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S. Prisca (Libro III) (Pianta C3) (V giorno)
In questa pagina: ![]() S. Prisca è sulla strada che da S. Maria in Cosmedin porta a S. Saba. Vasi agiunse una tavola più piccola per mostrare questa chiesa molto antica. La vista è presa dal punto segnato in verde nella piantina del 1748, sotto. Nella descrizione relativa alla tavola Vasi faceva riferimento a: 1) S. Prisca; 2) Monastero annesso alla chiesa; 3) Strada che porta a S. Saba. La pianta riporta anche 4) Ortaccio degli Ebrei. ![]() ![]()
![]() Il livello della strada è leggermente più basso che al tempo di Vasi, ma dopotutto poco è cambiato (tranne che per i vigneti che ricoprivano l'Aventino e che sono stati trasformati in alcune delle ville più eleganti della Roma moderna). La Chiesa
![]() ![]() La chiesa, che prese il nome da Prisca che ospitò S. Pietro a Roma, fu costruita nel IV secolo vicino ad un tempio dedicato a Diana e ammodernato nel XVII secolo da Carlo Lambardi. Ma per un periodo un altro dio fu onorato qui: infatti sotto la chiesa c'è un Mythraeum (scoperto nel 1958) con affreschi ed una statua di Mitra che ammazza il Toro. Dentro la chiesa uno dei due unici stemmi di Callisto III esistenti: per il fatto che veniva associato al nipote Alessandro VI la maggior parte dei suoi stemmi fu distrutta. Nello sfondo-pagina l'elegante stemma di Clemente XII sopra l'altare. Ortaccio degli Ebrei
![]() La parte dell'Aventino che guarda verso Circo Maximus fu assegnata agli Ebrei, costretti nel 1556 a risiedere nel vicino Ghetto, così che potessero seppellire i morti fuor della più che affollata, e spesso allagata, area dove vivevano. Nel XIX secolo fu aperto un nuovo grande cimitero con una sezione Ebraica vicino alla Basilica di S. Lorenzo ed il sito fu abbandonato. Negli anni '30 l'intera area attorno al Circo Massimo fu ridisegnata e il vecchio cimitero divenne un roseto. Brano dell'Itinerario di Giuseppe Vasi del 1761 relativo a questa pagina: Prossima tavola nel Libro III: SS. Nereo e Achilleo Prossima tappa nell'itinerario del V giorno: S. Sabina |