of these the best example is Villino Cagiati (Via Virginio Orsini - No 6 in the map), designed in 1913-1918 by the architect Garibaldi Burba with the assistance of some skilled decorators.
Leggi il Resoconto di William Dean Howells sulla visita al Quartiere Prati nel 1908.
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