Palazzo Pio (Libro IV) (VII giorno)

In questa pagina:
Tavola di Giuseppe Vasi
Com'è oggi
Palazzo Pio
S. Maria di Grottapinta e Teatro di Pompeo

La Tavola (No. 75)

Palazzo Pio difficilmente potrebbe essere considerato tra i 20 più famosi palazzi di Roma. Nella stessa area Palazzo Spada offriva un soggetto molto più interessante ma Vasi era anche un architetto e amava questo palazzo costruito attorno al 1650 da Camillo Arcucci.
La vista è presa dal punto segnato in verde nella piantina dl 1748, sotto, voltando le spalle a Campo de' Fiori.
Nella descrizione relativa alla tavola Vasi Faceva riferimento a: 1) Porta in Campo de' Fiori; 2) Vecchio palazzo; 3) Arco che porta a S. Maria di Grottapinta; 4) Strada del Paradiso.
La piantina riporta anche 5) S. Maria di Grottapinta.


Oggi

La vista copre due lati di Palazzo Pio: la facciata principale su una piazzetta (Piazza del Biscione) e, ancora identificabile sebbene senza statue, una minore che guarda su Campo de' Fiori.

Palazzo Pio

Camillo Arcucci lavorò con Borromini all'Oratorio de' Filippini. Sebbene l'uso attuale e lo stato dell'edificio e l'aggiunta di un piano rovinino in qualche modo la vista generale, il palazzo presenta interessanti soluzioni, dal bugnato al piano terra alle finestre del primo e secondo piano. Non solo chiese, fontane e palazzi ci dicono cos'era Roma nei secoli passati ma anche le abitazioni più modeste hanno trovato modo di sopravvivere e sono oggi protette. Questo si applica in particolare alla casa alla sinistra di Palazzo Pio.

S. Maria di Grottapinta

Nella tavola Vasi mostra l'entrata di GrottaPinta, probabilmente un corridoio del Teatro di Pompeo: il soffitto è dipinto e una vecchia immagine vi è onorata. Il passaggio porta a Via di Grotta Pinta, dove la chiesetta menzionata nella tavola è oggi un negozio d'antichità. L'edificio a sinistra della chiesa mostra chiaramente nelle sue linee curve la sua origine dal Teatro di Pompeo: qui Giulio Cesare fu pugnalato a morte sotto la statua del suo amico e rivale.



Brano dall'Itinerario di Giuseppe Vasi del 1761 relativo a questa pagina:


Palazzo Pio, e Chiesa di s. Maria di Grotta Pinta
Fu questo già dell'antichissima famiglia Orsini, dipoi abitato, ed ornato di pitture, e statue dal Card. Isvaglia Siciliano; e finalmente dal Principe Pio fatto con bell'architettura dalla parte opposta. Siede questo sopra le rovine del celebre teatro di Pompeo il Grande, e ne vedemmo già la cavea nella parte posteriore di esso, ed ancora nelle cantine si osservano le volte e muri di quel magnifico edifizio, nelle quali fu da primi Cristiani fatto un oratorio, o cappella dedicata prima al ss. Salvatore, e poi alla ss. Vergine, che fu detta Crypta pincta, ed ora la diciamo di Grotta Pinta.
Fu quivi da Pompeo Magno edificato quel magnifico Teatro, perchè quì presso ebbe la sua prima casa, e però dopo aver difesa la Patria, ed aver tre volte trionfato sopra i nemici di essa, 699. anni dopo l'edificazione di Roma volle far decorosa la contrada, ove egli nacque, erigendovi fra gli altri edifizj un teatro tutto di marmo capace di trenta mila spettatori, e fu il primo, che in Roma si facesse stabile, essendo per l'addietro solito farsi di legno ogni qual volta che si avessero a rappresentare giuochi scenici. Vogliono alcuni, che Pompeo lo principiasse, e poi da Cajo Calligola fosse terminato, altri che Calligola lo rinnovasse. Nerone però in un sol giorno fecelo mettere a oro, per fare splendida pompa a Tiridate Re degli Armeni quando venne in Roma.
Appresso a questo, cioè da quella parte verso la chiesa di s. Andrea della Valle, edificò il medesimo Pompeo la Curia, acciò in tempo delli spettacoli vi si tenesse Senato; ed in questa fu Giulio Cajo Cesare ucciso da' Congiurati, cadendo a piè della statua di Pompeo. Per lo che fu chiusa e poi per astio abbruciata dal Popolo. Eravi unitamente un magnifico portico sostenuto da 100. colonne, ed ornato di pitture, e fontane con varie fiere fatte in marmo.

Prossima tavola nel Libro IV: Palazzo Massimi

Prossima tappa nell'itinerario del VII giorno: Campo di Fiore