Archiginnasio della Sapienza
(Libro IX) (Pianta C2) (IV giorno) (Vista C6) (Rione Sant'Eustachio)

In questa pagina:
 Tavola di Giuseppe Vasi
 Com'è oggi
 Archiginnasio della Sapienza
 S. Ivo alla Sapienza
 Stemmi
 Teatro Valle e Biblioteca Alessandrina

La Tavola (No. 161)

L'Archiginnasio, ovvero l'Università di Roma, stava in questo palazzo, costruito principalmente da Giacomo della Porta sotto Gregorio XIII e Sisto V. La vista è presa dal punto segnato in verde nella piantina del 1748, sotto. Nella descrizione relativa alla tavola Vasi faceva riferimento a: 1) S. Giacomo degli Spagnoli; 2) Palazzo Madama; 3) Palazzo Carpegna. La piantina riporta anche: 4) Archiginnasio della Sapienza; 5) S. Ivo alla Sapienza; 6) Biblioteca Alessandrina; 7) Teatro Valle. La linea punteggiata in piantina segna il confine tra Rione Parione (a sinistra) e Rione Sant'Eustachio (a destra).

Oggi

La stradina molto stretta tra l'Archiginnasio e la chiesa di S. Giacomo degli Spagnoli fu allargata negli anni Trenta accorciando la navata della chiesa e abbattendo le case nel mezzo. La vista verso Palazzo Madama è nascosta da Palazzo Carpegna che fu abbattuto e ricostruito in posizione leggermente più avanzata, in linea con la facciata dell'Archiginnasio.

La Facciata
 

Il nome deriva dall'iscrizione sopra l'ingresso "INITIUM SAPIENTIAE TIMOR DOMINI" e "la Sapienza" è pure il nome della moderna Università di Roma. L'edificio ha ora un diverso uso (Archivio Nazionale). La facciata riporta lo stemma di Sisto V: i suoi monti con la stella s possono vedere anche in cima al campanile. Le api di Urbano VIII circondano l'elegante orologio. Sul muro laterale di destra c'è un grazioso sole di Urbano VIII.

S. Ivo

Nel 1632 Francesco Borromini fu nominato architetto de "La Sapienza" e per quasi 30 anni lavorò al completamento del palazzo con la Biblioteca Alessandrina e la chiesa di S. Ivo che è senza dubbio il suo capolavoro. La facciata segue lo schema del cortile interno disegnato da Giacomo della Porta mentre la cupola è piuttosto innovativa, prima di tutto per la sua forma esagonale e poi per il suo alto tamburo. Le linee verticali dei pilastri del tamburo continuano lungo la piramide che copre la chiesa per raggiungere le sei paia di colonne della lanterna che è sovrastata da una spirale. All'interno, i lati dell'esagono sono alternativamente concavi e convessi, ma la loro diversità va sfumando man mano che ci si avvicina alla cima. L'uso della decorazione in stucco e in particolare di teste di angeli è tipico di Borromini. Vasi mostra la spirale di S. Ivo nella tavola che copre S. Eustachio.

Stemmi

Il cortile interno e la chiesa di S. Ivo mostrano gli stemmi dei papi che uno dopo l'altro contribuirono alla decorazione del palazzo. In alto a sinistra il drago di Gregorio XIII; a destra il leone, le pere, i monti e la stella di Sisto V; in basso a sinistra l'aquila e il dragone di Paolo V.

(Da sinistra a destra) Urbano VIII è rappresentato dalle "sue" api (senza contare che la spirale di S. Ivo si dice che rappresenti il pungiglione di un'ape).
La colomba col ramoscello d'olivo di Innocenzo X è proprio in cima alla apirale.
Alessandro VII collocò il suo stemma sulla facciata di S. Ivo, ma è stato rimosso; forse temeva che sarebbe successo, e così diede istruzioni che i suoi simboli venissero usati come elementi decorativi (I sei monti si ritrovano dentro e fuori S. Ivo e persino i pilastrini sono decorati con ghiande e stelle).

Teatro Valle e Biblioteca Alessandrina

Il Teatro Valle fu inaugurato il 7 gennaio 1727: i teatri Romani erano in attività solo durante il periodo d Carnevale, ma nonostante la corta stagione nel XVIII secolo erano un investimento produttivo. Il 7 gennaio è il primo giorno di Carnevale.
Nel dicembre del 1816 Gioacchino Rossini fu incaricato di scrivere un'opera per il Carnevale successivo ed egli compose d'un fiato La Cenerentola. Il debutto al Teatro Valle il 25 gennaio 1817 fu accolto con lo stesso sfavore con cui era stata accolta l'anno precedente la prima de Il Barbiere di Siviglia al Teatro Argentina, ma alla fine La Cenerentola divenne il successo della stagione. Fu l'ultima opera buffa di Gioacchino Rossini.
La facciata fu ridisegnata nel 1821 da Giuseppe Valadier.
Palazzo della Sapienza racchiudeva la Biblioteca Alessandrina dal nome di Papa Alessandro VII, che prese la decisione di dotare l'Università di una grande biblioteca proprio alcuni giorni prima della sua morte, avvenuta nel maggio 1667. 13000 volumi che un tempo costituivano la biblioteca dei duchi di Urbino furono trasferiti qui (oggi se ne stanno in locali moderni dell'Università di Roma).

Barano dall'Itinerario di Giuseppe Vasi del 1761 relativo a questa pagina:


... Dipoi voltando nel vicolo, che le sta a sinistra, ed entrando nel primo vicolo, si trova a sinistra il Teatro della Valle, ed appresso l'
Archiginnasio della Sapienza
Era già perduto lo studio delle scienze, non meno di quello delle belle arti, per le continue guerre d'Italia, e sciagure di Roma, quando s. Gregorio il grande pensò di rimetterlo. Innocenzo IV. stabilì quello dell'una, e dell'altra legge, Bonifacio VIII. eresse quivi le pubbliche scuole l'anno 1293. e Clemente V. vi stabilì le cattedre delle lingue, e altri Pontefici vi hanno aggiunto quelle di altre scienze. Il primo architetto della fabbrica fu il Buonarroti, o secondo altri il Bramante; ma poi fu terminata sotto Alessandro VII. dal Borromini, il quale fece nel gran cortile la chiesa con la cupola di una nuova invenzione, tanto nell'interno, che nell'esterno ammirabile. Fu dedicata a s. Luca Evangelista, a san Leone Magno, e a s. Ivo avvocato de' poveri, avendovi fatto il quadro Pietro da Cortona, ma per causa di morte fu terminato poi da Gio. Ventura Borghesi suo allievo.

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