S. Prisca (Libro III) (Pianta C3) (V giorno)

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Tavoladi Giuseppe Vasi
Com'è oggi
S. Prisca
Ortaccio degli Ebrei

La Tavola (No. 57 - ii)


S. Prisca è sulla strada che da S. Maria in Cosmedin porta a S. Saba. Vasi agiunse una tavola più piccola per mostrare questa chiesa molto antica.
La vista è presa dal punto segnato in verde nella piantina del 1748, sotto.
Nella descrizione relativa alla tavola Vasi faceva riferimento a: 1) S. Prisca; 2) Monastero annesso alla chiesa; 3) Strada che porta a S. Saba.
La pianta riporta anche 4) Ortaccio degli Ebrei.


Oggi


Il livello della strada è leggermente più basso che al tempo di Vasi, ma dopotutto poco è cambiato (tranne che per i vigneti che ricoprivano l'Aventino e che sono stati trasformati in alcune delle ville più eleganti della Roma moderna).

La Chiesa



La chiesa, che prese il nome da Prisca che ospitò S. Pietro a Roma, fu costruita nel IV secolo vicino ad un tempio dedicato a Diana e ammodernato nel XVII secolo da Carlo Lambardi. Ma per un periodo un altro dio fu onorato qui: infatti sotto la chiesa c'è un Mythraeum (scoperto nel 1958) con affreschi ed una statua di Mitra che ammazza il Toro. Dentro la chiesa uno dei due unici stemmi di Callisto III esistenti: per il fatto che veniva associato al nipote Alessandro VI la maggior parte dei suoi stemmi fu distrutta. Nello sfondo-pagina l'elegante stemma di Clemente XII sopra l'altare.

Ortaccio degli Ebrei



La parte dell'Aventino che guarda verso Circo Maximus fu assegnata agli Ebrei, costretti nel 1556 a risiedere nel vicino Ghetto, così che potessero seppellire i morti fuor della più che affollata, e spesso allagata, area dove vivevano. Nel XIX secolo fu aperto un nuovo grande cimitero con una sezione Ebraica vicino alla Basilica di S. Lorenzo ed il sito fu abbandonato. Negli anni '30 l'intera area attorno al Circo Massimo fu ridisegnata e il vecchio cimitero divenne un roseto.

Brano dell'Itinerario di Giuseppe Vasi del 1761 relativo a questa pagina:


Chiesa e Convento di s. Prisca
Molto celebre è questa chiesa, non già per il famoso tempio di Fauno, e di Diana, che quivi quivi presso furono, nè per il magnifico palazzo di Trajano, o per le terme di Decio; ma per essere stata qui la casa s. Prisca figliuola di un Console Romano, illustrata poi dalla presenza del Principe degli Apostoli, il quale vi battezzò molti gentili convertiti alla fede, fra' quali la s. Titolare, ed il di lei padre. E perchè ella nell'età di 13. anni, e nell'anno XIII. di Claudio I. sofferse, gloriosamente il martirio per amore di Gesù Cristo, fu chiamata Protomartire di Occidente nel suo sesso, poichè s. Tecla diceva dell'Oriente, perchè martirizzata nel V. anno di quell'Imperatore. Perciò fu quivi in suo onore eretta la chiesa, la quale nell'an. 772. fu ristaurata da Adriano I., e poi da Calisto III. nel 1455. il quale vi pose alcuni versi pieni di erudizione. Finalmente nell'anno 1600. fu rinnovata dal Card. Benedetto Giustiniani Genovese conservando però l'antico altare sotterraneo, e consessione di marmo, sotto cui stanno i corpi de' ss. Aquila, Priscilla, e Prisca. Il quadro dell'altare è del Passignani, ed il convento è abitato da' frati Agostiniani.

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