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LA MONARCHIA |
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Al re spetta la chiamata del popolo
alla guerra, così come il comando in battaglia; è cioè depositario dell'imperium,
la forza congiunta degli dei e del popolo romano, che per tutta la storia
romana si identificherà con il potere militare.
I Sette Re di Roma secondo la leggenda sono: Romolo, Numa Pompilio, Tullo Ostilio, Anco Marzio, Tarquinio Prisco, Servio Tullio e Tarquinio il Superbo. La storicità di Romolo (753 - 715 a.C.) è forse da rifiutare poiché sarebbe, secondo alcuni, solo il fittizio eroe eponimo della città di Roma; non manca però chi, anche recentemente, sulla scorta degli scavi archeologici sul colle Palatino – ove la città romulea sarebbe sorta - ne ripropone una possibile dimensione storica. Al re Numa Pompilio (715 - 672 a.C.) è attribuita l'istituzione di numerosi sacerdozi e pratiche religiose, che gli sarebbero state ispirate dalla ninfa Egeria; anche per lui, come per il suo predecessore, la sovrapposizione storia-leggenda appare evidente: dopo Romolo, re latino, feroce difensore della città da lui fondata, la tradizione ha voluto porre un re sabino, pio, che avrebbe incivilito la tempra guerriera del popolo romano. 667 - Sotto il bellicoso re Tullio Ostilio (673 - 641 a.C.) i Romani e gli Albani in lotta si accordano nello scegliere tre campioni dalle due parti. I tre Orazi (romani) vincono i tre Curiazi (albani) (vedi Orazi e Curiazi) ed Alba è unita a Roma. Anco Marzio (641 - 616 ca. a.C.) è noto per aver fatto costruire il porto di Ostia (che però l’archeologia sembrerebbe datare in epoca successiva) e per aver conquistato numerose città latine, i cui abitanti vennero trasferiti a Roma. La lotta con le popolazioni etrusche del nord e greche del sud avrà fasi alterne. Si ritiene che nel tempo degli ultimi monarchi si sia dato un periodo di dominazione etrusca. Lucio Tarquinio Prisco (616 - 578 a.C.), di origini etrusche (fu forse un lucumone originario di Tarquinia), è famoso per i suoi successi militari contro le popolazioni confinanti e per aver fatto costruire numerosi edifici pubblici; con lui ebbe inizio la dominazione etrusca di Roma. Servio Tullio (578 - 534 a.C.) eresse e poi ampliò le mura della città e introdusse, secondo la tradizione, una riforma militare; rappresenta, forse, una temporanea interruzione della dominazione etrusca, anche se c’è chi ha visto in lui la figura del condottiero Mastarna (corrispondente al latino magister, cioè capo) propria della tradizione etrusca. Tarquinio il Superbo (534 - 510 a.C.) è dipinto dalla tradizione come un tiranno; accusato della morte della virtuosa patrizia Lucrezia, rapita dal figlio Sesto Tarquinio, sarebbe stato cacciato da una sommossa popolare guidata, secondo la leggenda, da Lucio Giunio Bruto. La sua espulsione coincise con la fine della dominazione etrusca e con l'inizio dell'età repubblicana. Il tramonto della Monarchia è segnato secondo la tradizione da grandi opere pubbliche (oltre a quelle citate, l'arginatura della Cloaca Maxima, il tempio di Giove Capitolino, il Circo Massimo), da campagne militari e dall'ingresso, sotto Servio Tullio, nella Lega Latina |