S. Cosimato
Rione Trastevere, piazza S. Cosimato

Questo importante complesso quattrocentesco è purtroppo di difficile agibilità perché oggi fa parte del complesso ospedaliero «Nuovo Regina Margherita», che, tra l’altro, è anche fonte del forte degrado di larga parte delle strutture.

Si accede alla chiesa e al monastero dall’omonima piazza, su cui si affaccia il protiro del XII secolo - che si trova ad un livello più basso dell’attuale livello della strada - sorretto da una coppia di colonne antiche di spoglio e sormontato da una torretta; di qui si accede al cortile antistante la chiesa, dalla semplice facciata con un bel portale quattrocentesco. Il protiro non viene più utilizzato: ora si accede al complesso dal n. 76 di via Roma libera.

In quella zona di Trastevere che nel Medioevo era detta in Mica Aurea, un certo Benedictus Campaninus fondò, fra il 936 ed il 949, un monastero benedettino in onore dei due santi medici Cosma e Damiano, i cui nomi furono poi accorpati in Cosimato; non è comunque escluso che il monastero sia sorto presso un precedente luogo di culto, come sembrerebbero provare alcuni frammenti di plutei del sec. VIII-IX trovati nella zona e oggi murati nel chiostro medioevale del complesso.
Già agli inizi dell'XI secolo il monastero trasteverino annoverava numerose proprietà in città e fuori: ne è testimonianza una bolla di Giovanni XVIII del 1005. Nel 1066 fu eletto abate Odimondo, sotto cui fu ultimata la chiesa, consacrata in onore della Madonna e dei ss. Cosma, Damiano, Benedetto ed Emerenziana da Alessandro II il 15 novembre del 1069.
Il 28 giugno del 1157 Adriano IV prese il monastero trasteverino sotto la sua protezione e gli confermò tutte le sue proprietà. Nel 1230 Gregorio IX concesse il complesso di S. Cosimato prima ai Camaldolesi (1230) e poi alle Clarisse (1234). Nel 1246 la badessa lacopa Cenci fece restaurare tutto il complesso.

Tra il 1475 e il 1485, il complesso di S. Cosimato, oramai fatiscente, fu completamente restaurato da Sisto IV: la chiesa attuale, a pianta rettangolare (oggi si ignora l'esatta posizione della chiesa antica a tre navate, che forse sorgeva spostata verso est), il refettorio, l'aula capitolare e la foresteria furono ricostruiti dalle fondamenta e fu edificato anche un nuovo chiostro, pur conservando quello medioevale.

S. Cosimato subì ulteriori interventi nel 1604, nel 1756.

Dopo il 1870 il complesso, espropriato, divenne sede di un ospizio per anziani e poi dell’ospedale, come detto sopra.

L'interno della chiesa è stato completamente restaurato nel 1871 da Pio IX e conserva ben poco degli arredi originari, oltre all’affresco del presbiterio raffigurante la Madonna col Bambino tra S. Francesco e S. Chiara, opera del Pastura (XV secolo)
A fianco di un altare è murata la lapide (trovata nel 1892), che ricorda la consacrazione dell'antica chiesa di S. Cosimato, avvenuta il 15 novembre 1066, per volontà di papa Alessandro II:
Praesul Alexander Romanae Sedis in arce / rite secundus erat precibusque flexus honestis / Patris Odimundi rectoris tunc domus huius / hanc ternis aucta sacravit sedibus aula / annorum Dni ciclus millesimus ibat / sexaginta simul sex ducens annos / volvebat ternos inditione rquia cursus / mense novembr dies terquintos forte gerentem / ad honorem specialiter vestrorum incliti martyres / sci Cosme et Damiani dichata est vobis basilica / et comuniter cunctorum quorum vel sacra hic / reconduntur pignora vel sub notata nomina / recensentur scilicet sanctissime Dei Genitricis ac / Virginis Mariae sanctorum Cosme et Damiani / sci Benedicti hac Emerentianae.
Sull'altare maggiore è collocata una Madonna con il Bambino, copia di un antico dipinto su tavola. Il quadro originale, che si conserva attualmente presso l'Istituto Centrale del Restauro, è opera della fine del sec. XIII.

A destra della chiesa, è il primo chiostro, medioevale, costruito intorno al 1240, a pianta quadrangolare con arcate su pilastri, che includono una serie di quattro arcatelle sorrette da colonnine binate su basi attiche. L'ordine superiore, ad arcate tamponate, risale all'epoca di Sisto IV. Il lato nord del porticato è stato trasformato in una galleria lapidaria: vi sono murati frammenti di plutei provenienti dall'edificio medioevale, lastre di sarcofagi, basi di colonne, capitelli e alcuni epigrafi, tra cui quella dell'abate Odimondo ( + 1075). Dal lato est del chiostro si accede alla sala capitolare del tempo di Sisto IV, che è preceduta da un ambiente nel quale sono state sistemate le vecchie campane della chiesa, fra le quali una fusa da Bartolomeo Pisano nel 1238. Sul lato ovest del chiostro si eleva il campaniletto di stile romanico; adiacente al primo è il secondo chiostro, parte della ricostruzione sistina, con un doppio ordine di pilastri; tutto l’insieme risente visibilmente della presenza del complesso ospedaliero e necessiterebbe di un accurato restauro.

Di fronte alla chiesa, l’irregolare piazza di S. Cosimato è il centro del cosiddetto quartiere del Trastevere Nuovo, sorto intorno al 1880-90.