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ADRIANO V
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Alla morte di Innocenzo V, Carlo d'Angiò si trovava a Roma e, secondo la costituzione
Ubi periculum, spettava a lui, come senatore, la sorveglianza del conclave; poté così
manovrarlo a suo piacimento. Pretese alla lettera l'osservanza delle disposizioni di Gregorio x e, poiché il conclave si protrasse oltre gli otto giorni, fu anche attuata la prevista limitazione del cibo a pane e acqua; ma questa norma fu applicata solo per i cardinali italiani, mentre i francesi continuarono a ricevere regolarmente i loro pasti. Il duro trattamento discriminatorio esasperò il gruppo cardinalizio italiano, e il loro capo, Giovanni Gaetano Orsini, il futuro papa Niccolò III, non dimenticò più questo conclave; avrebbe saputo vendicarsi.
Fu eletto papa l'11 luglio del 1276 il genovese Ottobono Fieschi dei conti di Lavagna; per quanto fosse italiano, corrispondeva alle aspettative di Carlo d'Angiò, essendo un fautore della politica antimperiale, secondo l'insegnamento dello zio Innocenzo IV, del quale era stato legato in Inghilterra. Ma la sua elezione risultò una beffa, perché il Fieschi era molto avanti negli anni, malato e il re non avrebbe potuto contare molto su di lui, perché 38 giorni dopo era già morto. Dante lo pone tra gli avari nel suo Purgatorio con precise indicazioni sul casato, accusandolo di cupidigia dei beni terreni, peccato dal quale si sarebbe ravveduto durante il breve pontificato (XIX, 100- 108): Intra Siestri e Chiaveri s'adima una fiumana bella, e del suo nome lo titol del mio sangue fa sua cima. Un mese e poco più prova' io come pesa il gran manto a chi dal fango il guarda, che piuma sembran tutte l'altre some. La mia conversione, ohimè!, fu tarda; ma come fatto fui roman pastore, così scopersi la vita bugiarda. Non risulta dalle fonti che egli sia stato mai avaro e avido di potere, tanto meno che egli si sia convertito in quei pochi giorni in cui fu papa; Dante lo confuse con Adriano IV, come già si è notato nella biografia del pontefice inglese. Era stato creato cardinale diacono dallo zio Innocenzo IV, e quindi avrebbe dovuto completare la consacrazione sacerdotale e diventare vescovo prima di essere incoronato papa. Invece, assunto il nome di Adriano V, si preoccupò solo, il giorno stesso dell'elezione, di convocare i cardinali in concistoro nel Laterano e abrogare la costituzione gregoriana sul conclave, così severamente attuata da Carlo d'Angiò, per le sue "troppo insopportabili e anche oscure deliberazioni". Dopodiché si trasferì in gran fretta a Viterbo per sfuggire al caldo afoso di Roma. E a Viterbo morì, senza essere stato incoronato, il 18 agosto del 1276; fu sepolto nella chiesa di S. Francesco di quella città. align=center> |