|
Palazzo Odescalchi (Libro IV) (Pianta B3) (III giorno)
In questa pagina:
![]() Palazzo Odescalchi era originariamente un possedimento della famiglia Colonna,
venduto a Papa Alessandro VII Chigi nel 1661. I Chigi vendettero il palazzo
nel 1748 agli Odescalchi. E' anche chiamato Palazzo Bracciano,
perché gli Odescalchi avevano un grande castello nella città di Bracciano.
![]() ![]()
I palazzi sulla destra dopo Palazzo Odescalchi sono edifici relativamente moderni che hanno rimpiazzato il palazzo (Palazzo Ruzzi) mostrato nella tavola. La chiesa di S. Maria di Loreto è ancora visibile, mentre la cima della Colonna Traiana è nascosta da Palazzo Spinelli.
Il palazzo fu ridisegnato da Gian Lorenzo Bernini e costituì un modello per molti altri palazzi in Italia e in Europa: in particolare gli alti pilastri che partono sopra il piano terra. Sfortunatamente le proporzioni del palazzo furono alterate da Nicola Salvi e Luigi Vanvitelli quando gli Odescalchi, nuovi proprietari del palazzo, decisero di ampliarlo. Lo stemma degli Odescalchi è tra i più complessi. E' composto di un'aquila, un leone
e 6 lampade. Poiché aquile e leoni comparivano in molti altri stemmi le lampade finirono
per diventare il tratto distintivo degli Odescalchi (lo sfondo mostra un particolare
del cancello in ferro battuto del palazzo).
Il palazzo è tuttora proprietà della famiglia Odescalchi. In speciali occasioni al pubblico è permesso dare un'occhiata al bel cortile.
Oggi il palazzo è noto come Palazzo Valentini. Costruito nel 1585 è una copia
minore ma elegante di Palazzo Farnese.
Secondo Vasi fu disegnato da un frate Domenicano, Domenico
Paganelli. Nella pianta del 1781 di Vasi è chiamato Palazzo Rezzonico (la famiglia
di Clemete XIII) mentre nella guida Vasi lo chiama Palazzo Bonelli.
Prossima tavola nel Libro IV: Palazzo S. Marco della Serenissima Repubblica di Venezia Prossima tappa nell'itinerario del III giorno: Chiesa di S. Marco |