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Archiginnasio della Sapienza
(Libro IX) (Pianta C2) (IV giorno) (Vista C6) (Rione Sant'Eustachio) In questa pagina:
L'Archiginnasio, ovvero l'Università di Roma, stava in questo palazzo,
costruito principalmente da Giacomo della Porta sotto Gregorio XIII e Sisto
V. La vista è presa dal punto segnato in verde nella piantina del 1748, sotto.
Nella descrizione relativa alla tavola Vasi faceva riferimento a: 1) S. Giacomo degli
Spagnoli; 2) Palazzo
Madama; 3) Palazzo
Carpegna. La piantina riporta anche: 4) Archiginnasio della Sapienza;
5) S. Ivo alla Sapienza; 6)
Biblioteca Alessandrina; 7) Teatro Valle. La linea punteggiata in piantina segna il
confine tra Rione Parione (a sinistra) e Rione
Sant'Eustachio (a destra).
La stradina molto stretta tra l'Archiginnasio e la chiesa di S. Giacomo degli
Spagnoli fu allargata negli anni Trenta accorciando la navata della chiesa
e abbattendo le case nel mezzo. La vista verso Palazzo Madama è nascosta da Palazzo Carpegna
che fu abbattuto e ricostruito in posizione leggermente più avanzata, in
linea con la facciata dell'Archiginnasio.
Il nome deriva dall'iscrizione sopra l'ingresso "INITIUM SAPIENTIAE TIMOR DOMINI"
e "la Sapienza" è pure il nome della moderna Università di Roma.
L'edificio ha ora un diverso uso (Archivio Nazionale).
La facciata riporta lo stemma di Sisto V: i suoi monti con la stella s possono vedere anche in
cima al campanile. Le api di Urbano VIII circondano l'elegante orologio. Sul muro laterale
di destra c'è un grazioso sole di Urbano VIII.
Nel 1632 Francesco
Borromini fu nominato architetto de "La Sapienza" e per quasi 30 anni
lavorò al completamento del palazzo con la Biblioteca
Alessandrina e la chiesa di S. Ivo che è senza dubbio il suo capolavoro.
La facciata segue lo schema del cortile interno disegnato da Giacomo della
Porta mentre la cupola è piuttosto innovativa, prima di tutto per la sua forma esagonale
e poi per il suo alto tamburo. Le linee verticali dei pilastri del tamburo
continuano lungo la piramide che copre la chiesa per raggiungere le sei paia di
colonne della lanterna che è sovrastata da una spirale. All'interno, i lati dell'esagono
sono alternativamente concavi e convessi, ma la loro diversità va sfumando man
mano che ci si avvicina alla cima. L'uso della decorazione in stucco e in particolare
di teste di angeli è tipico di Borromini.
Vasi mostra la spirale di S. Ivo nella tavola che copre S.
Eustachio.
Il cortile interno e la chiesa di S. Ivo mostrano gli stemmi dei papi che
uno dopo l'altro contribuirono alla decorazione del palazzo. In alto a sinistra il drago
di Gregorio XIII;
a destra il leone, le pere, i monti e la stella di Sisto V; in basso a sinistra
l'aquila e il dragone di Paolo V.
(Da sinistra a destra) Urbano VIII è rappresentato dalle "sue" api (senza contare
che la spirale di S. Ivo si dice che rappresenti il pungiglione di un'ape).
Teatro Valle e Biblioteca Alessandrina
Il Teatro Valle fu inaugurato il 7 gennaio 1727: i teatri Romani erano in attività
solo durante il periodo d Carnevale, ma nonostante la corta stagione nel XVIII secolo erano
un investimento produttivo. Il 7 gennaio è il primo giorno di Carnevale.
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