S. Niccolò de' Perfetti (Libro VI) (IV giorno)

In questa pagina:
 Tavola di Giuseppe Vasi
 Com'è oggi
 Palazzo Pallavicini
 Palazzo Medici (o di Fiorenza)
 SS. Biagio e Cecilia

La Tavola (No. 106)

La chiesa davvero minore di S. Niccolò offre a Vasi l'occasione di mostrarci la vita quotidiana in una zona ricca di Roma.
La vista è presa dal punto segnato in verde nella piantina del 1748, sotto.
Nella descrizione relativa alla tavola Vasi faceva riferimento a: 1) Palazzo Pallavicini; 2) S. Niccolò; 3) Palazzo Medici; 4) Strada che mena alla chiesa dei SS. Biagio e Cecilia (oggi chiamata Madonna del Divino Amore); 5) Palazzo Conobili.


Oggi

La maggior parte degli edifici è come la vediamo nella tavola. Come al solito la strada è in realtà più stretta che nella tavola. S. Niccolò fu ricostruita nel 1729 sul posto di una chiesa medievale. L'affresco sopra il portale della chiesa è andato perduto.

Palazzo Pallavicini

Palazzo Pallavicini non è menzionato neppure nelle guide più dettagliate di Roma, e tuttavia è un edificio che merita attenzione per l'insolita madonna nella fontana del cortile. Lo stemma rappresenta le quattro province della Regione Marche (Ancona, Macerata, Pesaro-Urbino e Ascoli-Fermo). Di fronte ad esso il Palazzo Canobili fu sottoposto ad un restyling nel XIX secolo.

Palazzo Medici

Palazzo Medici o di Fiorenza era la residenza dell'ambasciatore di Toscana a Roma. Ha la semplicità del Rinascimento Fiorentino e conserva numerose memorie del passato. Nell'elegante cortile v'è lo stemma di Giulio III (vedi sfondo-pagina) e negli appartamenti di un Cardinal Medici si trovano alcuni belli affreschi (sotto) con putti che giocano con le palle dei Medici.
Altri palazzi o ville appartenenti alla famiglia Medici erano Palazzo Madama, Villa Madama e Villa Medici.

SS. Biagio e Cecilia

La chiesa risale al XII secolo ma fu ricostruita nel 1731 (disegno di Filippo Raguzzini) con l'eccezione del campanile. La chiesa fu dedicata a S. Cecilia perché, secondo la tradizione, era stata edificata sulla casa del padre di Cecilia. Nel XVI secolo fu data alla gilda dei materassai e le fu aggiunto il nome del loro patrono (S. Biagio) (clicca qui per una lista di chiese appartenenti ad una confraternita). Nel XIX secolo la gilda fu sciolta e la chiesa fu dedicata alla Madonna del Divino Amore.

Brano dell'Itinerario di Giuseppe Vasi del 1761 relativo a questa pagina:


Palazzo di Fiorenza e Chiesa di s. Cecilia
Ultimamente è stato rimodernato questo palazzo già della Repubblica di Fiorenza, oggi di sua Maestà Cesarea il gran Duca di Toscana; ed è notabile nel cortile il prospetto fatto con disegno di Giacomo Barozio da Vignola, e nel vicolo a sinistra la piccola chiesa di s. Cecilia, della quale vi é tradizione, che sia eretta in una sua casa, e oratorio; ora vi è unito il titolo di s. Biagio, perché ne ha cura la confraternita de' Materazzari; e vi è un bel quadro di Placido Costanzi rappresentante la santa Titolare. Tornando poi in strada, siegue a sinistra la
Chiesa di s. Niccolò de' Perfetti
Questa chiesa è molto antica, mentre si legge, che da s. Zaccaria Papa fu assegnata per ricovero alle monache Basiliane venute dalla Grecia circa l'anno 750. Dal Pont. s. Pio V. fu poi nell'anno 1568. conceduta ai frati Domenicani, i quali amministrano la parrocchia.

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