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![]() Vasi pubblicò il suo secondo libro nel 1752 e vi incluse una tavola extra dedicata agli del 1748 di un obelisco portato a Roma da Augusto. L'esistenza dell'obelisco era nota fin dalla fine del XVI secolo, ma esso era diviso in tanti pezzi che giacevano sotto gli edifici e pertanto il recupero era difficile e costoso. Alla fine Benedetto XIV (Papa al tempo della pubblicazione del libro) riuscì finalmente a recuperarlo.
Una targa in quella che è oggi Piazza del Parlamento ci racconta l'intera storia dell'obelisco che era stato originariamente eretto da Psammeticho II nel VII secolo a.C. e quindi trasportato a Roma da Augusto che lo utilizzò come gnomone per la sua meridiana (Horologium Divi Augusti) dove l'ombra indicava l'ora del giorno e i giorni dell'anno (questo forse spiega perché si pensò di utilizzare l'obelisco diPiazza San Pietro per lo stesso scopo).
L'area a forma di farfalla dove era situato l' Horologium si trova ora tra Piazza S. Lorenzo in Lucina (a nord) e Piazza del Parlamento (a sud).
Pius VI nel 1789 spostò l'obelisco a Piazza di
Montecitorio dove fu collocato in cima a ciò che rimaneva di una colonna eretta
da Antonino Pio. Come d'abitudine, il Papa coronò l'obelisco con un simbolo del suo stemma, ma aggiunse una
punta come ricordo del suo uso come gnomone di meridiana (per vedere tutti gli obelichi di Roma clicca QUI).
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