Porta del Popolo (Libro I) (Pianta B1) (I giorno) e (II giorno)

In questa pagina:
 Tavola di Giuseppe Vasi
 Com'è oggi
 La porta
 Villa Borghese
 Le Mura tra Porta del Popolo e Porta Pinciana - Muro Torto

La Tavola (No. 1)

Porta del Popolo è stata l'entrata principale a Roma per secoli. E' anche chiamata Porta Flaminia perché da qui (nelle mura costruita da Aureliano) parte la Via Flaminia che porta a Ponte Milvio dopo il quale si divide in Via Flaminia (che va a Rimini) e Via Cassia (che va a Firenze). Porta del Popolo era il punto di partenza nelle guide turistiche del XIX secolo.
La vista è presa dal punto segnato in verde nella piantina del 1748, sotto.
Nella descrizione relativa alla tavola Vasi faceva riferimento a: 1) Cupola di S. Maria del Popolo; 2) Magazzini e granai.
La piantina riporta anche: 3) Porta del Popolo; 4) Entrata a Villa Borghese.

Oggi

Le torri a protezione della porta furono demolite dopo il 1870 per ingrandire la porta aggiungendo due archi minori. I granai e i magazzini non esistono più. La cupoletta sotto la cupola principale di S. Maria del Popolo è quella della Cappella Chigi, disegnata da Raffello e completata da Gian Lorenzo Bernini.

La Porta

La monumentale porta eretta dal Vignola nel 1561 porta lo stemma di Pio IV. Si dice che Vignola abbia lavorato su di un progetto originale di Michelangelo. I sei monti e la stella sopra lo stemma sono parte della decorazione della porta interna disegnata da Gian Lorenzo Bernini nel 1655 per celebrare l'arrivo della Regina Christina di Svezia. Oltre la porta una delle più spettacolari viste di Roma, Piazza del Popolo.

Villa Borghese

Il Principe Camillo Borghese, marito di Paolina Buonaparte, risistemò nel 1830 il parco attorno a Villa Borghese e fece costruire all'architetto e archeologo Luigi Canina una nuova entrata alla Villa da Porta del Popolo. I propilei ionici sono sormontati dalle aquile e dragoni dei Borghese. Nel XVIII secolo quest'area apparteneva alla famiglia Giustiniani.

Le Mura tra Porta del Popolo e Porta Pinciana

Le mura tra Porta del Popolo e Porta Pinciana sono chiamate Muro Torto o Murus Ruptus, perché in un certo punto sembrano crollare. Questo tratto non fu mai fortificato o ricostruito nella certezza che S. Pietro stesso avrebbe protetto la città in quel punto. La sconnessione del muro diede origine a leggende di fantasmi. Vasi mostrò nella piccola tavola qui sotto questa parte di mura.



Brano dall'Itinerario di Giuseppe Vasi del 1761 relativo a questa pagina:


Porta del Popolo
In oggi questa è la Porta principale di Roma, non solamente perchè tra tutte le altre è la più magnifica, ma ancora perchè la maggior parte delle nazioni entra per essa, e per essa fanno l'ingresso pubblico gli Ambasciatori, e Cardinali quando vengono la prima volta in Roma, ed ancora i Re, e Regine, l'ultima delle quali fu Cristina Regina di Svezia in tempo di Alessandro VII. Chiamossi anticamente questa porta col medesimo nome della via Flaminia; ora però prende il nome dalla chiesa, che le sta accanto, o secondo altri da' pioppi del mausoleo di Augusto, che fin quì si distendevano, che populi diconsi in latino.
Tutto quel vasto sito, che da una parte è circondato da monti, e dall'altra dal Tevere, dicevasi anticamente Campo Marzio, perchè da Romolo dedicato a Marte, affinchè in esso si esercitasse la gioventù nell'arte militare, ed ancora per tenervi i comizi nell'elezione de' Magistrati; e però non era lecito ad alcuno abitarvi: vi furono bensì eretti fabbriche pubbliche molto magnifiche, cioè Circi, Naumachie, Teatri, Archi trionfali, Obelischi, Tempj, Portici, e Statue di uomini illustri senza numero: onde Aureliano, per non lasciar tante magnificenze esposte agl'insulti de' nemici, le incluse entro Roma, con distendere fin a quella parte le mura della Città. Fu rinnovata questa Porta per ordine di Pio IV. da Giacomo Barozio, ma con disegno del Buonarroti, e poi vi furono poste le due statue di s. Pietro, e di s. Paolo fatte dal Mochi; l'architettura però della parte dentro la Città è del Cav. Bernini.
Muro Torto
E' questo un grosso masso delle antiche mura della Città, che mostra d'essere ben presto per cadere a terra, e pure così stava in tempo di Bellisario Capitano di Giustiniano Imperatore, il quale volendo ridurlo in migliore stato di difesa contro i nemici, fu assicurato da' Romani, che s. Pietro Ap. aveva preso la difesa di quella parte della Città: onde lasciollo senza riparo, e senza presidio, come da Procopio si riferisce trattando della guerra Gotica.

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