Giardino Colonna nel clivo del Quirinale (Libro X) (Pianta B3) (III giorno)(Vista C7)

In questa pagina:
Tavola di Giuseppe Vasi
Com'è oggi
Torre Colonna
Palazzo Piombino e SS. Croce dei Lucchesi

La Tavola (No. 193)

Giardino Colonna

I Colonna avevano la loro Villa nel giardino posteriore del loro palazzo di città (Palazzo Colonna). Quattro piccoli ponti conducevano dal palazzo ai giardini e al Casino costruiti sulle pendici del Quirinale.
La vista è presa dal punto segnato in verde nella piantina del 1748, sotto.
Nella descrizione relativa alla tavola Vasi faceva riferimento a: 1) Parte della Galleria Ovale di Palazzo Colonna; 2) Ponti su Via della Pilotta che lega il Palazzo con i giardini; 3) Nuove fontane e gradinate; 4) Casino costruito sulle Mura romane.
La piantina riporta anche : 5) Entrata da Monte Cavallo; 6) Palazzo Piombino; 7) SS. Croce de' Lucchesi; 8) Palazzo Testa-Piccolomini; 9) Torre Colonna.

Oggi

Oggi

La visuale da terra è necessariamente limitata e si concentra su Via della Pilotta, la stradina attraversata dai ponti che portano i simboli di famiglia. Per vedere cosa è rimasto dei giardini (parte dei quali fu venduta) è necessario salire al primo piano dell'edificio retrostante Palazzo Colonna.

Una delle decorazioni rimaste dei giardini è il monumento ad uno degli eroi di famiglia, Marcantonio Colonna, che vinse a Lepanto nel 1571.
Leggi il resoconto di Henry James sulla sua visita ai Giardini Colonna nel 1873.

Giardino Colonna

I giardini hanno anche un accesso indipendente vicino al Palazzo del Quirinale. La scalinata fu aggiunta alla fine del XIX secolo ma la porta risale al 1618. Due prigionieri turchi (chiaro riferimento alla battaglia Lepanto) reggono lo stemma dei Colonna.

Giardino Colonna

Torre Colonna

Torre Colonna

I Colonna vissero in quest'area dal XII in avanti e costruirono diverse torri per proteggersi. La principale, detta Torre Mesa, era nei giardini, ma fu demolita su richiesta di Papa Gregorio XIII (1572-85) dato che rovinava la vista di Roma dal Palazzo del Quirinale. L'unica torre rimasta del sistema difensivo dei Colonna si vede in Via Quattro Novembre. E' decorata con i simboli della famiglia (la colonna e la sirena) e con alcuni rilievi Romani. La foto mostra anche la punta del SS. Nome di Maria.

Clicca QUI per saperne di più su questa torre medievale.

Palazzo Piombino e SS.Croce dei Lucchesi

Palazzo Piombino

Via della Pilotta porta a Piazza della Pilotta, dove i Romani solevano giocare "la pelota", il gioco basco che si pratica in un cortile murato con palla e racchetta in vimini. L'edificio nella foto è l'Univbersità Pontificia Gregoriana costrita negli anni Trenta del '900 sul sito del Palazzo Piombino. L'Università Gregoriana si trovava originariamente nel Collegio Romano, fondato da Gregorio XIII Boncompagni. I Boncompagni Ludovisi erano noti anche col nome di Piombino, perché Piombino e la vicina isola d'Elba furono per un periodo in loro possesso. Questo spiega la scelta di Pio XI di usare Palazzo Piombino per ricostruire l'università fondata dal grande papa di Piombino.
Via della Pilotta conduce poi a Via della Dataria, ma prima di arrivarci una piazzetta ospita la chiesa della SS. Croce dei Lucchesi ed il retro di Palazzo Testa Piccolomini.

SS. Croce dei Lucchesi

Esisteva una chiesetta su questo sito già dal IV secolo. In seguito ne fu eretta una più grande, registrata nel 1192 come S. Nicola. Fu quindi incorporata (parte dell'antica chiesa è ancora visibile) nella nuova chiesa costruita tra il 1575 e il 1677 (facciata di Mattia de' Rossi). La chiesa fu sino al 1895 la chiesa nazionale di Lucca (clicca QUI per una lista delle chiese nazionali di Roma). La piccola piazza è chiusa da un bel palazzo del XVIII secolo (disegnato da Filippo Barigioni), che mostra sopra alcune finestre le cinque lune dei Piccolomini (Pio II e Pio III).

Brano dall'Itinerario di Giuseppe Vasi del 1761 relativo a questa pagina:


Giardino Colonnese
Nel clivo del monte Quirinale sta situato questo amenissimo giardino, e dal palazzo vi si passa per quattro ponti gettati sulla strada della pillotta. E questo molto considerabile, non solo per 1'amenità delle fontane, viali, e statue, ma molto più pel maraviglioso marmo, che giace per terra nella parte superiore di esso; egli è un pezzo di frontespizio lavorato egregiamente, e per la sua gran mole, mostra di essere avanzo di edifizio molto sorprendente; le muraglie antiche, che ivi si vedono furono, secondo che dimostra il Serlio, parte del medesimo edifizio, il quale principiava dal basso con magnifiche scale, e portici, e saliva sul colle per andare alle terme di Costantino Magno: perciò da alcuni si crede , che tutte quelle opere siano state del medesimo Costantino.
Chiesa della ss. Croce de' Lucchesi
Nella strada a destra di detto palazzo si vede quella chiesa, che prima dicevasi s. Niccolò in porcibus, poi s. Bonaventura de' frati Cappuccini, e ora, avendola nel 1631 ottenuta la nazione Lucchese, sì dice santa Croce de' Lucchesi. Il quadro della B. Rita nella prima cappella a desfra è di Lazzaro Baldi; la Presentazione al tempio di Pietro Testa Lucchese, la ss. Concezione, di Biagio Puccini; il s. Frediano è di Francesco Tintore, il s. Lorenzo Giustiniano è di Domenico Muratori, e le pitture nel soffitto sono di Gio. Coli, e Filippo Gheraldi.

Prossima tavola nel Libro X: Disegno dell'Anticaglia nel Giardino Colonnese

Prossima tappa nell'itinerario del III giorno: Monastero delle Vergini